Tesserino rider

 








Il Tesserino dei Rider a Terni: Un Errore Che Colpisce i Lavoratori e Scagiona le Piattaforme

Il Comune di Terni ha fatto notizia, definendosi il primo in Italia a introdurre l'obbligo di un tesserino identificativo per i rider, modificando il regolamento di Polizia Urbana. L'intento dichiarato è nobile: contrastare il lavoro irregolare, il caporalato degli account e tutelare i consumatori e gli stessi lavoratori.

Ma guardando i dettagli dell'ordinanza, emerge una realtà molto meno edificante. Questa misura, lungi dall'essere un passo avanti nella tutela, rappresenta un'inaccettabile tassa occulta a carico dei lavoratori e, cosa più grave, un favore indiretto alle grandi piattaforme di delivery.

Chi Paga il Prezzo della "Regolamentazione"?

Il punto più scandaloso è che il tesserino identificativo, che richiede l'autocertificazione di una serie di adempimenti (come la notifica sanitaria per il trasporto alimentare), non è a carico delle ricche multinazionali del delivery, ma degli stessi rider.

Si parla di una somma di circa 20 euro per il rilascio, oltre alla burocrazia e al tempo che il lavoratore dovrà impiegare per ottenere il documento. Venticinque euro, a fronte di salari spesso irrisori e pagati a cottimo, sono un peso non indifferente.

In pratica, in un settore dove la vera battaglia dovrebbe essere per un inquadramento dignitoso e l'assunzione da parte delle piattaforme, il Comune di Terni ha deciso di colpire i più deboli: il lavoratore precario, il ciclofattorino che ogni giorno rischia sulla strada per portare a casa pochi euro. Non è una "regolamentazione", è l'introduzione di una nuova gabella sul lavoro più fragile.


Il Regalo alle Piattaforme: La De-responsabilizzazione

L'aspetto più insidioso di questa misura è il pericoloso precedente che stabilisce nei confronti delle piattaforme digitali (come Deliveroo, Just Eat, Glovo, etc.).

Quando si impone al Comune e al rider l'onere di creare, rilasciare e pagare un tesserino identificativo, si sta di fatto sollevando la piattaforma dalla sua primaria responsabilità: vigilare su chi consegna per conto suo.

Il problema del "caporalato degli account" o delle consegne non autorizzate è un problema che dovrebbe essere risolto all'interno del sistema delle aziende che usano gli algoritmi. Se una persona non autorizzata sta usando l'account di un altro, è perché la piattaforma non ha messo in atto controlli efficaci (o non ne ha voluto mettere) sul proprio personale.

Con il tesserino comunale, il messaggio che passa è:

  • Comune: "Pensiamo noi a identificare i lavoratori per le Piattaforme."

  • Piattaforme: "Perfetto, non dobbiamo investire in sistemi di verifica o in contratti di lavoro più stabili. Il Comune ci ha scagionato e ha messo un balzello sui lavoratori."

Invece di obbligare le multinazionali del delivery a internalizzare i costi della verifica, della sicurezza e della regolarizzazione, si preferisce una soluzione di facciata che scarica l'ennesimo fardello sul lavoratore.


La Tutele Si Chiamano Contratti, Non Tesserini

Il sindaco di Terni e l'amministrazione comunale forse credono in buona fede di agire per il bene. Ma le vere tutele per i rider non passano attraverso un pezzo di plastica in più, per di più a pagamento. Passano attraverso:

  1. L'obbligo di assunzione per chi lavora con continuità, superando il mito del lavoro "autonomo" imposto dall'algoritmo.

  2. L'applicazione di contratti nazionali che garantiscano salari dignitosi, ferie e malattie.

  3. L'investimento in sicurezza sul lavoro da parte delle piattaforme.

La mossa del Comune di Terni rischia di diventare un modello negativo: un modo per dire di aver regolamentato il settore senza toccare i veri centri di potere e finanziari.

Il tesserino va ritirato. La battaglia per la dignità dei rider deve essere combattuta contro la precarietà e l'algoritmo, non sulla pelle e sui portafogli dei lavoratori.


Basta! L'Ennesimo Affronto ai Rider: Il Tesserino È Una Tassa Inaccettabile!

La misura imposta dal Comune di Terni è vista dai rider per quello che è realmente: un'ulteriore, insopportabile spesa che grava esclusivamente sulle nostre spalle!

Siamo già costretti a farci carico di tutto:

  • Il mezzo di trasporto (bici o scooter) e la sua manutenzione.

