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L'Algoritmo e la Piazza: Quando il Rider Attraversa il Suo Stesso Futuro

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 L'Algoritmo e la Piazza: Quando il Rider Attraversa il Suo Stesso Futuro ​Immagina la scena. Da una parte la piazza che si riempie: bandiere, cori, cartelli che gridano contro la precarietà, lo sfruttamento e un lavoro che ha smesso di essere una promessa di dignità per diventare un ricatto quotidiano. Dall'altra parte, sospinto dal ticchettio implacabile di uno smartphone, un rider in bicicletta. ​Non è lì per manifestare. Non può permettersi il lusso di fermarsi in piazza. L'algoritmo non riconosce le rivendicazioni sindacali, non sa cosa sia il diritto allo sciopero, non ha compassione per una protesta. L'algoritmo calcola solo i minuti, penalizza chi rallenta, taglia i compensi a chi rifiuta una consegna. E così, in un cortocircuito surreale e doloroso, il rider si trova a farsi strada in mezzo a chi sta lottando proprio per restituirgli un futuro. ​Questa immagine non è una metafora cinematografica. È lo specchio perfetto del fallimento dello Stato di fronte alla ...

La vostra comodità è il nostro sfruttamento": cosa c’è davvero dietro la spesa a domicilio di Everli

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  La vostra comodità è il nostro sfruttamento": cosa c’è davvero dietro la spesa a domicilio di Everli Aprite l’applicazione, scegliete i prodotti, cliccate su "invia ordine" e attendete comodamente sul divano che qualcuno suoni al vostro campanello con i sacchetti pronti. Per i clienti, Everli è sinonimo di comodità, risparmio di tempo e servizio impeccabile. Per noi che quella spesa la facciamo, la carichiamo in macchina e ve la portiamo al piano, la realtà è ben diversa: è sfruttamento quotidiano mascherato da flessibilità. Anticipiamo i soldi per voi, aspettiamo i nostri per settimane C’è un aspetto che la pubblicità e le narrative aziendali si guardano bene dal raccontare. Non solo mettiamo a disposizione i nostri veicoli, la nostra benzina, il nostro tempo e la nostra schiena, ma molto spesso siamo noi lavoratori a dover anticipare di tasca nostra i soldi per la vostra spesa. E come ripaga l'azienda questo sforzo? Ritardando costantemente i pagamenti spettanti...

L’illusione del “lavoro serio”: cronaca di un mese buttato nel tritacarne di Amazon

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  L’illusione del “lavoro serio”: cronaca di un mese buttato nel tritacarne di Amazon "Ma davvero vuoi fare il rider a vita? Il delivery è un lavoretto da ragazzi, cercati qualcosa di più serio, qualcosa che ti dia stabilità!" Quante volte ve lo siete sentito dire? Parenti, amici, conoscenti, dispensatori seriali di consigli di vita a buon mercato. La narrazione dominante ti dice che se fai le consegne in bici o in scooter stai solo cazzeggiando, che quello non è “un lavoro vero”. E allora ti fai convincere. Prendi quel cazzo di curriculum, lo rispolveri, lo aggiusti e lo spari a pioggia su tutte le agenzie interinali del territorio. Poi, in mezzo al mare di annunci fotocopia, appare il miraggio . La terra promessa (con la fregatura incorporata) L'annuncio del colosso multinazionale: Amazon . 1.700 euro al mese, tre turni a tua scelta, nessuna competenza pregressa richiesta, nessuna abilità specifica. Ti dicono che ti serve solo la "voglia di lavorare" , accompa...

Imola, firme contro l'affitto account: ma la vera zona grigia chi l'ha creata?

