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L'ipocrisia dei controlli: se la matematica degli infortuni non fa più notizia nemmeno per l'INAIL

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  E’compito dell’INAIL valutare i dati e segnalare criticità sistemiche . Ignorare un picco di infortuni significa non adempiere alla funzione di prevenzione prevista dall’art. 9 del D.Lgs. 81/2008   ​La dinamica è sempre la stessa, da prassi. Ti fai male sulla strada mentre stai consegnando, l'azienda fa la sua regolare denuncia (spiegando il fatto "per filo e per segno" dal proprio punto di vista) e, poco dopo, l'INAIL ti manda a casa il classico questionario di riscontro. Sulla carta, sembra un meccanismo perfetto, quasi premuroso: l’istituto vuole verificare che la versione del lavoratore coincida al millimetro con quella dichiarata dall'impresa. Una prassi corretta, si potrebbe pensare. ​Se non fosse che, dietro questa apparente precisione burocratica, si nasconde una cecità sistemica che fa spavento. ​Mentre l'INAIL si preoccupa di incrociare i dettagli del singolo incidente per assicurarsi che ogni casella sia sbarrata al posto giusto, sembra ignorare c...

DOMENICA 21 GIUGNO 2026: IL DELIVERY SI DOVEVA FERMARE. ECCO PERCHÉ LE PIATTAFORME HANNO RELEGATO I RIDER AL RISCHIO

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 DOMENICA 21 GIUGNO 2026: IL DELIVERY SI DOVEVA FERMARE. ECCO PERCHÉ LE PIATTAFORME HANNO RELEGATO I RIDER AL RISCHIO ​Facciamo chiarezza una volta per tutte, senza giri di parole. Oggi, domenica 21 giugno 2026, il servizio di food delivery doveva essere sospeso? ​La risposta è: SÌ, se la piattaforma Worklimate segnava RISCHIO ALTO nella fascia oraria 12:30–16:00. La risposta è NO solo se il rischio fosse stato inferiore. Ma oggi non era inferiore. ​Nessuna scusa, nessun vuoto normativo. Non dipende dal settore in senso stretto, dipende unicamente dal livello di rischio meteo-climatico. E il delivery, rientrando a pieno titolo nella categoria “logistica”, è assolutamente incluso nella tutela. ​ Cosa dice l’ordinanza (in modo operativo) ​L'ordinanza parla chiaro e non ammette interpretazioni di comodo: ​Il blocco: Se Worklimate indica rischio ALTO o MOLTO ALTO, scatta lo stop obbligatorio per i settori edile, agricolo e logistico (rider compresi). ​La fascia oraria: Il blocco totale...

Piangono di avere un business in perdita ma i soldi li trovano quando serve

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  IL GRANDE BLUFF DEL DELIVERY Autonomi a parole, schiavi dell’algoritmo. Ma i soldi per i tribunali ci sono sempre. ! Guardateli nei loro comunicati stampa patinati: parlano di "flessibilità", di "imprenditorialità di se stessi", di un futuro smart in cui ognuno è capo di se stesso. La verità è un'altra ed è sotto gli occhi di tutti. Il modello del delivery basato sul lavoro autonomo è il più grande bluff del millennio. Ci dicono che inquadrare i rider come lavoratori subordinati è impossibile. “Non staremo in piedi” , piangono i manager delle multinazionali, “la sostenibilità economica del business crollerebbe e saremmo costretti a chiudere” . Ma è davvero così? O ci stanno raccontando una gigantesca menzogna? Il paradosso delle tasche piene (ma solo in tribunale) La narrazione ufficiale vuole che queste piattaforme viaggino costantemente in perdita, sul filo del rasoio del fallimento. Poi, però, basta guardare cosa succede quando si accendono le luci dei tri...

