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Aprile: il mese fatale per il rider deceduto a Torino.

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  Aprile: il mese fatale per il rider deceduto a Torino. ​Le strade di Torino si sono tinte di un silenzio assordante. Mentre le dinamiche esatte dell'incidente restano ancora al vaglio delle autorità, una domanda brucia più delle altre e risuona tra chiunque carichi uno zaino termico sulle spalle: le piattaforme verificano davvero l'idoneità fisica dei propri lavoratori? ​ La falla nel sistema: sicurezza o profitto? ​La realtà che emerge dai contratti di gig economy è agghiacciante. Sia Glovo che Deliveroo prevedono l'obbligo di visite mediche solo dopo il superamento delle 50 giornate lavorative . ​Questo significa che per quasi due mesi un lavoratore può operare nel traffico, sotto lo sforzo fisico costante e in ogni condizione meteo, senza che nessuno ne abbia accertato lo stato di salute. Il vuoto normativo e preventivo non è solo evidente: è pericoloso. ​ Restano i dubbi, manca la responsabilità ​Davanti a una vita spezzata, ci troviamo di fronte a un muro di ...

Il paradosso del Rider: se il mio tempo vale meno di un caffè per lo Stato e Deliveroo

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  Tutti guadagnano, tranne chi pedala. È questa l'equazione brutale che sta alla base del food delivery oggi. Una matematica che non torna mai per noi, ma che sembra far quadrare i conti di tutti gli altri attori in gioco. ​I numeri della vergogna ​Parliamo di fatti, non di opinioni. Prendete un turno qualunque: 120 minuti di disponibilità . Due ore della propria vita trascorse in strada, nel traffico, sotto la pioggia o il sole. Il valore di questo tempo per Deliveroo? 4,91 euro. ​Sì, avete letto bene. Poco più di due euro l'ora. Ma la beffa non finisce qui. ​Lo Stato: socio solo negli incassi ​In questo scenario entra in gioco il secondo "socio" silenzioso: lo Stato. ​ Pretende: Su quei miseri 4,91 euro, ne vuole 0,98 (tra tasse e contributi). ​ Offre: Il nulla , gli ammortizzatori sociali per noi sono un miraggio. ​Siamo considerati imprenditori di noi stessi quando c’è da pagare, ma fantasmi quando c'è da ricevere tutele. ​Un modello costruito sulla nostra ...

L'Etica non si pesa un tanto al chilo: il paradosso del "Caporalato Cool" a Torino

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Torino, città di industria e di lotte, si trova oggi davanti a un bivio paradossale. Da un lato, la cronaca giudiziaria accende i fari sulle grandi aziende indagate per caporalato, svelando un sistema di sfruttamento che pensavamo confinato altrove e che invece pulsa nel cuore produttivo del Nord. Dall’altro, spuntano come funghi i cosiddetti "progetti sociali". Si presentano bene. Usano parole come sostenibilità, inclusione e, soprattutto, si autodefiniscono ETICI. Ma grattando la superficie della narrazione "green", cosa resta? Il peso della realtà (35 kg, per l'esattezza) La domanda che dobbiamo porci è semplice: cosa c'è di etico nel chiedere a un lavoratore di trasportare 35 kg di carico su una bicicletta muscolare? Mentre il marketing ci vende l'immagine romantica del rider che pedala verso un futuro migliore, la realtà muscolare parla di: Sforzo fisico estremo che logora le articolazioni. Sicurezza stradale compromessa da pesi impossibili da gesti...

