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Visualizzazione dei post da agosto, 2025

Glovo, un'altra sconfitta in tribunale: quando la salute dei rider non è una priorità

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Ancora una volta, la magistratura è dovuta intervenire per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori di Glovo. L'ennesima sentenza, ottenuta grazie all'azione di NIDILCGIL Palermo insieme a Filcam e Filt ha costretto l'azienda a fornire, in una singola città e a settembre, dei DPI (dispositivi di protezione individuale) specifici per il caldo. Una scelta forzata, arrivata in ritardo, che solleva una domanda cruciale: perché Glovo agisce solo quando è obbligata da una sentenza? Un problema sistemico La fornitura di cappellini, creme solari e occhiali non può e non deve essere un'eccezione. La protezione dei rider dalle temperature estreme dovrebbe essere un protocollo standard, un diritto garantito a chiunque si trovi a lavorare in condizioni climatiche avverse. E se l'azienda si è dovuta piegare sulla questione del caldo, restano aperte altre questioni fondamentali: Maltempo: non esiste ancora un protocollo chiaro e operativo per affrontare condizioni climati...

Concerto per i rider: un invito alla solidarietà

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La Cassa di Mutuo Soccorso e Resistenza Rider Torino "Mimmo Rinaldi" è lieta di invitarvi al terzo concerto organizzato e realizzato per i rider. L'evento ha lo scopo di raccogliere fondi a favore dei lavoratori e, soprattutto, di mettere in luce le problematiche che le piattaforme digitali cercano di nascondere. Vogliamo dare visibilità a temi cruciali come: il fenomeno del caporalato e le aggressioni; l'impossibilità di lavorare in caso di furto o rottura del mezzo; le condizioni e le problematiche strutturali di salute e sicurezza che i rider sono costretti a subire, lavorando con qualsiasi condizione climatica; l'emergenza abitativa, che vede molti rider sfruttati da proprietari o "capi casa" con affitti esorbitanti per alloggi fatiscenti. La Cassa non è la soluzione alle condizioni ingiuste create da un sistema innaturale come quello del delivery. Per questo, non rimanere passivo, ma diventa parte integrante della lotta. Denuncia le ingiustizie che ...

Giulia ,rider e madre: sospesa punita,denunciata .... E non pagata

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  Quella di Giulia (nome di fantasia) è una delle tante storie di sfruttamento che proliferano nel mondo del food delivery. Ha 32 anni, è divorziata e madre di una bambina di 11 anni. Di lavoro fa la rider subordinata per Just Eat, con contratto part-time. "Si tratta di un part-time di 20 ore - spiega la rider a L'Unità - non me lo hanno mai aumentato nonostante le mie richieste negli ultimi anni". E perché? "Il full time non lo ha quasi nessuno, solo qualche collega fa 30 ore. Piuttosto che aumentare le ore a chi ha l'indeterminato, preferiscono assumere nuovi rider con contratti di 6 mesi". Giulia soffre di una patologia ansiosa, dichiarata in fase di visita medica, che all'inizio teneva sotto controllo tramite farmaci. Poi, però, qualcosa cambia. A febbraio 2025, subisce anche un'aggressione verbale da un ristoratore, ma non viene creduta dall'azienda. Che anzi, la contesta: "Mi hanno tolto qualche ora di lavoro", spiega la donna. Qu...

Disconnessioni illegittime: il bug non è nel sistema, ma nell'algoritmo di Glovo

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  Quando parliamo di "gig economy", ci viene venduta l'idea di un lavoro flessibile e autonomo, dove sei tu a decidere quando e quanto lavorare. Ma la realtà per i rider di piattaforme come Glovo è molto diversa. Dietro la facciata di libertà, si nascondono sistemi di controllo opachi e, sempre più spesso, disconnessioni illegittime che buttano i lavoratori fuori dal gioco senza una vera ragione. Non parliamo di errori isolati. Le segnalazioni si accumulano e raccontano una verità scomoda: l'algoritmo di Glovo sta penalizzando i rider con pretesti assurdi, mentre l'azienda continua a definirli semplici "bug di sistema". Bug di sistema o sistema di controllo? In questi mesi abbiamo assistito a casi incredibili, che dimostrano come queste disconnessioni siano tutto tranne che casuali: Il rider centenario : Un lavoratore è stato bloccato perché i dati interni dell'azienda riportavano che avesse 125 anni, un'evidente incongruenza che l...

Rider spremuti come limoni

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  Rider spremuti come limoni: la realtà dietro la metafora ​Il concetto è semplice, e l'immagine parla da sola: i rider sono spremuti come limoni e, una volta che non c'è più succo, vengono gettati via. Ma dietro questa metafora c'è una realtà ben più complessa e preoccupante, che comincia già dal primo giorno di assunzione. ​La "visita medica" che molti di noi affrontano è spesso superficiale e blanda. Non c'è da stupirsi: a oggi, non esistono ancora studi specifici che riconoscano le malattie professionali dei rider. Questo significa che le patologie che derivano da anni passati in sella non sono ancora riconosciute, e i rischi che corriamo ogni giorno vengono sistematicamente ignorati. ​Ci prendono quando la "buccia" è sana, quando siamo pieni di energia e pronti a produrre. Ci usano fino all'ultima goccia, spremendo senza ritegno per ottenere il massimo della produttività. Ma una volta che il nostro corpo inizia a cedere, quando le vibrazioni...

Caro amico ti scrivo così NON TI DISTRAI UN PO

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  Ormai non mi stupisco più di nulla. Siamo reperibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La linea di demarcazione tra vita lavorativa e vita privata, per chi fa il mio mestiere, è quasi inesistente. Quello che mi ha davvero indignato, però, è stata la gestione di questa situazione. ​Lavoro per l'unica azienda del settore delivery che inquadra i rider come lavoratori subordinati. Eppure, proprio da loro ho ricevuto una lettera di contestazione disciplinare 14 giorni dopo il presunto fatto, e per di più nel pieno delle mie ferie. ​La beffa del "diritto alla disconnessione" ​Mi chiedo, e lo chiedo a voi, cosa sarebbe successo se mi fossi trovato in un luogo isolato e senza telefono? Con un tempo di risposta di soli 10 giorni, non avrei potuto visualizzare la lettera né difendermi. Questa situazione non solo viola il mio diritto alla disconnessione , ma mina anche il mio diritto alla difesa. ​L'azienda sa perfettamente che con uno stipendio di 860 euro (tredicesima, quattordi...

Sotto la crosta sindacale

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  Che le app di delivery siano ostili alla chiarezza contrattuale e all'adeguamento delle normative è ormai chiaro. Quello che è meno evidente è che ci siano attori che sfruttano la confusione creata da queste applicazioni.