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La Gogna Mediatica del Gig-Worker: L'Algoritmo dell'Odio da Balcone

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  ​Quando il clip da 10 secondi sostituisce l'inchiesta, il buonsenso e la dignità del lavoro. ​Accade sempre nello stesso identico modo. Un'inquadratura sfuocata dall'alto, lo zoom dello smartphone spinto al massimo, il respiro affannato di chi crede di aver catturato uno scoop internazionale. In prima linea c'è lei: la Mamma-Spia dal balcone stile 007, armata di cellulare e di un’incrollabile certezza morale. Sotto di lei, un rider in divisa appariscente che consuma un pasto seduto vicino al suo scooter ​Il video dura otto secondi. Otto secondi sufficienti per essere lanciato nella spaventosa macchina da guerra dei social media. Nel giro di pochi minuti, la clip passa dalla chat di quartiere alle mani del deputato a caccia di visibilità facili, pronto a ricondividere l'immagine con didascalie sdegnate, invocando licenziamenti e punizioni esemplari. ​Nessuno si fa domande. Nessuno verifica i fatti. C'è solo la brama cieca di buttare il lavoratore più vulnerabil...

Everli e il prezzo nascosto della gig economy: quando l'efficienza la pagano i lavoratori

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La spesa a domicilio consegnata in auto sembra il simbolo della comodità moderna. Per le piattaforme digitali come Everli, il servizio appare fluido, rapido e impeccabile. Dietro lo schermo dei clienti, tuttavia, la realtà quotidiana di chi si mette al volante racconta una storia fatta di precarietà, costi scaricati sull'anello più debole e tutele fondamentali costantemente disattese. ​La consegna con vetture proprie non fa alcuna eccezione alle dinamiche tossiche che penalizzano i lavoratori della gig economy, trasformando ogni turno in una corsa ad ostacoli gestita a proprio rischio e pericolo. ​L'arbitrio delle chiusure e dei blocchi improvvisi Uno dei nodi più critici riguarda l'instabilità operativa. Senza preavviso né spiegazioni trasparenti, i lavoratori si trovano improvvisamente di fronte a disattivazioni del profilo o chiusure di slot operativi. L'interruzione improvvisa del flusso di lavoro azzera il guadagno della giornata, lasciando il driver senza alcun ca...

Se fosse stata una limonata al posto del delivery avremmo gia' risolto

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10 anni di inchieste sentenze giochi del ruba bandiera e siamo ancora al vedremo  Un paese che usa il pugno di ferro con la fragilità e il guanto di velluto con il grande capitale non è uno Stato di diritto: è la parodia di se stesso. La notizia dei bambini sanzionati o sgomberati perché vendevano limonata su un banchetto di legno mentre i colossi del food delivery continuano a operare quasi indisturbati, ignara di sentenze della Magistratura e vertenze sindacali, non è un semplice paradosso folcloristico. È il sintomo di un sistema fiscale e sanzionatorio forte con i deboli e debolissimo con i giganti. ​I nodi politici ed economici dietro questa disparità sono evidenti: ​Accanimento burocratico a chilometro zero: Per la polizia locale è facile staccare un verbale a un banchetto informale, applicando la norma alla lettera senza alcun senso della proporzione. È la burocrazia del bersaglio facile. ​L'impunità degli algoritmi: Le piattaforme multinazionali sfruttano cavilli, ricorsi i...

