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Lettera aperta a chi dice di rappresentarci e di conoscere il mondo rider

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  Lettera aperta a chi dice di rappresentarci Questa non è una lettera per prendere una posizione politica. Sarebbe troppo facile, quasi comodo. Questa è una lettera che vuole semplicemente buttare in faccia la realtà dei fatti. Chi scrive è un rider che, essendo iscritto a vari canali e gruppi di categoria, vede costantemente spuntare il tuo volto in una sfilza infinita di selfie: "sono in treno", "sto andando ai tavoli della trattativa", "sto negoziando". Ma se i risultati concreti di tutte queste trattative sono rimasti fermi a quelli del 2020, allora l'invito è uno solo: fermati e vieni a fare il rider per davvero, visto che ti professi tale. Tra viaggi in treno, tavoli e video continui su internet, la domanda sorge spontanea: Quando trovi il tempo effettivo di lavorare? Come fai a mantenere una partita IVA in questo modo? Non è nostra intenzione farti i conti in tasca. Vogliamo però farti i conti sulle scelte scellerate a cui hai acconsentito con ...

RIDER: ABBANDONATI DA POLITICA E MAGISTRATURA!

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In rima Diciamoci la verità: non arriverà nessuna cavalleria guidata dal cane Lassie a salvarci. E no, non ci sarà nessun finale hollywoodiano con il rider che sale vittorioso sulla collina, con lo zaino termico intatto e il tramonto perfetto alle spalle mentre partono i titoli di coda. ​La realtà non ha un algoritmo generoso. Se le cose devono cambiare, l'unica via è la lotta in piazza. I diritti non si ricevono con una notifica push o grazie a un eroe a quattro zampe; si conquistano bloccando le strade e facendosi sentire. Meno favole, più mobilitazione.  RIDER: ABBANDONATI DA POLITICA E MAGISTRATURA! ​LA REALTÀ CONTRO LA PROPAGANDA: IL GOVERNO MELONI SMASCHERATO ​"Uno Stato giusto non lascia il più debole da solo." ​Quante volte abbiamo sentito questa sfilza di retorica patriottica e sociale uscire dalla bocca di Giorgia Meloni? Parole al vento. La realtà dell'asfalto e delle metropoli cancella la propaganda in un secondo. Uno Stato che si definisce "giusto...

La sicurezza dei rider non è uno spot stagionale: serve una tutela reale, tutto l'anno

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  La sicurezza dei rider non è uno spot stagionale: serve una tutela reale, tutto l'anno e solo chi vive e lavora in strada lo sa ​Denunciare il mancato stop alle consegne durante le giornate di caldo torrido è sacrosanto. Rivendicare il rispetto delle ordinanze regionali non è solo giusto, è legittimo. Ma non possiamo permettere che la sicurezza dei lavoratori diventi uno spot sporadico , una battaglia di facciata da rispolverare solo in estate. ​La strada, per chi ci lavora, non fa sconti. E non lo fa solo a luglio o ad agosto. ​Un anno intero di rischi estremi ​In questi anni abbiamo visto scene inaccettabili, spesso documentate dai telefoni dei passanti ma ignorate da chi dovrebbe garantire tutele: ​Rider che attraversano strade trasformate in veri e propri fiumi. ​Lavoratori costretti ad affrontare sottopassi completamente allagati. ​Rider che perdono la vita a bordo strada, nel silenzio generale. ​La sicurezza non può essere identificata solo con l'emergenza del...

LA GRANDE TRUFFA DELL'ALGORITMO: LA SALUTE DEI RIDER VALE MENO DI UNA CONSEGNA?