L'influenza del capitale :se un rider Muore,il Manager ha brividi (di febbre)

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 L'Influenza del Capitale: Se un Rider Muore, il Manager ha i Brividi (di Febbre) C’è un silenzio assordante che arriva dai piani alti di Deliveroo, ed è un silenzio che puzza di tachipirina e cinismo. Mentre le strade si interrogano sulla morte dell'ennesimo rider — un lavoratore "autonomo" di fatto, ma schiavo di un algoritmo nel concreto — la dirigenza ha alzato il muro. Nessun comunicato, nessuna assunzione di responsabilità, nessuna parola di conforto che non sembri uscita da un generatore automatico di scuse corporate. La giustificazione ufficiale? Il manager ha l'influenza. La Gerarchia del Dolore Mettiamo le cose in prospettiva, perché pare che la biologia in questa azienda segua le quotazioni in borsa: Il Rider: Muore sull'asfalto tra la pioggia e i fari delle auto, con uno zaino termico sulle spalle che probabilmente è l’unica cosa rimasta intatta. Per lui non esiste malattia, non esiste mutua, non esiste stop. Se si ferma, l'algoritmo lo punisce...

Non è fatalità, è sistema: A Cavoretto l’ennesimo omicidio del cottimo

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  Non è fatalità, è sistema: A Cavoretto l’ennesimo omicidio del cottimo ​L’hanno trovato senza vita a Cavoretto . Un altro rider, un altro lavoratore invisibile rimasto sull'asfalto mentre inseguiva un algoritmo. Non chiamatelo "incidente sul lavoro". Non osate parlare di "fatalità" o di "disattenzione del singolo". ​Quando un uomo è costretto a correre contro il tempo, sfidando il traffico, il buio e la stanchezza per pochi euro a consegna, la parola corretta è una sola: omicidio . ​La trappola dell'algoritmo ​Non importa il nome del "padrone" scritto sull'app, perché la logica è identica per tutti. Un sistema che: ​ Non ha limiti di zona: costringe i rider a spostarsi per chilometri, fuori dai centri sicuri, in strade extraurbane buie e pericolose. ​ Non ha limiti di età: accetta chiunque sia abbastanza disperato da vendere il proprio tempo e la propria sicurezza. ​ Ricatta sulla sopravvivenza: se non accetti l’ordine, s...

26 anni dopo si e' avverato tutto

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  CLICCA QUI Quando era piccolino papà diceva “siamo tutti comunisti”,   sono passati trent’anni e li ritrovo borghesi e conformisti.   Tra i borghesi nasce quella flessibilità che ci divide a metà,   e nella flessibilità nasce il rider, imprenditore senza dignità.   Partita IVA in tasca, ma manco i soldi per una casa,   negli anni ’60 papà gridava “il sistema si abbatte, non si abbraccia”.   Guardiamo l’ultimo trend, la magica globalizzazione,   ci ha resi bestie feroci, in via di estinzione. E ora che lo Stato sociale non c’è più,   il nemico del povero è il povero, e si replica all’infinito.   Il mercato è già pronto, corre più veloce del respiro,   io devo muovermi in fretta, mandare a fanculo il mondo finto.   Radio, tele, computer, telefoni: voci rassicuranti,   ma la mia faccia non è serena, non è compatibile coi loro standard. Ci vogliono sorridenti, allin...

Deliveroo: Il "Rischio d'Impresa" non può essere la Scusa per l'Illegalità

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  Deliveroo: Il "Rischio d'Impresa" non può essere la Scusa per l'Illegalità ​Esiste un confine sottile, ma invalicabile, tra la libera iniziativa economica e lo sfruttamento. In Italia, quel confine è tracciato dal D.Lgs 81/08 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro). Eppure, per chi pedala o guida sotto la pioggia battente per consegnare un pasto caldo, quel confine sembra dissolversi nel grigio dell’asfalto bagnato. ​Quando cadi perché le condizioni meteo sono proibitive e la pressione della piattaforma ti spinge a correre, non stiamo parlando di "rischio d’impresa". Stiamo parlando di un sistema che scarica l'intero peso della sicurezza sulle spalle (e sulle ossa) del lavoratore. ​Il Paradosso del Rischio: Chi Paga davvero? ​Nel diritto commerciale, il rischio d’impresa spetta all’imprenditore. È lui che investe capitali e accetta la possibilità di perdite in cambio del profitto. Ma nel mondo del food delivery, il rischio è stato capov...