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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

UN PAESE FINITO

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  Il sistema è al collasso, ma la sua macchina burocratica continua a macinare vite con la lentezza calcolata di chi non ha fame. Mentre le Procure si interrogano, con i loro tempi interminabili e felpati , se colossi come Glovo e Deliveroo agiscano secondo le logiche del caporalato digitale , la realtà di strada ha già emesso la sua sentenza. Non c'è bisogno di faldoni o periti per leggere il verdetto scritto sul fango delle nostre periferie. L’ILLUSIONE DELLA PARTITA IVA: IL NUOVO SERVAGGIO Ci chiamano "imprenditori di se stessi". La verità è che siamo schiavi con la partita IVA , incatenati a un algoritmo che decide del nostro diritto di mangiare. Tariffe da fame: 2,50 euro a consegna. Una miseria che non copre nemmeno l’usura dei copertoni. Il cappio fiscale: Lo Stato esige la sua parte su guadagni inesistenti, portando i lavoratori dritti verso il baratro dei pignoramenti . Il rischio d’impresa: Tutto sulle spalle del rider. Mezzo, benzina, manutenzione, infortuni...

Prova a spiegare rischio d'impresa

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La torta del delivery

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  L’Arcobaleno del Delivery: Troppi Colori, Poca Sostanza ​C’è un gran fermento nel mondo del delivery, o almeno così sembra a guardare le bacheche social e i comunicati sindacali. È spuntato un arcobaleno di sigle che manco ai tempi d’oro della politica. ​Tutti a parlare di Rider. Rossi, verdi, neri... e persino i blu, riesumati non si sa bene da quale cassetto della storia, pronti a fare un "copia e incolla" tattico di quello che sentono in giro per provare a sembrare "rivendicativi". ​Il Festival del Contraddittorio ​Ognuno sventola la propria bandiera, ognuno giura di avere la ricetta giusta. Ideologie condivisibili? Forse. Sbagliate? Probabile. Ma il premio per il cortocircuito logico va senza dubbio ai Verdi . ​Analizziamo il loro percorso da funamboli: ​ Nel 2021: Sostenevano la subordinazione (il posto fisso, le tutele piene). ​ Oggi, nel 2026: Rinnovano la stessa tiritera della subordinazione. ​ Il paradosso: Contemporaneamente, chiedevano l...

Forse non eravamo troppo spigolosi

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  Forse non eravamo poi così 'spigolosi'. Chi veniva additato come 'stravagante' sta finalmente scoperchiando il vaso di Pandora: prima Glovo e Deliveroo, indagate per caporalato, ora McDonald's e il resto della filiera. Avevamo avvertito che non fosse solo un nostro problema, anche se per qualcuno risultavamo troppo spigolosi. È bene che la magistratura faccia il suo corso e faccia chiarezza. Nonostante la stanchezza, continueremo a essere spigolosi

Ai che canta le denunce del delivery

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Il poco meglio di niente LO SPAURACCHIO DEL DELIVERY

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  IL RICATTO DELLE PIATTAFORME E IL SERVILISMO DI UGL :OLTRE IL FANGO DI GLOVO Il commissariamento di Glovo ha squarciato il velo di ipocrisia che avvolgeva il settore del delivery, ma ciò che emerge dalle macerie è ancora più inquietante. Lo spauracchio della fuga dell'azienda viene agitato come un'arma impropria per paralizzare ogni velleità di riscatto dei lavoratori. Il sindacato del padrone È inaccettabile assistere al teatrino di quella sigla sindacale che, nel 2020, non esitò a firmare contratti con chi oggi è indagato per caporalato. Invece di difendere il corpo vivo dei rider, questi funzionari si trasformano in uffici stampa aziendali. Leggiamo post vergognosi intitolati "FORZA GLOVO", mentre il silenzio sulle condizioni di sfruttamento è assordante. Lo sfruttamento non è un'opportunità Rifiutiamo con forza la logica del "meno peggio". Lo sfruttamento non può e non deve essere considerato "meglio di niente". Questa è la retorica del p...

San Valentino a Borgo Dora: Cara App, il nostro non è amore.

