Post

Far West a Sassari: le cinghiate in centro e il silenzio complice delle piattaforme

Immagine
   Una lite furiosa, a colpi di cinghiate, in pieno centro a Sassari. I Carabinieri indagano sui motivi, ma noi – che questo mondo lo monitoriamo e lo denunciamo da anni – non abbiamo bisogno di aspettare la fine delle indagini per immaginare cosa ci sia dietro. Le ipotesi sul tavolo sono sempre le stesse, figlie di un sistema malato che si fa finta di non vedere. Le nostre ipotesi (che i fatti confermano da anni) La pista del caporalato: Uno dei rider coinvolti potrebbe essere l'ennesima vittima di caporalato digitale, costretto a colpire o a difendersi per rivendicare il diritto sacrosanto di essere pagato dal caporale di turno che gestisce il suo account. La guerra tra poveri per gli ordini: La disperazione di chi, bloccato davanti allo schermo senza ricevere consegne, vede altri rider – spesso muniti di profili multipli – viaggiare a pieno ritmo, sottraendogli di fatto il pane dalla tavola. Il moltiplicatore della disperazione: reclutamento infinito e zero controlli La rea...

Rider sommerso nel sottopasso: cosa ne pensa chi difende l’autonomia e chi ha indagato le app ‘collaborative’?

Immagine
    L’ACQUA ALLE SPALLE: Il fallimento dell'algoritmo "collaborativo" nel fango di Milano ​L'immagine del rider che guada un sottopasso milanese allagato, spingendo lo scooter con l’acqua che gli arriva quasi alle spalle sotto un diluvio torrenziale, non è una "storia di resilienza". È la fotografia brutale di un ricatto. Mentre la città si rifugiava al riparo dall'ennesimo nubifragio, la catena di montaggio digitale non si è fermata. Perché l'algoritmo non ha ombrelli, ha solo scadenze. ​Questo squarcio di realtà impone due riflessioni politiche non più rimandabili, dedicate a chi gestisce la teoria e a chi nega la pratica di questo modello economico. ​1. Cosa ne pensa chi ama e difende l'Autonomia? ​Per chi ha fatto dell'Autonomia operaia e del rifiuto del lavoro salariato alienato un faro politico, quella scena è la negazione totale di ogni libertà. ​ L'inganno dell'auto-imprenditorialità: Ci avevano venduto il mito del ...

VITTIME DI CAPORALATO,CONDANNATI I RIDER

Immagine
  Il paradosso dei Rider: Oltre al danno del cottimo, la beffa del sequestro Ci hanno chiamati "eroi del lockdown". Hanno versato fiumi d'inchiostro sulla nostra pelle, analizzato il nostro algoritmo, sociologizzato la nostra precarietà. E noi, come stronzi, siamo rimasti a guardare film, leggere libri e vedere documentari sui rider. Abbiamo assistito a tavoli di discussione infiniti, abbiamo visto politici scandalizzati, e ora vediamo lo Stato che ci sequestra i mezzi perché siamo stati sfruttati. Sì, avete letto bene. Non è un distopico film di fantascienza, è la realtà quotidiana di chi pedala per vivere. La retorica del talk show sulla nostra pelle Per anni siamo stati il perfetto argomento da salotto. Politici di ogni schieramento si sono detti "indignati" per le nostre condizioni di lavoro, promettendo tutele, diritti e dignità. Abbiamo visto commissioni d'inchiesta, tavoli tecnici che si sono trascinati per mesi (se non anni) e passerelle elettorali f...

