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Il cortocircuito del diritto: quando la legge non è più uguale per tutti

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  Il cortocircuito del diritto: quando la legge non è più uguale per tutti ​Un’aula di tribunale, la muffa che si arrampica sulle pareti e quella scritta dorata, ormai scrostata, rotta e coperta da una patina di polvere: “La legge è uguale per tutti” . È questa l'immagine simbolo di una parabola giudiziaria che, nell'arco di un quinquennio, ha mostrato le profonde crepe del sistema di tutela del lavoro in Italia. ​ Torino, 2021: Le sentenze storiche che aprirono la strada Tutto sembrava aver preso una direzione chiara nel 2021. La Sezione Lavoro del Tribunale di Torino depositò due sentenze destinate a fare da apripista: la natura della prestazione dei rider fu finalmente riconosciuta come lavoro subordinato a tutti gli effetti. La decisione smontò l'illusione del ciclofattorino come "libero professionista di se stesso", imponendo alle piattaforme l'applicazione dei contratti collettivi nazionali, con orari definiti, ferie, malattia e contributi previdenzi...

Affitti convenzionati Lo.ca.re: perché il proprietario incassa fondi pubblici ma non sistema casa?

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  Il fenomeno dei palazzinari travestiti a Torino è ormai noto. In città è diventato quasi un simbolo il famigerato “re delle soffitte”, Giorgio Molino, nome che da anni campeggia nelle pagine di cronaca. Ma accanto ai grandi proprietari, esiste un mondo più nascosto: quello dei proprietari anonimi che riescono a usufruire degli incentivi comunali del programma Lo.ca.re, senza che nessuno verifichi davvero chi siano e in quali condizioni si trovino gli alloggi che mettono sul mercato.  Il “sottobosco del sottobosco”: quando l’emergenza abitativa diventa terreno di sfruttamento Nel sottobosco finiscono spesso persone che vivono l’emergenza abitativa: famiglie, migranti, lavoratori poveri, e sì, anche i rider. Negli anni abbiamo denunciato un ulteriore livello di degrado:sovraffollamento degli appartamenti,capocasa che subaffittano posti letto,incendi causati dal sovraccarico elettrico delle batterie delle bici,condizioni igieniche e strutturali al limite della vivibilità.Un eco...

E' compito dell'ispettorato del lavoro fare luce!!!!

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Deliveroo sospende il servizio: ma la verità non può essere lasciata alle versioni di comodo.In questi giorni Deliveroo ha sospeso il servizio a un ristoratore dove è stato ripreso un bambino con lo zaino da consegne. Una scena che ha fatto il giro dei social e che ha sollevato domande pesanti, quelle che non si possono ignorare.Il ristoratore, messo alle strette, sostiene che il bambino non stesse consegnando. Dice che, se è stato visto con qualcosa in mano, era “solo per riportare un oggetto” o “per fare commissioni”.Una difesa che non chiarisce nulla. Una difesa che non risponde al punto centrale: perché un minore era coinvolto nel ciclo di lavoro di un locale? La verità non sta in tasca a nessuno: deve accertarla l’Ispettorato del Lavoro.In casi come questo, non bastano le parole. Non bastano le giustificazioni. Non bastano le frasi di comodo.La verità deve essere accertata da chi ha il compito istituzionale di farlo:  l’Ispettorato del Lavoro, già avvisato.E ciò che chiediamo ...

Pasti sicuri, lavoro dignitoso e zero dispositivi: i rider di Verbania non aspettano piU'

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  EPPURE A TORINO PER FARVI PUBBLICITA' "L'UNICA COSA CHE VI INTERESSA REGALAVATE ZAINI A TUTTI" Il 18 febbraio scorso, un gruppo di rider di Verbania ha fatto sentire la propria voce direttamente a Milano, protestando sotto le sedi competenti per denunciare condizioni di lavoro sempre più insostenibili e irregolarità diffuse. Siamo ormai a settembre, sono trascorsi mesi da quelle denunce, ma sul campo nulla è cambiato. Anzi, la risposta che continua ad arrivare è sempre la stessa: "Porta pazienza" . Non si può chiedere pazienza quando si parla di diritti fondamentali e sicurezza sul lavoro: Mancata consegna dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale): Lavorare in strada senza le dotazioni adeguate significa scaricare interamente il rischio d'impresa e la sicurezza sulle spalle del lavoratore. Mancanza degli zaini termici idonei: Lo zaino non è un semplice gadget, ma uno strumento di lavoro indispensabile. Un contenitore adeguato garantisce la cons...

