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SPID e piattaforme:come la lotta al caporalato rischia di diventare un regalo ai caporali

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 SPID e Delivery: La Lotta al Caporalato o il Regalo ai Caporali? L'ultima mossa del Governo per arginare il caporalato digitale nel settore del delivery sembra uscita da un manuale di buone intenzioni scritte male: l'obbligo di accesso alle piattaforme tramite SPID . Sulla carta, l'idea è lineare: identificazione certa, fine degli account ceduti e tracciabilità totale. Ma la realtà del marciapiede racconta una storia opposta. Se non si guarda in faccia la composizione demografica della flotta dei rider, lo SPID rischia di trasformarsi da scudo a manganello contro i più fragili. Il Paradosso Burocratico: L'Esclusione di Serie A Il cuore del problema è un cortocircuito normativo che ignora le tempistiche bibliche della burocrazia italiana. La Flotta: La stragrande maggioranza dei rider è composta da cittadini extracomunitari o richiedenti asilo. Il Documento: Molti di loro operano legittimamente grazie alla ricevuta del permesso di soggiorno . (a volte ...

Delivery e contanti: perché i rider di Deliveroo e Glovo rischiano di più

  L'ALGORITMO DEL SANGUE: IL CONTANTE CHE UCCIDE ​Il velo di modernità delle app è caduto. Sotto la patina di "innovazione" e "libertà", Glovo e Deliveroo nascondono un sistema di sfruttamento neofeudale. Mentre il mondo corre verso la transizione digitale, queste multinazionali impongono il pagamento in contanti , trasformando deliberatamente i rider in bersagli viventi per rapine, pestaggi e aggressioni. ​ L'ACCUSA: IL RIDER COME BANCOMAT DISARMATO ​Non è un caso, è una strategia. Mantenere il flusso di denaro liquido serve a nutrire una fetta di mercato che sfugge ai controlli, ma il costo di questa scelta viene pagato in carne umana dai lavoratori. ​ LA TRAPPOLA DEL CONTANTE: Obbligare un rider a girare con borse cariche di banconote nelle periferie più buie è una condanna. Ogni consegna diventa un terno al lotto con la propria incolumità. ​ L'ABOMINIO DELL'ANTICIPO: Denunciamo con forza la pratica di Deliveroo , che arriva a chiedere a...

Ordini a 10–15 km su Deliveroo: perché il cliente non sa cosa succede davvero

    Ascolta lo stupore del cliente L’ILLUSIONE DEL CLICK E LA REALTÀ DEL SANGUE: IL CASO DEI 14 KM Mentre tu, cliente, scorri pigramente il pollice sulla App di Deliveroo, convinto di acquistare un servizio "smart", la realtà che si muove dietro lo schermo è fatta di asfalto rovente, algoritmi ciechi e un rischio calcolato sulla nostra pelle. Hai appena ordinato un poke da un ristorante a 14 chilometri di distanza. Forse non lo sai, forse l’app "si è dimenticata" di dirtelo chiaramente, ma quel tragitto non è una linea retta su un monitor: è una missione suicida urbana. 📍 IL MITO DI GOOGLE MAPS E L'INGANNO TECNOLOGICO Deliveroo si lava le mani della nostra sicurezza delegando tutto a Google Maps. Ma Maps non sa chi siamo. Per l'algoritmo, siamo punti astratti nello spazio, non lavoratori in carne ed ossa. Nessuna distinzione di cilindrata: Il navigatore non sa se guidi un cinquantino che fatica in salita o una bici che non può accedere a determinate arterie...