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  ​Ad Imola si raccolgono le firme per chiedere lo stop all’affitto degli account e contrastare il caporalato digitale nel delivery. Un’iniziativa che accende i riflettori su una piaga innegabile. Ma una domanda sorge spontanea: l'affitto degli account esisterebbe davvero senza la gigantesca zona grigia creata ed alimentata dalle stesse piattaforme digitali? ​Le multinazionali del food delivery — molte delle quali finite sotto indagine proprio per caporalato — hanno costruito per anni un modello basato sull'incertezza, scaricando ogni rischio d'impresa e di sicurezza sulle spalle dei lavoratori. ​Il codice penale parla chiaro: Articolo 603-bis ​Non stiamo parlando di semplici "distorsioni del mercato", ma di fattispecie previste dalla legge. L'Articolo 603-bis del Codice Penale sanziona il reclutamento e lo sfruttamento del lavoro (caporalato) e precisa chiaramente che sia il caporale (l'intermediario) sia il datore di lavoro o committente sono punibili. ​...

​Il Profeta del pedale e il grande inganno del "Ruba Mazzetta"

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 ​ ​ ​​I rider non sono pedine. La lotta non è un marchio registrato. ​Tutti lo conosciamo. È il solito "profeta rivoluzionario", quello arrivato prima degli altri, lo "spettatore della prima ora" che ha osservato da lontano il settore delle consegne prima del boom mediatico e dell'esplosione delle app. Ora si erge a guida spirituale della categoria, ma c’è un piccolo dettaglio: disconosce sistematicamente il lavoro, il sudore e le lotte quotidiane di tutti gli altri. ​Mentre centinaia di lavoratori affrontano ogni giorno la strada, il freddo, la pioggia e la precarietà reale, il nostro profeta continua a spacciare per "rivoluzione" cose già viste e straviste: ​Fotocopie di sentenze ottenute a carissimo prezzo da altri. ​Iniziative fotocopia spacciate per visioni geniali e inedite. ​Slogan riciclati da chi la strada la vive davvero, senza riflettori puntati. ​Ma la domanda sorge spontanea: è davvero rivoluzione o siamo davanti a un triste gioco a ...

Il VeloxBike di Parma e la falsa polemica sui rider: il vero nemico è l'algoritmo!

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​Negli ultimi giorni a Parma sta facendo discutere l'introduzione del "VeloxBike" , il dispositivo di controllo pensato per verificare la velocità e la conformità delle biciclette elettriche e dei veicoli utilizzati per le consegne a domicilio. Immediatamente si è scatenata la solita polemica: "Così si penalizzano i rider che lavorano per portare a casa lo stipendio!" . ​ Noi diciamo NO a questa narrazione ipocrita. ​Non crediamo minimamente che si possa accettare un sistema in cui dei lavoratori, pur di sfamare l'algoritmo spietato delle app di delivery — che li pretende sempre più veloci e performanti —, debbano mettere a costante rischio la propria salute, la propria vita e la sicurezza dei pedoni sulle strade. ​La sicurezza non è un privilegio, è un diritto ​Mettere in discussione i controlli sulla sicurezza stradale significa cadere nella trappola tesa dalle multinazionali del cibo a domicilio. ​ Il rispetto delle regole non si tocca: Il Codice della ...

GRAND THEFT EXPLOITATION: "VIAGGIATE IN MACCHINA E DI GIORNO"

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   ​L'ennesima barzelletta sulla pelle dei rider ​Se pensavate che la sicurezza di chi lavora in strada fosse una priorità per chi dovrebbe tutelare i lavoratori, vi sbagliavate di grosso. La "geniale" soluzione del Segretario UGL per contrastare l'ondata di aggressioni, rapine e violenze ai danni dei rider è arrivata: viaggiare di giorno e muoversi in macchina. ​Un consiglio "illuminato" che sembra uscito direttamente dalle schermate di caricamento di GTA, dove basta schivare i pericoli con un joystick. Peccato che la realtà di chi lavora ogni giorno e ogni notte sulle nostre strade non sia un videogioco, e che un coprifuoco "fai-da-te" o l'acquisto di un'automobile non siano un piano di sicurezza aziendale né tantomeno un diritto garantito. ​Non servono consigli d'oro, servono TUTELE REALI ​Chi lavora in strada non chiede lezioni di orario, né pretende mezzi corazzati o soluzioni irrealizzabili. Chi lavora per le piattaforme di delive...