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L’ipocrisia del circo mediatico: quando un diritto del 2020 diventa "notizia" nel 2026

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  Leggo i giornali e mi balza agli occhi una notizia che sembra quasi una fake news . Non per l’evento in sé, ma per la cassa di risonanza e per il modo eclatante con cui viene riportata su diverse testate, distorcendo del tutto la realtà e i veri problemi di chi fa questo lavoro da anni. Analizziamo i fatti: a Imola una rider cade, si fa male e le vengono riconosciuti 22 giorni di infortunio. I giornali titolano festosi che "le procedure INAIL funzionano". A leggerla così, sembrerebbe una novità straordinaria, un successo memorabile. Ma basta fare un piccolo passo indietro fino al 2020 , anno in cui la copertura assicurativa INAIL è stata estesa anche ai rider. E allora mi domando: cosa c’è di così eclatante? Sono stati semplicemente applicati dei diritti acquisiti ben sei anni fa. Non mi pare di aver mai letto articoli di giornale intitolati: "Metalmeccanico si rompe un dito e l'INAIL gli riconosce l'infortunio" . Non lo si legge perché è la normalità. È ...

Genova: mentre la città brucia, Deliveroo gioca con la vita dei rider

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  Deliveroo consegna pinne e boccaglio Ci sono momenti in cui la realtà non solo supera la satira, ma le sputa in faccia. Da una parte c'è il Comune di Genova che emette ordinanze per l'emergenza caldo: limitazioni al lavoro all'aperto nelle ore più roventi, allerta rossa, appelli alla salute pubblica. Dall'altra parte c’è Deliveroo , che di fronte a temperature da collasso e all'asfalto che fonde sotto le ruote, decide che la priorità è lanciare la consegna in spiaggia di pinne, maschere e boccagli . Il tutto impacchettato con una bella grafica in stile Grand Theft Auto . La trovata di marketing è quasi geniale nella sua perversione: trasformare la vita dei lavoratori della gig economy in un livello di GTA. Un videogioco dove l'asfalto cuoce a 40 gradi, l'umidità ti strozza e tu devi correre tra le auto per portare un boccaglio di plastica a chi si sta godendo il refrigerio del mare. Peccato che qui non ci siano vite infinite , non ci sia un tasto "Pa...

La trappola dei "tavoli settimanali" cosi le app nascondono lo sfruttamento del 70% dei rider

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  I tavoli settimanali concessi dalle applicazioni sono solo il metadone per tamponare il cancro dello sfruttamento. Le applicazioni, con le zone d'ombra che applicano strutturalmente, colpiscono il 70% della flotta extracomunitaria e ne risolvono solo il 35% in maniera opaca e ambigua. Questa accettazione non è rivendicazione e, soprattutto, non è integrazione. Oltre l'assistenzialismo: un modello operativo e contrattuale per il settore del food delivery ​La composizione demografica del lavoro su piattaforma in Italia registra un dato fondamentale: circa il 70% degli operatori impiegati nelle consegne a domicilio per le principali piattaforme (Glovo, Deliveroo, ecc.) è costituito da lavoratori stranieri provenienti da paesi extra-UE. Questa realtà richiede un cambio di approccio nella gestione delle tutele e delle relazioni di lavoro. ​Per lungo tempo, la risposta di fronte alle criticità del settore si è fermata a una solidarietà formale: una semplice consolazione di fronte a...

Fondo Regionale di Tutela per i rider: approvato l'impegno a trovare le risorse in bilancio

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  Mentre il dibattito mediatico sui rider oscilla spesso tra cronaca di costume e toni paternalistici, dalla stampa torinese emerge un passaggio istituzionale concreto e significativo. Il Consiglio Regionale del Piemonte ha infatti approvato all'unanimità un ordine del giorno per stanziare risorse nel prossimo bilancio, finalizzate alla creazione di un Fondo regionale di tutela a favore delle lavoratrici e dei lavoratori delle piattaforme digitali. La proposta istituzionale: l'impegno di Alleanza Verdi Sinistra (AVS) L'atto di indirizzo approvato a Palazzo Lascaris nasce da un'iniziativa politica ben precisa: l'ordine del giorno è stato presentato dal gruppo Alleanza Verdi Sinistra (AVS) , con prima firma della consigliera Valentina Cera e sottoscritto dalle consigliere Alice Ravinale e Giulia Marro. L'iniziativa consiliare di AVS ha puntato a trasformare le istanze della piazza in una misura istituzionale vincolante, finalizzata a garantire una prima fo...