Non chiedono diritti ma ridimensionamento della flotta un disegno ambiguo con rider autonomi con diritti ma non troppi

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  116 ore di lavoro. 757 km percorsi. 249 euro guadagnati. Mentre lo sfruttamento ti sbatte in faccia la cruda realtà della strada, c’è chi, ancora oggi, sogna di scrivere un Contratto Collettivo Nazionale per i rider che definire "fumoso" è un eufemismo. Ci troviamo di fronte a un progetto contrattuale che si muove su un paradosso grottesco, un disegno ambiguo il cui unico risultato reale è la precarizzazione permanente . Il paradosso del "lavoratore ibrido" L'idea di fondo è quella di creare una figura speculativa che serve solo a fare gli interessi delle piattaforme: Autonomi, ma non troppo: lavoratori a cui si vogliono concedere diritti col contagocce, negando le vere tutele del lavoro subordinato. Subordinati, ma non troppo: costretti a restare legati a doppio filo alle esigenze e ai ritmi aziendali, quel tanto che basta per garantire alle multinazionali una flessibilità ancora maggiore e, soprattutto, a costo zero. In questo clima di i...

Se le piazze sussurrano, la realtà urla: la parabola del contratto 2020

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GUARDA IL VIDEO DENUNCIA Se le piazze sussurrano, la realtà urla: la parabola del contratto 2020 Non sappiamo con certezza matematica se tutte le indiscrezioni che circolano in questi giorni siano vere. Non spetta a noi fare i magistrati. Di certo, però, c’è una cosa che nessuno può negare: il vociferare nelle piazze esisteva, ed era forte. Chi vive la strada, chi passa le ore in attesa tra una consegna e l'altra, certe storie le sente nell'aria da un pezzo. Ma al di là dei sospetti, ci sono i fatti. E i fatti dicono che nel 2020 una specifica sigla sindacale ha deciso di firmare un accordo con le piattaforme di Assodelivery. Un contratto che fin dal primo giorno è stato rigettato, contestato e preso a subissate di fischi dalla stragrande maggioranza dei rider in tutta Italia. Non era un accordo per tutelarci, ma una firma calata dall'alto che ha legalizzato il cottimo e la precarietà, cristallizzando condizioni di lavoro insostenibili. Dalle piazze alla cronaca nera Quel p...

Il ricatto del rimbalzo a 34 gradi

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  Sequestrati dall'App di Domenica a 34 Gradi INVIATO AL SUPPORTO IL: 14 GIUGNO 2026  Domenica pomeriggio, asfalto rovente e 34 gradi all'ombra. Mentre le piattaforme fatturano sulla pigrizia estiva delle città, sui telefoni dei rider si consuma un ricatto silenzioso. Un ciclo continuo di ordini speculativi inviati a ripetizione, progettato per logorare la resistenza economica dei lavoratori. Rifiutare un ordine in perdita non è un capriccio: è una necessità di sopravvivenza per chi gestisce in proprio i costi di un motociclo, tra benzina, usura e rischi stradali. Ma l'algoritmo non accetta il dissenso. Quando un ordine viene rifiutato perché fuori mercato, il sistema risponde riproponendolo scientificamente allo stesso lavoratore, congelando l'applicazione e costringendolo all'immobilità sotto il sole. LA MATEMATICA DELLO SFRUTTAMENTO I dati tecnici sollevati da questa protesta mettono a nudo l'arbitrarietà delle tariffe dinamiche. L'algoritmo lancia un...

Rider con account altrui molesta tre donne: sorgono spontanee tre domande

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  Rider con account altrui molesta tre donne: sorgono spontanee tre domande L'ultimo grave episodio di cronaca accende nuovamente i riflettori sul Far West delle consegne a domicilio. Un uomo, utilizzando l'account di un'altra persona, ha molestato tre donne. Di fronte a una vicenda di tale gravità, la retorica aziendale sul "modello efficiente e sicuro" crolla miseramente. Sorgono spontanee tre domande fondamentali che pretendono risposte chiare da parte delle piattaforme e delle istituzioni. 1. Perché le applicazioni non sono intervenute prima? I sistemi di geolocalizzazione e gli algoritmi delle piattaforme sono incredibilmente sofisticati quando si tratta di monitorare i tempi di consegna, calcolare i percorsi al secondo o penalizzare un lavoratore per un minimo ritardo. Com'è possibile, allora, che le stesse tecnologie non siano in grado di rilevare anomalie evidenti nell'utilizzo degli account? I controlli biometrici (come il riconoscimento facciale ...