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Tesserino "stile GTA" per i rider? La vera sicurezza è fermare lo sfruttamento, non schedare i lavoratori!

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  Tesserino "stile GTA" per i rider? La vera sicurezza è fermare lo sfruttamento, non schedare i lavoratori! "Garantire sicurezza ai cittadini" . Questa è la motivazione con cui l'assessore Enrico Melasecche ha giustificato la proposta di introdurre un tesserino identificativo per i rider, una sorta di "patentino" che nei toni e nelle modalità ricorda quasi una dinamica da videogioco, una grafica in stile Grand Theft Auto . L'obiettivo dichiarato? Combattere il caporalato. Caro Assessore, ci tocca ricordarle qualcosa che non dovrebbe aver bisogno di spiegazioni, soprattutto da parte di chi, grazie alle poltrone istituzionali, guadagna cifre infinitamente superiori alle nostre. Cifre garantite anche dalle tasse di noi lavoratori, spesso vittime di quel caporalato che si dice di voler combattere con un pezzo di plastica. Se si vuole combattere davvero il caporalato, bisogna smetterla con la propaganda e guardare in faccia la realtà. Il caporalato e i...

LA TRAPPOLA DEL "LAVORETTO": Se la scelta è tra morire di fame, di caldo o di debiti

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  ​Correggiamo subito la domanda, perché posta così è solo un ricatto narrativo: Meglio morire di fame o morire di caldo sotto il sole cocente dell'asfalto cittadino? ​Nessuna delle due. La verità è molto più cruda. ​Oggi la scelta che viene imposta a migliaia di persone è tra l'indigenza assoluta e il trasformarsi in cartelli pubblicitari viventi al servizio di un'applicazione. Corpi marchiati da un logo, che sfrecciano nelle nostre città senza sosta, svuotati di ogni diritto umano e lavorativo fondamentale. ​Senza tutele si muore comunque ​Non c'è dignità nel barattare la propria salute per una manciata di euro a consegna o a prestazione. Lavorare senza tutele, senza ammortizzatori sociali, senza coperture assicurative reali e sotto il ricatto costante di un algoritmo significa una cosa sola: rischiare la vita ogni giorno. ​Se ti ammali, sei fuori. Se c'è un'ondata di calore a 40 gradi, o scendi in strada o non mangi. Non è flessibilità, è sfruttamento digital...

L’IPOCRISIA DELLE CONSEGNE: I manager si ripuliscono la faccia nei comunicati, ma dimenticano di lavarsi le orecchie. I rider di Biella incrociano le braccia!

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  GUARDA IL VIDEO DENUNCIA C’è una strana patologia che colpisce i piani alti delle multinazionali del food delivery: una cecità selettiva abbinata a una sordità totale. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una sfilata di dichiarazioni d'amore aziendali sugli organi di stampa. Grandi manager che si ripuliscono l'immagine pubblica parlando di "sviluppo sostenibile", "piattaforme inclusive" e sbandierando una presunta anima "collaborativa". ​Peccato che, mentre si lavano la faccia a favore di telecamera per compiacere i giornalisti, si siano completamente dimenticati di lavarsi le orecchie. ​Perché se le avessero pulite, sentirebbero il rumore della realtà. Sentirebbero il grido dei rider di Biella, che oggi hanno detto basta e sono scesi in sciopero. ​La realtà dietro l'algoritmo: Tariffe giù, chilometri su ​Dietro la narrazione patinata della "collaborazione" c'è un algoritmo spietato che strozza chi lavora in strada ogni giorno,...

Glovo e il "Bug" dei Contanti: Quanti Rider Hanno Pagato per i Loro Errori?