UGL dagli sbagli del 2020 non impara

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  “Consegna minima non meno di 4 euro” Sembra una proposta forte, ma non dice nulla su orari, disponibilità, fasce, meteo, penalità o priorità . Se non c’è un minimo orario garantito, 4 euro a consegna non tutela nessuno : basta che l’algoritmo ti faccia aspettare 40 minuti tra una consegna e l’altra e sei punto e a capo. Non c’è alcuna indicazione su bonus, picchi, notturno, festivi . Non è specificato se è lordo o netto , quindi può essere una cifra “di facciata”. In pratica: se non c’è un minimo orario, 4 euro è solo marketing . 🔥 2. “Rimborso chilometrico 0,30 €/km” Sembra una tutela, ma è irrealistica e facilmente aggirabile . Le piattaforme possono ridurre le distanze assegnate tramite algoritmo, facendo risultare “0,8 km” tragitti che nella realtà sono 2 km. Non è chiaro se il rimborso vale solo per il tragitto ristorante–cliente o anche per spostamenti a vuoto , che sono la parte più costosa. 0,30 €/km non copre realmente manutenzione, ammortamento, assicurazione, gomme,...

​I 17 euro di Pesaro e la realtà del delivery: perché la vertenza nazionale non può fermarsi agli annunci

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  ​I 17 euro di Pesaro e la realtà del delivery: perché la vertenza nazionale non può fermarsi agli annunci ​Nei giorni scorsi una notizia ha fatto il giro del settore: a Pesaro, a seguito di una mobilitazione dei rider durata un paio d'ore, si è parlato di tariffe medie salite fino a 17 euro all'ora . ​Una cifra che, letta così, farebbe pensare a una svolta epocale per l'intera categoria. Ma se si guarda alla realtà quotidiana di chi lavora su due ruote, da Milano alle province più piccole, la situazione appare decisamente più complessa. ​Come è possibile che a fronte di mobilitazioni imponenti nelle grandi metropoli i guadagni reali rimangano spesso discontinui, mentre basti un blocco temporaneo in un centro più piccolo per far proclamare cifre da capogiro? ​Oltre la propaganda: la differenza tra picchi algoritmici e reddito reale ​Per capire cosa sta succedendo occorre fare chiarezza ed evitare facili trionfalismi che rischiano di distorcere la percezione del nostro lavo...

Glovo ,Deliveroo piu' che relazioni industriali fanno falò' di confronto tipo REALITY televisivi

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 Tutti i giornali ne parlano, le strade lo urlano, i rider non mollano. Siamo partiti dieci anni fa con gli zaini colorati sulle spalle, raccontati come i "lavoretti del futuro", i pionieri della flessibilità e della modernità. Oggi, dieci anni dopo, tra sentenze di tribunali, inchieste giornalistiche, libri e promesse mai mantenute, la realtà è rimasta drammaticamente la stessa. Anzi, è peggiorata. Non siamo droni. Non siamo algoritmi da spremere sotto il sole cocente o nel gelo della notte. Siamo lavoratrici e lavoratori. E adesso basta. 💬 Le Relazioni Industriali? Un Reality Show Sulla Nostra Pelle Ci convocano ai tavoli, ci parlano di contrattazione, ma la verità è che sembra di assistere a una recita. Le piattaforme multinazionali mettono in scena un teatro dell'assurdo che assomiglia più a un falò di confronto televisivo che a vere relazioni industriali. Ci chiedono "Cosa provi?" mentre l'algoritmo taglia le tariffe. Ci dicono "Cosa vuoi?" m...