  • Il mezzo digitale (il nostro smartphone e i dati) essenziale per comunicare con le applicazioni e lavorare.

  • Le tasse insostenibili di una Partita IVA spesso fittizia e imposta.

E adesso, cosa mancava? Ci mancava la beffa del tesserino identificativo, che non solo dobbiamo pagare, ma che ci carica di ulteriore burocrazia!

Siamo lavoratori, non bancomat! Non accetteremo che il costo della "regolamentazione" ricada ancora una volta su di noi, mentre le ricche piattaforme vengono esentate da ogni responsabilità. Questa non è tutela, è una nuova ingiustizia! Chiediamo che questa assurda tassa venga immediatamente ritirata e che i costi di identificazione e sicurezza vengano finalmente sostenuti da chi ne trae profitto: le piattaforme di delivery!












Commenti

  1. Contestare un costo che è solo di registrazione e non va nemmeno al comune che paga i tesserini e forse anche i corsi aggiuntivi .Questo costo combatte il caporalato i doppi account e il trasporto con mezzi illeciti e non a norma oltre a garantire gli utenti finali che sono sempre più restivi a ordinare per le condizioni igieniche e per le persona sconosciute che arrivano alle loro case .I sindacati parlassero di problemi seri e non di quelli che a differenza del loro operato sono risolutivi

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  2. Inaccettabile Elusione di Responsabilità nel Delivery!
    ​La recente scelta del Comune non è semplicemente illecita: essa è una vera e propria scandalosa manovra per esonerare completamente le piattaforme di delivery dalle loro responsabilità legali!
    ​Ricordiamo a tutti: come imposto dal D. Lgs. 81/08 (il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro), spetta alle piattaforme, e solo a loro, garantire e monitorare attivamente non solo la salute e la sicurezza dei rider, ma anche sradicare i fenomeni di caporalato che prosperano in questo settore.
    ​Eppure, a che punto siamo? A tutt'oggi, non vediamo alcuna azione concreta! Le aziende non hanno ancora eliminato le seguenti gravissime lacune:
    ​L'autocertificazione fittizia dei mezzi di trasporto, che rende impossibile un controllo effettivo.
    ​L'assunzione selvaggia di rider privi dei requisiti minimi.
    ​Di fronte a questa inerzia, esigiamo risposte chiare! In che modo le piattaforme intendono contrastare seriamente i pericoli per la salute, la sicurezza e il caporalato, o stanno ancora una volta scaricando le loro responsabilità su altri, eludendo i loro doveri di legge?
    ​Basta delegare: le aziende devono intervenire subito!

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  3. Non possiamo metterci decenni per aspettare che arrivino i controlli del diretto responsabile ( piattaforme del delivery ). Stiamo lavorando ora e vediamo "rubarci" il lavoro tutti i giorni. Il comune, dopo anni di richieste da parte dei rider ha, finalmente, adottato un provvedimento nei confronti di rider per tutelare i lavoratori in regola e contrastare quelli abusivi. Poi...possiamo anche andare a vedere nel dettaglio a chi andrebbe attribuito il costo irrisorio del tesserino e, magari, apportare delle modifiche ma, attaccarsi adesso a questi 20€ euro, vorrebbe dire annullare il lavoro e l'impegno di tante persone e continuare a coprire il lavoro nero, gli account contraffatti, prestati, intestati alle persone che non sono nemmeno presenti in Italia, l'utilizzo dei programmi illegali che ti fanno cambiare la posizione per prendere più ordini. Molto probabilmente chi parla dell'ordinanza sbagliata è proprio il sostenitore del lavoro irregolare, perché io da rider, sono felice di pagare questi 20€ per risolvere il problema.Poi è ovvio che i controlli dovrebbero essere effettuati dalle piattaforme stesse ma noi abbiamo bisogno di soluzioni effettive ora e non di chiacchiere inutili. A spingere aria dalla destra a sinistra sono bravi tutti, trovare una vera soluzione nessuno. Quindi smettetela! O trovate la soluzione immediata o tacete!!!

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  4. Continui ad avere toni fascisti, imponendo di tacere, e continui a indicare i rider extracomunitari come il problema. Continui a denigrare il sindacato, di qualsiasi sigla, per poi eleggerTi portavoce di tutti i rider, sempre in stile fascista. Vedi, questo è uno spazio libero dove tutti possono interagire, ma la tua linea fascista l'hai già data. Ti chiederei di lasciare spazio ad altri.
    Non vorrei adottare la tua linea FASCISTA cancellando futuri post

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  5. A prescindere dai contenuti, questo blog è tristissimo

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