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  San Valentino a Borgo Dora: Cara App, il nostro non è amore. ​Oggi le strade di Torino sono piene di coppie, fiori e promesse. Ma tra i vicoli di Borgo Dora , mentre il quartiere brulica di ristoranti pronti a sfornare cene romantiche, io ricevo l'ennesima notifica che spezza l'incanto. ​ Cara App, dobbiamo parlare. ​Nonostante questa giornata celebri l'unione e il sentimento, io sono costretto a dirtelo chiaramente: non ti amo più. ​ Il Rischio d'Impresa: Continui a scaricare sulle mie spalle il peso di ogni inefficienza, chiamandolo "rischio d'impresa". Ma dove finisce il rischio e dove inizia lo sfruttamento? ​ La Distanza Illogica: Sono qui, nel cuore pulsante della ristorazione torinese, e tu mi chiedi di percorrere 16 km per un singolo ritiro. In una città intasata dal traffico del sabato sera, questa non è logistica, è mancanza di rispetto. ​ Un Amore Unilaterale: Pretendi disponibilità, velocità e sacrificio, ma in cambio offri solo fr...

​Il Banchetto del Caporalato Digitale: Tra Tariffe da Fame e Ricatti Ombra

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​ ​Finalmente una verità è venuta a galla: le tariffe inferiori ai minimi del CCNL configurano il reato di caporalato. Ci verrebbe da dire "meglio tardi che mai", ma il ritardo con cui le istituzioni se ne sono accorte ha lasciato sul campo migliaia di lavoratori privi di dignità e tutele. ​Tuttavia, la battaglia è solo all'inizio. Se la paga è il primo indicatore dello sfruttamento, non possiamo dimenticare l'altro pilastro dell'Articolo 603-bis del Codice Penale: l'assenza di sicurezza e le condizioni degradanti. ​1. La Trappola della Sicurezza (D.Lgs 81/08) ​L'Articolo 603-bis stabilisce chiaramente che il caporalato si realizza anche quando mancano le condizioni di sicurezza. Oggi assistiamo a un paradosso grottesco: rider che viaggiano su mezzi non omologati o insicuri perché le paghe non permettono la manutenzione. Qual è la risposta del sistema? Sanzioni e gogna mediatica. Si punisce l'anello debole per una colpa che risiede a monte, nel mancato...

L’Economia del "Poi Vediamo": Il Paradosso tra Opinionisti d'Oro e Rider Invisibili

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  ​C’è un’ironia amara nel panorama mediatico attuale. Ogni giorno, fiumi di inchiostro e ore di trasmissione vengono dedicati all'analisi del lavoro, dei diritti e della precarietà. Giornalisti, pensatori e opinionisti — professionisti giustamente retribuiti per osservare il mondo — riempiono pagine e talk show discutendo di tariffe basse e crisi economica. ​Ma mentre il dibattito intellettuale ferve, fuori dalle redazioni e dai salotti televisivi, si consuma una realtà ben diversa. ​Il "Cuginetto" con lo Zainetto Verde ​Mentre noi discutiamo, i "cuginetti" con lo zainetto verde sfrecciano nelle nostre città. Li chiamiamo rider, ma la gestione del loro lavoro somiglia sempre meno a un contratto professionale e sempre più a un favore tra amici fatto a senso unico. ​La distorsione è totale: ​ L'incertezza come norma: Accettano consegne senza sapere nemmeno quale sarà il compenso reale. ​ Il rapporto "amichevole" (e tossico): Il sistema è ...

BASTA MARIONETTE: LA DIGNITÀ DEI RIDER NON SI SVENDE!

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  Il tempo delle chiacchiere è finito. Siamo stanchi di vedere capi e "capetti" che giocano a fare i burattinai sulla nostra pelle. Prima professavano la subordinazione, poi hanno cambiato bandiera puntando sull'autonomia: profeti del nulla che parlano di tutto, tranne che della realtà della strada. Il trucco dei "questionari online" Ci propinano sondaggi e questionari digitali di cui non si conosce la fonte, non si sa chi li compili, né quante volte lo stesso dito prema quel tasto. La democrazia non è un click anonimo fatto dal divano. È partecipazione, è trasparenza, è verità. Questi strumenti servono solo a legittimare decisioni già prese sopra le nostre teste. L'insulto dei 12 Euro  12 euro a fronte di 6 ore di lavoro è una vergogna che non possiamo accettare. Non siamo manovalanza a basso costo, siamo lavoratori che rischiano la vita nel traffico, sotto la pioggia e il sole, per garantire un servizio che arricchisce solo le piattaforme. Riprendiamoci...