DELIVEROO COME GLOVO: L'ACCORDO RAGGIRO SULLA PELLE DEI RIDER

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 DELIVEROO COME GLOVO: L'ACCORDO RAGGIRO SULLA PELLE DEI RIDER ​Mentre la Magistratura indaga sul caporalato e sullo sfruttamento delle piattaforme di delivery, Deliveroo tenta il colpo di mano: saltare l'interlocuzione con i sindacati e cercare un accordo diretto con la Procura per ripulirsi l'immagine ed uscire dall'inchiesta. ​La contromossa delle aziende di delivery segue un copione già visto con Glovo, proponendo condizioni scritte sul fango che spacciano per "aperture" ciò che in realtà è un consolidamento del precariato selvaggio. ​Cosa c'è sul piatto? ​14 euro all'ora (ma solo per il "tempo di corsa"): Se non ti assegnano ordini, il tempo trascorso ad attendere in strada vale zero. La paga effettiva si riduce drasticamente a cifre irrisorie. ​ Nessuna garanzia su salute e sicurezza: Nessun riconoscimento dei dispositivi di protezione come costo a carico dell'azienda, nessuna tutela vera contro infortuni o meteo estremo. ​Sindaca...

In Italia inchieste e indagini che finiscono in tarallucci e vino

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 Un altro titolo sui giornali, un’altra roboante inchiesta sul mondo dei giganti del food delivery, e indovinate un po' come va a finire? Sostanzialmente in nulla. ​Mentre nel resto del mondo si prendono decisioni drastiche per fermare il Far West delle piattaforme digitali, in Italia assistiamo all'ennesimo teatrino all'italiana: mesi e mesi di indagini, fiumi di inchiostro, titoloni sui media e poi la classica conclusione a tarallucci e vino. ​Come funziona altrove: regole chiare e pugno duro ​Non serve andare sulla Luna per vedere istituzioni che decidono di fare sul serio per tutelare i lavoratori e la legalità: ​New York: Il sindaco e l'amministrazione cittadina hanno imposto alle app di delivery una paga minima oraria garantita per i rider (portandola a quasi 20 dollari all'ora) e affrontando a viso aperto la lobby delle multinazionali. Chi sgarra paga o finisce fuori dal mercato. ​Londra: La Metropolitan Police e le autorità locali applicano il pugno duro sen...

Delegato UGL la benzina la paga il cliente con le mance

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  Può sembrare una barzelletta, ma non lo è. Il delegato UGL — quello che nel 2020 firmava il contratto pirata e nel 2026, dopo che le app venivano indagate e lui gridava 'Glovo non si tifa/tocca', è uscito con una perla di saggezza...  ​Il sindacalista dell'anno ha scoperto il moto perpetuo dell'economia: la benzina la paga il cliente ​Ci sono momenti in cui la realtà supera la parodia e la ditta di trasformazione della dignità in barzelletta lavora a pieno regime. L'ultimo capolavoro porta la firma di un delegato UGL che ha deciso di rivoluzionare la teoria economica contemporanea con una perla di rara saggezza padronale. ​Un rider fa notare che con i prezzi della benzina alle stelle e la manutenzione del mezzo interamente a sue spese sta praticamente pagando per lavorare? La risposta del tutore dei diritti per eccellenza non smentisce le aspettative: ​«Ma se prendi 15 euro al giorno di mance, di cosa ti lamenti? Quelle ti coprono la benzina!» ​La fisica quantist...

L’ipocrisia del circo mediatico: quando un diritto del 2020 diventa "notizia" nel 2026

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  Leggo i giornali e mi balza agli occhi una notizia che sembra quasi una fake news . Non per l’evento in sé, ma per la cassa di risonanza e per il modo eclatante con cui viene riportata su diverse testate, distorcendo del tutto la realtà e i veri problemi di chi fa questo lavoro da anni. Analizziamo i fatti: a Imola una rider cade, si fa male e le vengono riconosciuti 22 giorni di infortunio. I giornali titolano festosi che "le procedure INAIL funzionano". A leggerla così, sembrerebbe una novità straordinaria, un successo memorabile. Ma basta fare un piccolo passo indietro fino al 2020 , anno in cui la copertura assicurativa INAIL è stata estesa anche ai rider. E allora mi domando: cosa c’è di così eclatante? Sono stati semplicemente applicati dei diritti acquisiti ben sei anni fa. Non mi pare di aver mai letto articoli di giornale intitolati: "Metalmeccanico si rompe un dito e l'INAIL gli riconosce l'infortunio" . Non lo si legge perché è la normalità. È ...