Proteste dei rider e istituzioni: l’ipocrisia della politica nel settore delivery

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  L’IPOCRISIA DELLE POLTRONE, LA RABBIA DELLE PIAZZE Contro il capitale che mangia la strada: cronaca di un 1° Maggio di lotta Dalle poltrone dei palazzi alle passerelle delle piazze, assistiamo all'ormai stucchevole spettacolo della propaganda politica sul settore del delivery. Intellettuali da salotto e "ascensoristi" sociali tentano di cavalcare le lotte dei rider solo per dare una spinta alle proprie carriere, parlando di un mondo che non conoscono e che non vivono. Ma la realtà non si lascia addomesticare. Ieri, 1° Maggio , Festa dei Lavoratori, chi il delivery lo vive sulla propria pelle ha deciso di rompere il silenzio. Molti compagni e lavoratori ci hanno messo la faccia per denunciare il mondo sommerso delle piattaforme: un sistema basato sullo sfruttamento selvaggio e sul ricatto quotidiano. Non chiediamo elemosina, ma pretendiamo la vittoria: Fine del cottimo e della precarietà strutturale. Riconoscimento immediato di tutele e sicurezza. Dignità e diritti ...

Decreto Rider: cosa cambia davvero e perché non convince i lavoratori

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  Decreto Rider: Tanto fumo, niente diritti. Un guscio vuoto che beffa i lavoratori Dopo anni di promesse, tavoli tecnici e annunci in pompa magna, la montagna ha partorito il classico topolino. Analizzando il testo definitivo, la conclusione è una sola: il decreto rider si rivela un involucro privo di contenuti, destinato a non produrre alcun effetto concreto. Una vittoria solo sulla carta Dietro i titoli trionfali dei comunicati ministeriali si nasconde una realtà fatta di commi ambigui e scappatoie legali. Quello che doveva essere il "giro di vite" contro lo sfruttamento della Gig Economy si è trasformato in un esercizio di stile legislativo che lascia tutto immutato. Perché questo decreto è un fallimento? L'ambiguità del subordinato: Nonostante le chiacchiere, il confine tra lavoro autonomo e subordinato resta nebbioso. Le piattaforme avranno ancora gioco facile nel mascherare rapporti di dipendenza sotto la maschera della "flessibilità". Algoritmi ancora o...

Lettera aperta a Deliveroo: le critiche dei rider ai manager

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  Lettera aperta: Caro Manager di Deliveroo, la tua arroganza non nasconde la realtà ​ Caro Manager (che ami farti chiamare "Avvocato"), ​Mi spiace notare come, per l'ennesima volta, tu ti sia risentito per le rivendicazioni dei rider. È quasi affascinante osservare la tua abilità nell’arrampicarti sugli specchi per trovare coraggio, per poi trasformarti prontamente in un "cucciolo di barboncino" quando ti metti a disposizione di quella magistratura che ha definito il modello della tua azienda come caporalato . ​Io non mi fregio del titolo di avvocato, ma conosco la realtà della strada. Se affermi che l’azienda rispetta appieno il D.Lgs. 81/08 , mi vedo costretto a portarti nel mondo reale con alcune contestazioni puntuali: ​1. La farsa della Sicurezza e dei DPI ​Dov’è il rispetto della norma quando la consegna dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) , come caschi per bici e moto, è praticamente inesistente? La sicurezza non si fa a parole, si fa fo...

Rider e politica: perché i lavoratori del delivery si sentono ancora soli

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  L’ENNESIMA CAMPAGNA SULLE NOSTRE SPALLE: DA GIGINO A GIORGIA, IL RIDER RESTA SOLO Siamo alle solite. Si avvicina il 1° Maggio , la festa dei lavoratori, e puntuale come una consegna in orario di punta arriva l'annuncio del governo di turno. Questa volta tocca a Giorgia Meloni e al suo pacchetto di misure per il settore delivery. Ma noi che la strada la mangiamo ogni giorno, abbiamo la memoria lunga. La storia si ripete: il fantasma di Gigino Ricordate il "fantastico" Luigi Di Maio ? Sembrava dovesse scatenare la rivoluzione del secolo. Diceva che i rider sarebbero stati il simbolo del cambiamento, che avremmo avuto tutele da dipendenti e dignità garantita. Risultato? Lui ha trovato un "posticino garantito" e noi siamo rimasti esattamente dove eravamo: a pedalare sotto la pioggia per pochi euro, con algoritmi che decidono della nostra vita. Oggi, 10 anni dopo la comparsa del primo zaino termico e a pochi mesi dalle inchieste che hanno smascherato il caporalato...