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  LA GRANDE TRUFFA DELL'ALGORITMO: LA SALUTE DEI RIDER VALE MENO DI UNA CONSEGNA? Chiudere o non chiudere? Questo è il dilemma (ma se chiudiamo, non dobbiamo sbagliare) Quando il meteo lancia l'allerta rossa, le città si fermano. Scuole chiuse, inviti a non uscire di casa, trasporti ridotti. Eppure, sulle strade di Torino , c’è una categoria che sembra immune alle leggi della fisica e della sicurezza stradale: i rider. Nelle scorse ore abbiamo assistito all'ennesimo paradosso della gig economy. Mentre mezza regione era sotto scacco del maltempo, Glovo a Torino non ha garantito un solo giorno di chiusura preventiva , esponendo i lavoratori a rischi enormi per la salute e la sicurezza. Ma la beffa non finisce qui. L'intelligenza artificiale? No, totale incapacità di gestione Mentre a Torino (sotto allerta) si continuava a consegnare come se nulla fosse, in altre zone d'Italia – dove l'allarme rosso non c'era – l'applicazione è stata improvvisamente disatti...

IL BLUFF DEL "LAVORO NUOVO": Dieci anni di sentenze, caporalato digitale e il silenzio della politica

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 ​IL BLUFF DEL "LAVORO NUOVO": Dieci anni di sentenze, caporalato digitale e il silenzio della politica ​C’è una narrazione tossica che rimbalza da oltre un decennio sui media mainstream, nei salotti televisivi e nei discorsi dei palazzi del potere. È la favola del "lavoro nuovo", della "lavoretti-economy", della flessibilità giovanile e della manna dal cielo arrivata grazie a un’algoritmo. ​Ma dopo 10 anni di denunce, scioperi, inchieste della Procura e sentenze storiche dei tribunali, continuare a definire il mondo del delivery una "novità da regolamentare" non è più ingenuità. È complicità. Siamo veramente un Paese al capolinea, incapace di evolversi, o stiamo semplicemente assistendo al solito, vecchio sistema del "favore e favoretti" benedetto dalla politica? ​Un decennio di carte bollate: cosa dicono le sentenze (vinte) ​Mentre i vertici delle multinazionali delle consegne parlavano di "libertà e autonomia", i tribunali ...

Tesserino "stile GTA" per i rider? La vera sicurezza è fermare lo sfruttamento, non schedare i lavoratori!

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  Tesserino "stile GTA" per i rider? La vera sicurezza è fermare lo sfruttamento, non schedare i lavoratori! "Garantire sicurezza ai cittadini" . Questa è la motivazione con cui l'assessore Enrico Melasecche ha giustificato la proposta di introdurre un tesserino identificativo per i rider, una sorta di "patentino" che nei toni e nelle modalità ricorda quasi una dinamica da videogioco, una grafica in stile Grand Theft Auto . L'obiettivo dichiarato? Combattere il caporalato. Caro Assessore, ci tocca ricordarle qualcosa che non dovrebbe aver bisogno di spiegazioni, soprattutto da parte di chi, grazie alle poltrone istituzionali, guadagna cifre infinitamente superiori alle nostre. Cifre garantite anche dalle tasse di noi lavoratori, spesso vittime di quel caporalato che si dice di voler combattere con un pezzo di plastica. Se si vuole combattere davvero il caporalato, bisogna smetterla con la propaganda e guardare in faccia la realtà. Il caporalato e i...

LA TRAPPOLA DEL "LAVORETTO": Se la scelta è tra morire di fame, di caldo o di debiti

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  ​Correggiamo subito la domanda, perché posta così è solo un ricatto narrativo: Meglio morire di fame o morire di caldo sotto il sole cocente dell'asfalto cittadino? ​Nessuna delle due. La verità è molto più cruda. ​Oggi la scelta che viene imposta a migliaia di persone è tra l'indigenza assoluta e il trasformarsi in cartelli pubblicitari viventi al servizio di un'applicazione. Corpi marchiati da un logo, che sfrecciano nelle nostre città senza sosta, svuotati di ogni diritto umano e lavorativo fondamentale. ​Senza tutele si muore comunque ​Non c'è dignità nel barattare la propria salute per una manciata di euro a consegna o a prestazione. Lavorare senza tutele, senza ammortizzatori sociali, senza coperture assicurative reali e sotto il ricatto costante di un algoritmo significa una cosa sola: rischiare la vita ogni giorno. ​Se ti ammali, sei fuori. Se c'è un'ondata di calore a 40 gradi, o scendi in strada o non mangi. Non è flessibilità, è sfruttamento digital...