Oltre il sacchetto: Claudio, il rider che scolpisce il futuro

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​Quando senti il citofono e apri la porta a un rider, l'istinto ti spinge a controllare subito se l'ordine è corretto, se il cibo è caldo o se manca la bibita. Fermati. Anche se crediamo che andargli incontro sulla strada sarebbe già un grande gesto di gentilezza, oggi ti chiediamo di fare qualcosa di più: guarda quel rider negli occhi. ​Dietro quel casco e quella borsa termica non c'è solo un ingranaggio della logistica, ma una persona carica di speranze, sogni e, molto spesso, talento. ​Il volto dietro la consegna ​Prendi Claudio . Per molti è solo un "rider di un'app", un lavoratore subordinato che corre nel traffico per sbarcare il lunario. Ma per chi sa guardare oltre, Claudio è un artista . Svolge il suo lavoro con dignità per alimentare la sua vera ragione di vita: la scultura. ​Le sue mani, che tutto il giorno stringono manubri e consegnano pacchi, nel tempo libero danno forma alla materia, trasformando la fatica in bellezza e riflessione politic...

Non è il colore dello zaino a fare il caporale

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  ​Ci risvegliamo improvvisamente dal torpore, indignati per l’ultima inchiesta sul mondo del delivery. I giornali sbattono un nome in prima pagina, la gogna mediatica si accende e il colpevole di turno viene giustamente additato. Ma, come spesso accade, la nostra memoria collettiva è corta e decisamente selettiva. ​Mentre puntiamo il dito contro un singolo brand, ci dimentichiamo magicamente di tutti gli altri. Ci dimentichiamo di Deliveroo e dei giganti del settore che utilizzano lo stesso contratto , lo stesso modello e, spesso, gli stessi rider . ​Il paradosso del corriere ​La verità è più scomoda di un titolo di giornale: ​ Stesse regole: Il framework contrattuale è quasi identico su tutta la linea. ​ Stesso modello: Algoritmi che decidono ritmi e precedenze. ​ Stesso sfruttamento: La precarietà non cambia se cambia il logo sulla giacca. ​Dobbiamo smetterla di pensare che sia il colore dello zaino a definire l'etica di un'azienda. Non è la sfumatura di verde...

Non è solo Caporalato: la "Guerra dei Poveri" sulle strade di Glovo

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  In questi giorni si fa un gran parlare di caporalato e del drastico abbassamento delle tariffe di consegna da parte di Glovo. Ma se scaviamo sotto la superficie, il problema è molto più profondo e la responsabilità, come sempre, ricade interamente sulle spalle dell’azienda. Vogliamo analizzare il problema dal punto di vista di chi la strada la vive ogni giorno? Ecco cosa sta succedendo davvero, tra turn-over selvaggio e totale sprezzo delle regole. 1. Sicurezza: il D.Lgs 81/08 è diventato carta straccia La legge è chiara: il D.Lgs 81/08 prevede che il datore di lavoro controlli l'idoneità e la sicurezza dei mezzi con cui i rider collaborano. Glovo, però, sembra guardare dall'altra parte. Questa negligenza ha creato un esercito di mezzi modificati (bici elettriche truccate o motorini non a norma) che sfrecciano per le strade. Il risultato? Zero fatica fisica. Zero spese di carburante. Velocità elevate. Questi rider, potendo contare su costi vivi quasi nulli, non si pongono ...

FOODINHO, GLI SFRUTTATORI DI SEMPRE

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Pierre Miquel Oscar , amministratore unico di Foodinho, è indagato per caporalato . Ma non è una novità. Non è uno scandalo isolato. È il volto di un sistema strutturato di sfruttamento . I rider. Giovani. Migranti. Precari. Pagati fino al 76,95% sotto la soglia di povertà . Fino all’ 81,62% sotto i contratti collettivi . Numeri freddi. Vite calpestate. Fatica non pagata. A Torino lo diciamo da anni. Ogni volta Glovo finisce in tribunale. Ogni volta titoli e scalpore. Ma chi lavora resta sfruttato. Chi dovrebbe proteggere resta zitto. Ogni città sembra avere regole diverse. Ma la realtà è una sola: Glovo sfrutta. Sempre. Ovunque. Non incidenti. Non eccezioni. Un modello. Un sistema. La magistratura italiana? Apparentemente cieca. I politici? Apparentemente sordi. E intanto il lavoro diventa fame, fatica, disperazione. Noi diciamo basta . Non possiamo accettare che la vita di chi lavora sia merce da spremere. Non possiamo tollerare l’impunità. Pierre Miquel Oscar ...

Il campo di pomodori sul pianerottolo di casa tua

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  Il caporalato digitale nel cuore delle nostre città Abbiamo scritto 170 capitoli di una storia di sfruttamento firmata dalle multinazionali del delivery. Ma oggi dobbiamo scoperchiare il vaso di Pandora di ciò che avviene nell'ombra, dove il predatore non è un codice informatico, ma il vicino di casa. L'ascesa dei "Capi-Casa" Mentre le app fatturano, nelle piazze virtuali nasce una nuova classe di parassiti: i rider-imprenditori. Sfruttano la disperazione dei propri compagni per diversificare il "business". Non sono colleghi, sono aguzzini che si sono adattati alle briciole del sistema: Affitto degli account: Una percentuale sulla fatica altrui. Usura di strada: Prestiti a strozzo per chi non arriva a fine mese. Il mercato del falso: Documenti e biciclette truccate per correre più forte, verso il baratro. Il miraggio del posto letto Si spacciano per messia della solidarietà mentre postano annunci per posti letto a 250 euro. Un business dell'accogl...

