Post

Il manager mascherato

Immagine
  Eccoci qui, terzo e ultimo appuntamento. Oggi parliamo di diamantini e di cortocircuiti logici. Parliamo di chi si siede ai tavoli, firma i contratti sulla nostra pelle e poi ha pure il coraggio di farci la morale. Sì, parliamo di quel delegato che ha firmato l’accordo sullo sfruttamento. Negli ultimi giorni lo abbiamo sentito arrampicarsi sugli specchi, dicendo: 'Ma nel testo che ho firmato non c'è mica scritto che c'è l'obbligo di salire ai piani!' . Caro il nostro delegato, ma chi vuoi prendere in giro? Davvero pensi che siamo nati ieri?" La memoria corta sul feedback "Facciamo un piccolo passo indietro, perché qui qualcuno ha la memoria corta. Ti ricordi quando andavi in giro a dire che avevi lottato duramente per togliere il feedback negativo del cliente se il rider non saliva al piano? Ti vantavi di aver rimosso quel ricatto. E oggi, invece, che cosa ci vieni a dire? Oggi cambi completamente versione. Oggi vieni a fare la rampa ai ride...

Riflessioni sotto 40 gradi: La finta libertà del "modello nuovo"

Immagine
  Riflessioni sotto 40 gradi: La finta libertà del "modello nuovo" ​Sono collegato, ci sono quasi 40 gradi all'ombra e l'aria è irrespirabile. Sul telefono mi arriva la notifica dell'ennesimo video in cui si parla (anche) di me. Lo apro per curiosità, senza nessuna voglia di fare polemica. Sento dire, con una naturalezza disarmante, che "la stragrande maggioranza ha scelto questo lavoro perché vuole essere libera di collegarsi quando vuole e se vuole" . ​Onestamente sgrano gli occhi. Mi guardo intorno. ​Vedo colleghi immobili sotto il sole cocente, ad attendere un ordine che non arriva. E la domanda mi sorge spontanea: rimangono lì a farsi cuocere l'asfalto perché sono masochisti o perché l'attuale modello non permette alcuna scelta? Se vai a casa a cercare il fresco e provi più tardi, semplicemente non mangi. Altro che "libertà". ​Chi c'è davvero sotto quel sole? ​Se si va oltre la superficie e si guardano in faccia le person...
Immagine
   Smontiamo il teatrino della “sostenibilità” del delivery Partendo dal rider più “privilegiato”: quello motorizzato C’è una narrazione tossica che gira da anni: “Il delivery è sostenibile, i rider guadagnano bene, se lavori tanto porti a casa”. Perfetto. Allora prendiamo il caso migliore possibile, quello che le piattaforme usano come esempio: il rider motorizzato che lavora 7 giorni su 7, 12 ore al giorno, 80 km al giorno .Sembra un supereroe? No. È semplicemente uno che cerca di sopravvivere. 1️⃣ I numeri nudi e crudi 80 km al giorno giorni 7 su 7 12 ore al giorno 80 € netti al giorno risultato mensile:2.400 km percorsi2.400 € guadagnati sulla carta sembra quasi dignitoso. Ma è solo sulla carta. 2️⃣ Le tasse: il famoso 5% che non è “solo il 5%”Il rider autonomo paga il 5% di imposta sostitutiva .Su 2.400 €:120 € se ne vanno subito restano: 2.280 €E siamo appena all’inizio. 3️⃣ Carburante: il buco nero quotidiano un motorino 125–150 consuma in media 1 litro ogni 30–35 km. S...