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  Glovo e il "Bug" dei Contanti: Quanti Rider Hanno Pagato per i Loro Errori? Dopo una pioggia di segnalazioni, proteste e contestazioni formali, Glovo è stata costretta a fare marcia indietro . Nei giorni scorsi, moltissimi rider si erano visti recapitare addebiti illegittimi sulla propria app, accompagnati da una delle accuse più infamanti per chi lavora sulla strada: quella di furto . La giustificazione ufficiale dell'azienda? Il solito, classico, intramontabile schermo di fumo: "È stato un bug di sistema" . Ma questa spiegazione non basta. Non può bastare. La Scusa del Bug non Regge Più Quando un sistema informatico sbaglia sempre e solo in una direzione — ovvero danneggiando il lavoratore — parlare di "errore tecnico" diventa difficile. Ci sembra che Glovo faccia decisamente troppi errori , e la coincidenza temporale con i blocchi dei conti e i messaggi intimidatori è quantomeno sospetta. Troppo spesso la colpa di anomalie nella gestione dei conta...

Quanto costa stare nelle vetrine del delivery????

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  Guardate questa fattura. Non è un caso isolato, è la realtà quindicinale di un ristorante medio in Italia. Su un volume di cibo cucinato, confezionato e preparato pari a 670,20 € , sapete quanto è rimasto in tasca a chi è stato davanti ai fornelli a 40 gradi? Meno di 50 euro. Il trucco della "Vetrina" Analizziamo i costi fissi che compaiono magicamente ogni due settimane: Marketing-visibilità: 219,83 € . Questa è la voce più scandalosa. Non è una campagna pubblicitaria che hai scelto di fare. È il costo di riscatto per stare nelle prime pagine dell'app. Se non lo paghi, sparisci. Commissioni e balzelli: 166,23 € di commissioni base, a cui vanno aggiunti i costi di manutenzione della piattaforma e persino i supplementi se il cliente usa i loro abbonamenti (Glovo Prime). Alla fine della fiera, tra costi di visibilità, commissioni e IVA, la piattaforma si è trattenuta 484,29 € su 670 € di ordinazioni. Il 72% dell'incasso lordo . Il paradosso delle Dark Kitchen A co...

GLOVO SFRUTTA I RIDER • TAGLIEGGIA I RISTORATORI

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    GLOVO SFRUTTA I RIDER • TAGLIEGGIA I RISTORATORI ​ESEMPIO REALE: RISTORATORE 370 € • GLOVO 83 € • COMMISSIONI 22,4 % ​Dietro l’interfaccia colorata di un’applicazione e la comodità di un pasto consegnato a casa in pochi minuti, si nasconde un meccanismo economico predatorio. Un sistema che si arricchisce sulle spalle di due categorie fondamentali: chi il cibo lo prepara e chi lo consegna . ​Questo blog nasce con un obiettivo chiaro: denunciare, dati alla mano, l’insostenibilità del modello Glovo e delle grandi piattaforme di delivery. ​L'anatomia del guadagno (altrui): un esempio reale ​Per capire come il sistema cannibalizzi il commercio locale, basta guardare i numeri reali di una giornata di lavoro di un ristoratore medio. Non parliamo di ipotesi, ma di cifre concrete estratte dai resoconti finanziari: ​ Totale lordo ordinato dai clienti: 370,00 € ​ Trattenuta commissioni Glovo: 83,00 € ​ Tasso di commissione applicato: 22,4% ​ In tasca al ristoratore: 28...

IL TUO CAPO "COMMITENTE" NON PUÒ INVENTARSI LE REGOLE: LA LEGGE PARLA CHIARO SUI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

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  IL TUO CAPO NON PUÒ INVENTARSI LE REGOLE: LA LEGGE PARLA CHIARO SUI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI Lettere di richiamo chilometriche, accuse fumose e calderoni pieni di contestazioni buttate lì a caso, tanto per fare numero e metterti paura. È il classico "maxi-provvedimento disciplinare cumulativo", una strategia vecchia come il mondo usata da chi vuole metterti all'angolo senza avere argomenti solidi. Ma c'è una cosa che devi sapere: questo modus operandi è totalmente illegittimo. Un datore di lavoro O COMMITENTE  non può contestarti genericamente più fatti tutti insieme, senza specificarli, senza indicare le date esatte e senza descrivere le circostanze. Perché? Perché così facendo ti toglie il diritto più sacro di ogni lavoratore: quello di difenderti. La legge e la giurisprudenza lo ribadiscono continuamente: la contestazione deve essere specifica, tempestiva e circostanziata per ogni singolo fatto. Se ti accusano di qualcosa, devono dirti cosa , quando e come , ...