Delivery: Altro che "bolla". La mossa di FS è lo schiaffo definitivo agli scettici.

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Ricordate quelli che durante il lockdown sentenziavano con sufficienza? "Il delivery è solo una bolla di sapone" , dicevano. "Finita la pandemia, la gente tornerà a uscire e i rider spariranno" . Oppure i classici detrattori del "è solo un lavoretto passeggero per arrotondare" . Bene, oggi la realtà vi ha presentato il conto. E ha i colori di Ferrovie dello Stato . L'ingresso di un colosso come FS nel settore della logistica dell'ultimo miglio non è solo una notizia economica: è la smentita definitiva a anni di sottovalutazione colpevole. Se un gruppo di questa portata scende in campo, significa che il delivery non è il futuro, è il presente consolidato. Una crescita ignorata (per comodità) Mentre molti guardavano dall'altra parte, il settore è passato dal consegnare il "semplice panino" a gestire la spesa completa, i prodotti dei mercati rionali e ora le merci pesanti. Ma questa evoluzione ha un lato oscuro che nasce proprio da quel ...

L'erba del vicino è sempre più precaria.... perché non ricoltivarla

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L'erba del vicino è sempre più precaria: la deriva di Just Eat L’erba del vicino è sempre più precaria e sembra proprio che Just Eat non si limiti a guardarla con invidia, ma punti a copiarne il modello peggiore. La nostra non è una polemica sterile, ma una riflessione basata sulle recenti dichiarazioni aziendali: per "dare una gamba in più" al proprio business, l'azienda pianifica l'apertura di una nuova società basata sull’inserimento di rider con contratti Co.co.co. Una strategia volta al ribasso Non c’è da stupirsi. Abbiamo già denunciato da tempo come, all'interno della "vetrina" Just Eat, operino ristoranti che utilizzano rider propri senza alcun inquadramento, alimentando di fatto il lavoro nero . Non ci sorprende nemmeno la scelta di introdurre contratti precari a 6 mesi, né il mantenimento di contratti part-time bloccati da anni a sole 20 ore settimanali. Ancora più grave è il segnale che arriva dalla Francia, dove l'azienda ha abbandon...

La burocrazia e' un muro o un filtro selettivo????

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La burocrazia è un muro o un filtro "selettivo"? C’è qualcosa che non torna nel magico mondo del delivery. Da una parte ci dicono che le regole sono ferree: se vuoi consegnare, devi essere "in regola". E per un rider straniero, "in regola" significa affrontare un labirinto di permessi di soggiorno e prove di residenza. Contratti d'affitto, bollette intestate, documenti che spesso diventano muri insormontabili. Ho visto colleghi, come il mio amico pakistano, restare fermi per settimane, bloccati da un’applicazione che non accetta la loro documentazione, condannati all'inattività perché non riescono a dimostrare esattamente dove dormono. Il paradosso del GPS Poi ci sono io. Parto da Torino , arrivo a Firenze , apro l'app e... magia. Il sistema mi riconosce, mi dà il via libera e in pochi minuti ricevo tre ordini. Ma allora, a cosa serve tutta quella rigidità sulla residenza se poi posso lavorare a 400 km di distanza senza che il sistema batta ci...

ERRORE DI SISTEMA? NO, È IL SOLITO FURTO TARGATO GLOVO

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  ERRORE DI SISTEMA? NO, È IL SOLITO FURTO TARGATO GLOVO Non chiamatelo "bug". Non chiamatela "svista tecnica". Quando l'errore dell'algoritmo guarda caso finisce sempre per sfilare soldi dalle tasche di chi corre in strada, ha un nome ben preciso: sciacallaggio. La strategia del "centesimo" sulla pelle degli ultimi Non contenti di sfruttare i rider con tariffe da fame e di strozzare i ristoratori con commissioni ai limiti dell'usura, ora i colossi del delivery hanno alzato il tiro. La nuova frontiera del profitto è il micro-furto sistematico. Ecco come funziona il gioco sporco: L’errore mirato: L'app "sbaglia" il conteggio di una consegna o di un rimborso. Parliamo di cifre piccole, magari 3,00 €. Il target perfetto: L'azienda sa benissimo che la maggior parte della flotta è composta da lavoratori extracomunitari. Persone che spesso affrontano barriere linguistiche e che, per timore o difficoltà burocratiche, evitano di aprir...