CONFRONTO APERTO: L'ORDINANZA PIEMONTE IMPONE LO STOP, GLOVO RISPONDE CON 2,71 €

Immagine
CONFRONTO APERTO: L'ORDINANZA PIEMONTE IMPONE LO STOP, GLOVO RISPONDE CON 2,71 € Mentre l'estate picchia duro sull'asfalto e le temperature superano costantemente i livelli di guardia, la gestione della sicurezza sul lavoro nel settore del food delivery è arrivata a un punto di rottura. Da un lato abbiamo le istituzioni che firmano decreti per tutelare la vita dei lavoratori; dall'altro abbiamo le multinazionali che rispondono con bonus che sembrano provocazioni. Mettiamo i due fatti a confronto, dati alla mano. ⚖️ Cosa impone la Legge: L'Ordinanza della Regione Piemonte Di fronte alle ondate di calore anomale, la Regione Piemonte ha emanato una direttiva chiara e vincolante per tutelare chi svolge attività fisica intensa all'aperto: Il Divieto Assoluto: Nei giorni contrassegnati dal bollettino ministeriale con allerta meteoclimatica di Livello 3 (rischio alto) , vige l'obbligo di interruzione immediata delle attività lavorative esposte al sole dalle ore 12...
Immagine
 Numeri, tutele e trasparenza: il valore della critica costruttiva nella vertenza Rider La libertà di espressione è garantita dall’art. 21 della Costituzione. Questo significa che: puoi scegliere tono , linguaggio , stile , registro del tuo blog; nessuna autorità può obbligarti a scrivere in un certo modo; non esiste alcuna legge che imponga “linguaggio neutro”, “linguaggio formale”, “linguaggio inclusivo”, “linguaggio tecnico”, ecc. L’unico limite è non commettere reati tramite ciò che pubblichi. Negli ultimi giorni si è sviluppato un vivace dibattito all'interno dei canali informali della nostra categoria, con comunicati e prese di posizione che hanno chiamato in causa le analisi sollevate da questo blog. Accettiamo il confronto con assoluta serenità: la pluralità delle voci è da sempre il cuore pulsante di qualsiasi percorso di rivendicazione lavorativa. È tuttavia fondamentale chiarire una premessa inderogabile: questo spazio non promuove, né promuoverà mai, attacchi pe...

LA RAGIONE NON SI HA NELLE TASCHE. L'EVIDENZA È SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.

Immagine
  LA RAGIONE NON SI HA NELLE TASCHE. L'EVIDENZA È SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. Non abbiamo la verità in tasca e non ci interessa fare i filosofi. A noi basta guardare la strada. Perché la ragione non è una questione di opinioni: l’evidenza è lì, sotto gli occhi di tutti, ogni singolo giorno, scritta sull'asfalto. I fatti parlano da soli, e dicono che il sistema del delivery attuale è al collasso umano, prima ancora che lavorativo. 🛑 I numeri della precarietà e lo sfruttamento 3,50 Euro Lordi: Questa è la media a consegna. Una miseria strutturale spacciata per "flessibilità". Cartelli pubblicitari gratuiti: Nessuna garanzia di un compenso orario. Passiamo ore in mezzo alla strada, esponendo i loro marchi sulle spalle, gratis, senza nemmeno la certezza che l'algoritmo ci assegni un ordine. Salute e sicurezza inesistenti: Le immagini recentissime del rider bloccato nel sottopasso allagato a Milano sono l'ennesimo monumento all'indifferenza delle piattaforme....

Assodelivery apparecchia il tavolo della precarieta' "La voce di chi pedala, contro lo sfruttamento delle piattaforme".

Immagine
  La voce di chi pedala, contro lo sfruttamento delle piattaforme. 🍽️ Il "Menu" di AssoDelivery: Precarietà condita con Sfruttamento Oggi non parliamo di consegne, parliamo di tavole imbandite sulla nostra pelle. Le controparti si siedono a negoziare, ma per noi il menu è sempre lo stesso. "AssoDelivery dichiara di aver apparecchiato la tavola: la portata principale è la precarietà, condita con lo sfruttamento. Non verrà servito il piatto della salute e della sicurezza, visto che i commensali di Glovo e Deliveroo ne sono intolleranti." Dietro gli slogan sul "lavoro flessibile" e l'autonomia di facciata, la realtà che viviamo ogni giorno sulle strade è fatta di algoritmi punitivi, assenza di tutele reali e rischi totalmente a nostro carico. La salute e la sicurezza sul lavoro non sono un'opzione o un'intolleranza alimentare dei colossi del food delivery: sono un diritto costituzionale. La torta ai padroni, le briciole ai "figuranti" I...