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Il sistema è sporco, e lo shampoo non basta più

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 Il sistema è sporco, e lo shampoo non basta più ​Ci hanno provato a venderci la favola della "flessibilità", della "sharing economy" e dei lavoretti per arrotondare. Ci hanno provato a lavare la coscienza di un sistema marcio con lo shampoo della retorica aziendale e del marketing green. Ma la verità è un'altra: il sistema del delivery in Italia è incrostato di sfruttamento, precarietà e algoritmi usati come fruste digitali. ​Per pulire lo schifo dei padroni digitali non serve un colpo di spugna superficiale. Ci vuole l'acido muriatico delle sentenze, delle lotte e degli scioperi. ​Le tre componenti del nostro "acido muriatico" ​Per disincrostare i diritti negati da anni di caporalato digitale, servono tre ingredienti fondamentali, da usare senza sconti: ​Le Sentenze dei Tribunali: Il tempo dei "collaboratori autonomi a cottimo" è scaduto. La magistratura lo sta ribadendo: i rider sono lavoratori subordinati a tutti gli effetti. Ogni sen...

Il palcoscenico del Grillo Parlante: se la vertenza diventa un personal brand

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  A chi si presenta con la presunzione del sapere e la verità in tasca, di solito si risponde con un sorriso e una buona dose di sarcasmo. Anche perché, diciamoci la verità, assistere alle performance del "grillo parlante salterino" ha stancato. Non si può pensare di fare i narratori onniscienti, dispensando perle di saggezza e intasando le chat solo sulla base del proprio vissuto personale. Se decidi di portare avanti una vertenza collettiva, quella vertenza appartiene a tutti. Non puoi personalizzarla, non puoi cucirtela addosso come un vestito su misura, e soprattutto non puoi trasformarti sistematicamente nella vittima sacrificale che "va contro i poteri forti". Quali siano poi questi "poteri forti", restiamo ancora in attesa di capirlo. Se attacchi, l'eco torna indietro Il meccanismo è semplice: se decidi di lanciare fendenti, poi la risposta te la devi aspettare. Non funziona che tutti debbano costantemente ascoltare monologhi e resoconti di vita...

Lettera aperta a chi dice di rappresentarci e di conoscere il mondo rider

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  Lettera aperta a chi dice di rappresentarci Questa non è una lettera per prendere una posizione politica. Sarebbe troppo facile, quasi comodo. Questa è una lettera che vuole semplicemente buttare in faccia la realtà dei fatti. Chi scrive è un rider che, essendo iscritto a vari canali e gruppi di categoria, vede costantemente spuntare il tuo volto in una sfilza infinita di selfie: "sono in treno", "sto andando ai tavoli della trattativa", "sto negoziando". Ma se i risultati concreti di tutte queste trattative sono rimasti fermi a quelli del 2020, allora l'invito è uno solo: fermati e vieni a fare il rider per davvero, visto che ti professi tale. Tra viaggi in treno, tavoli e video continui su internet, la domanda sorge spontanea: Quando trovi il tempo effettivo di lavorare? Come fai a mantenere una partita IVA in questo modo? Non è nostra intenzione farti i conti in tasca. Vogliamo però farti i conti sulle scelte scellerate a cui hai acconsentito con ...

RIDER: ABBANDONATI DA POLITICA E MAGISTRATURA!

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In rima Diciamoci la verità: non arriverà nessuna cavalleria guidata dal cane Lassie a salvarci. E no, non ci sarà nessun finale hollywoodiano con il rider che sale vittorioso sulla collina, con lo zaino termico intatto e il tramonto perfetto alle spalle mentre partono i titoli di coda. ​La realtà non ha un algoritmo generoso. Se le cose devono cambiare, l'unica via è la lotta in piazza. I diritti non si ricevono con una notifica push o grazie a un eroe a quattro zampe; si conquistano bloccando le strade e facendosi sentire. Meno favole, più mobilitazione.  RIDER: ABBANDONATI DA POLITICA E MAGISTRATURA! ​LA REALTÀ CONTRO LA PROPAGANDA: IL GOVERNO MELONI SMASCHERATO ​"Uno Stato giusto non lascia il più debole da solo." ​Quante volte abbiamo sentito questa sfilza di retorica patriottica e sociale uscire dalla bocca di Giorgia Meloni? Parole al vento. La realtà dell'asfalto e delle metropoli cancella la propaganda in un secondo. Uno Stato che si definisce "giusto...

La sicurezza dei rider non è uno spot stagionale: serve una tutela reale, tutto l'anno

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  La sicurezza dei rider non è uno spot stagionale: serve una tutela reale, tutto l'anno e solo chi vive e lavora in strada lo sa ​Denunciare il mancato stop alle consegne durante le giornate di caldo torrido è sacrosanto. Rivendicare il rispetto delle ordinanze regionali non è solo giusto, è legittimo. Ma non possiamo permettere che la sicurezza dei lavoratori diventi uno spot sporadico , una battaglia di facciata da rispolverare solo in estate. ​La strada, per chi ci lavora, non fa sconti. E non lo fa solo a luglio o ad agosto. ​Un anno intero di rischi estremi ​In questi anni abbiamo visto scene inaccettabili, spesso documentate dai telefoni dei passanti ma ignorate da chi dovrebbe garantire tutele: ​Rider che attraversano strade trasformate in veri e propri fiumi. ​Lavoratori costretti ad affrontare sottopassi completamente allagati. ​Rider che perdono la vita a bordo strada, nel silenzio generale. ​La sicurezza non può essere identificata solo con l'emergenza del...

LA GRANDE TRUFFA DELL'ALGORITMO: LA SALUTE DEI RIDER VALE MENO DI UNA CONSEGNA?

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  LA GRANDE TRUFFA DELL'ALGORITMO: LA SALUTE DEI RIDER VALE MENO DI UNA CONSEGNA? Chiudere o non chiudere? Questo è il dilemma (ma se chiudiamo, non dobbiamo sbagliare) Quando il meteo lancia l'allerta rossa, le città si fermano. Scuole chiuse, inviti a non uscire di casa, trasporti ridotti. Eppure, sulle strade di Torino , c’è una categoria che sembra immune alle leggi della fisica e della sicurezza stradale: i rider. Nelle scorse ore abbiamo assistito all'ennesimo paradosso della gig economy. Mentre mezza regione era sotto scacco del maltempo, Glovo a Torino non ha garantito un solo giorno di chiusura preventiva , esponendo i lavoratori a rischi enormi per la salute e la sicurezza. Ma la beffa non finisce qui. L'intelligenza artificiale? No, totale incapacità di gestione Mentre a Torino (sotto allerta) si continuava a consegnare come se nulla fosse, in altre zone d'Italia – dove l'allarme rosso non c'era – l'applicazione è stata improvvisamente disatti...