Mesi di indagini, passerelle e promesse: Glovo lascia ai rider solo le briciole

Immagine
  Mesi di indagini, passerelle in TV e alla Camera. Il risultato? Le briciole di Glovo. Mesi di indagini della magistratura. Ore e ore di servizi in prima serata TV, pagine di giornali, fiumi di parole e persino interpellanze alla Camera dei Deputati. Una mobilitazione istituzionale e mediatica che faceva sperare in una svolta storica per i diritti dei lavoratori della gig economy. Poi guardi i dati reali, guardi la busta paga e ti scontri con la realtà. Tutto questo rumore, tutta questa messinscena politica, per ottenere cosa? Oggi ci dicono che "Glovo sta collaborando". Ma sapete come sta collaborando? Riconoscendo gli arretrati per la miseria di 13 giorni. E come se non bastasse la beffa, questo "privilegio" non spetterà nemmeno a tutti. Il paradosso dei due mondi C'è qualcosa di profondamente distorto in questa storia. Da un lato abbiamo magistrati, politici e opinionisti che giustamente indagano e discutono. Persone che, sia chiaro, sicuramente non percepis...

Deliveroo,sfruttamento a doppio livello:rider in strada e assistenza in Romania costretti a dire mi spiace

Immagine
  La guerra tra poveri dietro lo schermo: perché i copioni dell'assistenza non bastano più “Voglio dire a Deliveroo che i 'mi dispiace' pronunciati dagli operatori sfruttati in Romania non bastano più a pagare l'affitto.” Chiunque abbia pedalato per ore sotto la pioggia, al gelo o nei pomeriggi torridi dell'estate conosce a memoria quella sequenza di parole. Un problema con un cliente, l'indirizzo di consegna errato, l'app che si blocca sul più bello congelando il tuo compenso, o peggio, un incidente stradale. Apri la chat del supporto tecnico, provi a chiamare, e dall'altra parte ricevi puntualmente la stessa identica risposta, cortese ma tragicamente vuota: “Ci dispiace molto per il disagio, capiamo la tua situazione...” . Dietro quelle scuse standardizzate non c'è una reale volontà di risolvere il problema. C'è un muro di gomma aziendale progettato appositamente per disinnescare la nostra frustrazione, farci perdere tempo e spingerci a mollare...

La matematica della fame: perché i 3 euro di Glovo sono un passo indietro, non una conquista

Immagine
La matematica della fame: perché i 3 euro di Glovo sono un passo indietro, non una conquista Ci risiamo. Un altro annuncio trionfale, un'altra operazione di social washing per ripulirsi la faccia davanti all'opinione pubblica e ai media. Ci vogliono far credere che fissare la tariffa base a 3,00 euro nel 2026 sia una grande concessione, un "aumento" calato dall'alto per venire incontro alle esigenze dei rider. Ma chi sta in strada, la matematica la sa fare bene. E i conti non tornano per niente. La memoria corta delle piattaforme (2020 vs 2026) Facciamo un piccolo passo indietro, recuperiamo la memoria storica che le multinazionali del delivery sperano che noi si abbia perso: Nel 2020: La sola tariffa base per la chiamata era già di 2,00 euro . Nel 2026: Dopo sei anni, ci vengono a proporre 3,00 euro . Spacciare questo incremento di un euro come una svolta storica significa ignorare deliberatamente la realtà economica degli ultimi sei anni. Non è un aumento, è...

Torino e le 70000 case vuote affitto calmierato che arricchisce i palazzinari,non le famiglie

Immagine
  Torino, 70.000 case sfitte. Fondi pubblici senza controlli e lavoratori precari penalizzati A Torino il tema della casa continua a rappresentare una delle principali criticità sociali. Le stime parlano di circa 70.000 alloggi vuoti , un dato che fotografa un paradosso: un’enorme disponibilità potenziale di abitazioni che, però, non si traduce in un reale aumento dell’offerta per chi cerca un affitto accessibile. In questo contesto, emergono anche criticità nei controlli sui fondi pubblici destinati ai proprietari che aderiscono ai programmi di affitto calmierato. Un patrimonio immobiliare inutilizzato Il numero delle case sfitte non è solo un dato statistico: è il simbolo di un sistema immobiliare che fatica a rispondere ai bisogni reali della popolazione. Le ragioni della mancata immissione sul mercato sono molteplici: aspettative speculative sui valori futuri timori legati alla morosità scarsa convenienza percepita nel canone concordato immobili ereditati e mai ristrutturati I...