Il Profeta del pedale e il grande inganno del "Ruba Mazzetta"
I rider non sono pedine. La lotta non è un marchio registrato. Tutti lo conosciamo. È il solito "profeta rivoluzionario", quello arrivato prima degli altri, lo "spettatore della prima ora" che ha osservato da lontano il settore delle consegne prima del boom mediatico e dell'esplosione delle app. Ora si erge a guida spirituale della categoria, ma c’è un piccolo dettaglio: disconosce sistematicamente il lavoro, il sudore e le lotte quotidiane di tutti gli altri. Mentre centinaia di lavoratori affrontano ogni giorno la strada, il freddo, la pioggia e la precarietà reale, il nostro profeta continua a spacciare per "rivoluzione" cose già viste e straviste: Fotocopie di sentenze ottenute a carissimo prezzo da altri. Iniziative fotocopia spacciate per visioni geniali e inedite. Slogan riciclati da chi la strada la vive davvero, senza riflettori puntati. Ma la domanda sorge spontanea: è davvero rivoluzione o siamo davanti a un triste gioco a ...