IL SISTEMA DEL DELIVERY NON REGGE MEGLIO CHE MI ADEGUO (poco meglio di niente)








Anni sprecati, saltando da un'applicazione all'altra, da una piattaforma all'altra, illusi dalla promessa di un miglioramento. Dalla bicicletta alla moto, dall'auto allo scooter, abbiamo speso energie, tempo e risorse nostre, inseguendo un miraggio. Abbiamo sperato che il prossimo mezzo, la prossima app, ci regalasse meno fatica e una retribuzione decente.

Dopo tutti questi anni di sforzi e sacrifici, la verità ci schiaffeggia in faccia: siamo ancora qui, lo smartphone in mano, lo zaino sulle spalle o la borsa nel sedile posteriore. Non abbiamo fatto il salto di qualità sperato. Abbiamo solo cambiato, e ricambiato, il mezzo per correre più velocemente dietro a un algoritmo spietato.

Questo è il punto cruciale: non siamo noi ad aver fallito. Non è la nostra inefficienza o la nostra pigrizia. Siamo stati intrappolati in un ciclo dove il nostro valore è ridotto a una variabile in un'equazione di profitto. Siamo schiavi digitali in un sistema che ci costringe a rincorrere le briciole che l'intelligenza artificiale decide di lasciarci.

NON SAREMO PIÙ I VOSTRI CORRIERI AL RIBASSO!

Basta con la retorica della "flessibilità"! Siamo lavoratori, non partner o liberi professionisti che elemosinano una consegna.

La verità è questa: non siamo noi che dobbiamo essere costretti a cambiare app o veicolo nella speranza di "aggiustare le cose". Sono le piattaforme a dover cambiare! Devono adattarsi alla dignità e ai diritti del nostro lavoro.

LA NOSTRA RIVENDICAZIONE È CHIARA:

Stop alla corsa al ribasso: Pretendiamo una tariffa minima garantita e equa che tenga conto dei costi operativi, del tempo e della fatica.

Trasparenza algoritmica: Vogliamo sapere come veniamo valutati, perché ci vengono assegnate (o negate) le corse e non accetteremo più decisioni arbitrarie che distruggono il nostro guadagno.

Diritto alla disconnessione e tutele: Rivendichiamo i diritti fondamentali di ogni lavoratore: malattia, ferie, previdenza sociale.

NON SIAMO PEDINE! Siamo l'ossigeno che tiene in vita questo intero sistema. È tempo di smettere di correre in tondo. È ora di fermarci e pretendere che il mondo del lavoro digitale si pieghi alle nostre esigenze, non viceversa.

Per i più scettici o per coloro che, compiacenti, pensano che le piattaforme non possano investire — o che adottano la logica del "poco meglio di niente" — ecco i dati relativi al solo territorio di Torino. Questi numeri smentiscono l'idea che l'investimento non sia possibile:

Uber, per aver operato illegittimamente nel territorio, ha speso 390.000 euro solo in rimborsi destinati ai circa 130 rider che hanno conciliato.

Glovo, tra rimborsi per differenze retributive, spese legali e indennizzi ai rider, ha sborsato 300.000 euro nel solo 2024/2025

​Queste cifre dimostrano che il denaro per adeguarsi ai diritti dei lavoratori esiste e viene sborsato, seppur come conseguenza di vertenze legali.

​Il Vostro Sacrificio Contro il Loro Profitto

​Mentre le multinazionali accumulano capitali, voi siete costretti a sostenere spese enormi nel tentativo di massimizzare una consegna la cui media retributiva è di appena 4 euro:

​Spendete 1.000 euro per una bicicletta elettrica spesso non omologata.

​Spendere dai 2.000 ai 3.000 euro per una moto (escluse le spese di manutenzione e gestione).

​Spendere oltre 3.000 euro per un'auto.

Il salto di qualità, chi lo ha fatto? Siete voi a investire il vostro sudore e il vostro capitale, mentre le piattaforme vi fanno credere che "il sistema non regge", costringendovi di fatto ad adeguarvi al ribasso e a sopportare voi stessi i costi del loro modello di business.

È tempo di riconoscere chi trae davvero vantaggio da questo sistema e rivendicare i vostri diritti.

Commenti

Post più popolari