Atto di Accusa: Il Verdetto di Glovo

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In questo teatro dell'assurdo, le regole scritte valgono solo per chi subisce. La cosiddetta "regola dei 5 giorni" per contestare un illecito svanisce come nebbia di fronte alla volontà suprema dell'azienda. Qui, Glovo non è solo una piattaforma: è Accusatore, Giudice ed Esecutore. La Cronologia dell'Inquisizione Mentre il rider opera nell'illusione di una collaborazione onesta, gli "occhi invisibili" dell'azienda osservano, accumulano e attendono. Settembre: Viene commesso il presunto illecito (il caricamento di un certificato medico ritenuto falso). L'Attesa: Per quattro lunghi mesi, Glovo schiera i suoi "migliori investigatori", conducendo un'indagine degna dei servizi segreti, mentre il rider continua a consegnare. Dicembre: La mannaia cade. Senza preavviso, senza diritto di replica, senza appello. Disconnessione immediata. Il Paradosso dell'Etica Aziendale Con un colpo di scena magistrale, Glovo si professa "az...

Che confusione! Tra "salti nel vuoto" e zone grigie: la realtà dei rider oggi

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Che confusione   "Sarà perché ti amo"? No, nel nostro caso è: sarà perché regna il caos. Assistiamo sempre più spesso a uno spettacolo deprimente: sedicenti referenti dei rider che saltellano da un’idea all’altra con la stessa velocità con cui cambiano le tariffe delle app. Intendiamoci, cambiare opinione è legittimo, persino saggio , ma a una condizione imprescindibile: che il nuovo pensiero non entri in rotta di collisione con la realtà dei fatti e che non serva esclusivamente a nutrire l'interesse personale di chi "saltella". Purtroppo, nel settore del delivery, stiamo vedendo il peggio di questo trasformismo . Questo atteggiamento non è solo incoerente, è dannoso perché: Alimenta la "zona grigia": L’incertezza normativa delle piattaforme viene nutrita da chi, invece di fare chiarezza, crea confusione. Divide la flotta: Una base frammentata è una base debole. Mentre i REFERENTI NON SI CONOSCE DA CHI SCELTI cambiano bandiera per convenienza, i r...

Glovo, 2026: l’ennesima mossa criminale contro i rider

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Nel 2026 Glovo compie un’altra mossa che definire discutibile è poco: cancella dai propri server tutti i dati relativi al lavoro svolto dai rider. La motivazione ufficiale? “Tutela della privacy dei rider.” Una giustificazione che suona come l’ennesima presa in giro. A noi sembra piuttosto che l’obiettivo fosse un altro: far sparire qualsiasi traccia che potesse dimostrare un rapporto di subordinazione. Perché quei dati – turni, ordini, geolocalizzazioni, tempi di attesa, punteggi, penalizzazioni – raccontavano molto più di quanto l’azienda avrebbe voluto ammettere. E noi rider, dopo anni di promesse mancate e retorica sulla “libertà”, abbiamo imparato a essere diffidenti. Sappiamo leggere tra le righe delle applicazioni. Sappiamo quando qualcosa non torna. E infatti una domanda sorge spontanea: come mai nel 2021 Glovo non ebbe la stessa improvvisa preoccupazione per la privacy quando finirono online 160 GB di dati personali di rider e clienti? Allora la tutela non sembrava una priorit...

Il travestimento che nessuno vuole vedere

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Fa notizia lo spacciatore che usa la divisa da rider per nascondersi. Fa scalpore, indigna, finisce in prima pagina perché è il "male" che indossa i panni del lavoro onesto. Ma perché non fa notizia il travestimento opposto? Oggi assistiamo a un paradosso sistemico: piattaforme multinazionali che si travestono da imprenditori , ma che nei fatti agiscono spesso come meri intermediari di un caporalato digitale. La doppia morale del "costume" Il rider criminale: Un individuo usa uno zaino termico per spacciare. La reazione? Lo stigma cade su un’intera categoria di lavoratori già precari. L'algoritmo padrone: Le società di delivery usano il termine "libertà" e "flessibilità" per nascondere l'assenza di tutele, ferie, malattie e diritti minimi. Questo travestimento è legale, ma è altrettanto tossico per il tessuto sociale. Non possiamo più accettare che un reato individuale oscuri una colpa collettiva . Se la divisa del rider diventa un’arma...