Analfabetismo come strumento di potere




 In passato, soprattutto durante le rivoluzioni industriali, l'analfabetismo di massa era una condizione funzionale a un sistema che richiedeva manodopera non qualificata e facilmente sostituibile. La capacità di leggere, scrivere e far di conto era un privilegio riservato a pochi.

Sfruttamento economico: L'assenza di istruzione impediva ai lavoratori di comprendere contratti, condizioni di lavoro o i loro diritti legali, rendendoli vulnerabili a salari bassissimi e a turni di lavoro massacranti. Non potevano organizzarsi o negoziare in modo efficace, poiché mancavano delle basi per comunicare e diffondere idee oltre il passaparola.

Controllo sociale: Una popolazione analfabeta è più semplice da controllare. Senza accesso alle informazioni scritte (giornali, libri, documenti), era molto più facile diffondere la disinformazione o manipolare l'opinione pubblica. L'analfabetismo creava un muro tra le classi subalterne e le élite, impedendo la circolazione di idee di emancipazione e ribellione.


Lo sfruttamento 2.0: una vecchia arma in nuove mani

​Le tecniche di sfruttamento, antiche come il mondo, rivivono oggi nelle logiche del delivery. La scelta di assumere in maggioranza lavoratori extracomunitari non è un progetto di integrazione, ma un calcolato piano di sfruttamento. Questi lavoratori vengono intenzionalmente privati degli strumenti per comprendere realmente i loro doveri e, soprattutto, i loro diritti.

​Il presunto "piano d'integrazione sociale" si trasforma così in un subdolo piano criminale, gestito dalle applicazioni. Si tratta di un reclutamento continuo di persone che, non sapendo leggere e scrivere in italiano e spesso neanche in inglese, vengono ridotte a meri automi capaci solo di pedalare. Senza la possibilità di comprendere i loro diritti o i reali rischi del lavoro, diventano perfetti schiavi digitali.

​Corsi di sicurezza: una farsa per sfuggire alla legge

​Le piattaforme, agendo sul filo della legalità e del d.lgs. 81/08, fingono di fornire corsi di sicurezza online per i rider. Sanno perfettamente, però, che i lavoratori più vulnerabili e privi di istruzione non sono in grado di comprendere i contenuti. Di conseguenza, o si fanno aiutare per completare i corsi, oppure, nei casi peggiori, sono costretti a pagare per farli svolgere da altri.

​Questo è un sistema che utilizza l'analfabetismo come arma per aggirare le leggi, creando un ambiente di lavoro pericoloso e profondamente ingiusto.


Questo meccanismo è la strategia più efficace per mantenere intatto il sistema. Invece di far sì che i lavoratori si uniscano per rivendicare diritti e condizioni migliori, l'algoritmo li mette in competizione diretta l'uno con l'altro.

​Ecco come funziona:

Competizione per le briciole: L'offerta di lavoro è sempre superiore alla domanda. Le app offrono una manciata di corse o turni, e i rider si ritrovano a lottare tra loro per accaparrarsi il guadagno minimo. Chi accetta la tariffa più bassa, chi è più veloce, chi si lamenta di meno, è "premiato" dal sistema.

La colpa è sempre dell'altro: Il sistema crea un cortina fumogena. Invece di arrabbiarsi con la piattaforma che offre paghe insostenibili, la rabbia si dirige verso il collega che "accetta tutto e rovina il mercato". Il vero sfruttatore si nasconde e lascia che le sue vittime si logorino a vicenda.

Sfruttamento dell'analfabetismo: In un contesto di competizione esasperata, i lavoratori più vulnerabili, come quelli che non conoscono la lingua o non hanno accesso all'informazione, non solo sono i più facili da sfruttare, ma diventano anche involontariamente gli strumenti per abbassare le condizioni lavorative di tutti.

​È la perfetta attuazione del principio del "divide et impera". Le piattaforme non hanno bisogno di usare la forza, perché hanno trasformato la competizione in un'arma di controllo.

​In questo scenario, il problema non è più solo chi sfrutta, ma come reagire a un sistema che ti obbliga a combattere con i tuoi compagni. E la solidarietà diventa l'unica vera arma per vincere questa guerra.

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