La Comodità a Intermittenza: Smettiamo di Gridare allo Scandalo Solo a Comando!




Siamo l'emblema di una strana, a tratti patetica, ipocrisia collettiva. La nostra indignazione non è una reazione spontanea, ma un lusso che ci concediamo solo quando i titoli dei giornali diventano troppo sfacciati per essere ignorati.

Ci riempiono la testa con l’orrore del caporalato, con notizie che descrivono uno sfruttamento brutale. E noi? Ci indigniamo. Oh, se ci indigniamo! Lo facciamo seduti, sprofondati nella poltrona, mentre stuzzichiamo il cibo che abbiamo appena ordinato con un semplice click sul nostro smartphone.

La nostra capacità di autocritica è pari a zero.

Accettiamo passivamente che la merce, il pasto, il bene di consumo, arrivi fino alla soglia della nostra porta, quasi fosse un evento naturale, un servizio che si materializza dal nulla. Non ci facciamo domande, non vogliamo sapere a quale costo umano quel bene sia stato consegnato. Anzi, la sua rapidità e il suo costo contenuto ci sembrano un segno di progresso!

La Comodità Che Bypassa la Coscienza
È una vergogna che non possiamo più tollerare. Le denunce sulle condizioni dei rider, che spesso lavorano in un regime di vero e proprio caporalato digitale, non sono novità. Sono anni che associazioni e sindacati gridano all'allarme, parlando di paghe da fame, zero tutele, e un ricatto costante legato all'algoritmo.

Ma a noi, la massa comodista, che importa? La nostra esigenza di ricevere tutto e subito, la nostra comodità, bypassa e annulla qualsiasi potenziale scandalo. Ci comportiamo come se lo sfruttamento che porta quel pacco alla nostra porta fosse un problema di qualcun altro, una questione "non nostra".

La finta indignazione
Ma basta un singolo, roboante articolo, magari arricchito da immagini forti, e l'incantesimo si rompe. Improvvisamente, la nostra coscienza si risveglia. Tutti pronti a condividere lo sdegno sui social, a commentare con rabbia, a gridare lo scandalo a pieni polmoni.

Questa non è etica. Questo è narcisismo da divano.

Siamo pronti a indignarci solo quando l'indignazione non ci costa nulla. Finché non minaccia la nostra comodità, finché non ci chiede di rinunciare al click facile, finché non ci obbliga a cercare alternative più etiche.

BASTA. È ora di smetterla di essere ipocriti a intermittenza. Se il caporalato vi indigna, deve indignarvi sempre. E soprattutto, deve spingervi ad agire. La coscienza non può essere messa in pausa in attesa della prossima consegna.

Svegliamoci, o saremo complici di uno sfruttamento accettato!




Commenti

Post più popolari