Glovo e la "svolta" sul caporalato: 200 euro di fumo negli occhi e i soliti miraggi
La società dei rider Glovo ha comunicato in pompa magna di aver ottenuto il parere positivo della Procura di Milano per il percorso intrapreso contro il caporalato digitale, dopo il commissariamento dello scorso febbraio. Secondo l'azienda, nelle tasche dei lavoratori arriveranno già a giugno 200 euro in più . Ma passiamo dalla propaganda alla realtà. Questa cifra viene sbandierata come un grande traguardo, ma nasconde una profonda ingiustizia: l'azienda non fa alcuna valutazione sui mezzi usati . Significa che chi si spacca la schiena in bicicletta riceverà lo stesso identico trattamento di chi usa la macchina e deve sostenere i costi di benzina, assicurazione e manutenzione. Non solo: nessuna distinzione tra Partita IVA e ritenuta d'acconto . Un livellamento verso il basso che ignora totalmente i costi reali sostenuti da chi lavora. Controlli severi? Un dovere spacciato per concessione «In questi mesi - prosegue il comunicato - Glovo ha collaborato in modo continuati...