La coperta corta della propaganda nel delivery: chi sfrutta chi?
"Le bugie hanno le gambe corte", si dice, ed è proprio così per la propaganda che circonda il mondo del food delivery. Sembra che ci sia un tentativo, nemmeno troppo velato, di nascondere le responsabilità di chi ha gestito e continua a gestire le sorti dei rider , riversando la colpa su chi, in realtà, sta solo cercando di ottenere condizioni di lavoro più eque. Parliamo chiaro: nel 2020, è stato firmato un contratto da lavoratori autonomi tra Assodelivery e UGL. Un contratto, per inciso, che è già scaduto. E chi l'ha firmato, pur di rimanere nell'"ascensore del delivery" – un ascensore in cui i rider sono di fatto gli sfruttati che tirano le funi – punta il dito contro i rider stessi. Quei rider che, stanchi di condizioni insostenibili, hanno avuto il coraggio di avviare delle vertenze per rivendicare più diritti . È una dinamica perversa: chi dovrebbe tutelare i lavoratori, o chi ha siglato accordi che si sono rivelati inadeguati, ora cerca di demonizz...