Deliveroo come Ponzio Pilsto se ne lava le mani se a consegnare e' un bambino

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  Il baby rider a settemnre ricevera 14 bon bon ad ora lavorata? Nel grande teatro della gig economy va in scena una tragedia quotidiana sotto gli occhi di tutti: la deregolamentazione totale del lavoro tramite il subappalto informale delle consegne. Un sistema in cui le grandi piattaforme di food delivery hanno perfezionato l'arte di lavarsene le mani, proprio come Ponzio Pilato, lasciando che la responsabilità scarichi verso il basso fino a colpire i più vulnerabili. ​ Il meccanismo dello scaricabarile ​ Le Piattaforme (Ponzio Pilato): Si definiscono "semplici intermediari tecnologici". Riscuotono le commissioni, gestiscono i volumi, ma schermano la propria responsabilità dietro un algoritmo. Non verificano chi c'è davvero dietro la bicicletta e tollerano il fenomeno del caporalato digitale e dei profili ceduti a terzi. ​ I Ristoratori: Incastrati tra margini risicati e ritmi frenetici, affidano i sacchetti del cibo a chiunque si presenti al bancone con il cod...

La Gogna Mediatica del Gig-Worker: L'Algoritmo dell'Odio da Balcone

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 Che bello che sarebbe se l'attenzione della mamma 007 ma sopratutto del DEPUTATO si concentrassero sullo SCHIFO che da oltre 10 anni le applicazioni applicano impunite  ​Quando il clip da 10 secondi sostituisce l'inchiesta, il buonsenso e la dignità del lavoro. ​Accade sempre nello stesso identico modo. Un'inquadratura sfuocata dall'alto, lo zoom dello smartphone spinto al massimo, il respiro affannato di chi crede di aver catturato uno scoop internazionale. In prima linea c'è lei: la Mamma-Spia dal balcone stile 007, armata di cellulare e di un’incrollabile certezza morale. Sotto di lei, un rider in divisa appariscente che consuma un pasto seduto vicino al suo scooter ​Il video dura otto secondi. Otto secondi sufficienti per essere lanciato nella spaventosa macchina da guerra dei social media. Nel giro di pochi minuti, la clip passa dalla chat di quartiere alle mani del deputato a caccia di visibilità facili, pronto a ricondividere l'immagine con didascalie sd...

Everli e il prezzo nascosto della gig economy: quando l'efficienza la pagano i lavoratori

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La spesa a domicilio consegnata in auto sembra il simbolo della comodità moderna. Per le piattaforme digitali come Everli, il servizio appare fluido, rapido e impeccabile. Dietro lo schermo dei clienti, tuttavia, la realtà quotidiana di chi si mette al volante racconta una storia fatta di precarietà, costi scaricati sull'anello più debole e tutele fondamentali costantemente disattese. ​La consegna con vetture proprie non fa alcuna eccezione alle dinamiche tossiche che penalizzano i lavoratori della gig economy, trasformando ogni turno in una corsa ad ostacoli gestita a proprio rischio e pericolo. ​L'arbitrio delle chiusure e dei blocchi improvvisi Uno dei nodi più critici riguarda l'instabilità operativa. Senza preavviso né spiegazioni trasparenti, i lavoratori si trovano improvvisamente di fronte a disattivazioni del profilo o chiusure di slot operativi. L'interruzione improvvisa del flusso di lavoro azzera il guadagno della giornata, lasciando il driver senza alcun ca...