73 ordini riassegnati poiche equiparabili a sfruttamento MA PER DELIVEROO NON C'E' NESSUN PROBLEMA

 






Quando il profitto dice “non c’è nessun problema”, il lavoro sta già pagando il prezzo

“Non c’è nessun problema: il rider è libero.”
Così parlano le piattaforme. Così parla Deliveroo ogni volta che viene messo in discussione il suo modello di business.

Ma questa frase non è neutra.
È ideologica.
Serve a coprire un rapporto di forza squilibrato in cui il rischio, la fatica e la precarietà vengono scaricati interamente su chi lavora.

La falsa libertà del capitalismo delle piattaforme

Il rider sarebbe “libero”.
Libero di collegarsi, libero di rifiutare, libero di andarsene.

Peccato che questa libertà esista solo per il capitale, non per il lavoro.

Perché quando ti colleghi, l’algoritmo ti assegna ordini che:

  • non coprono i costi reali di benzina, manutenzione, tempo;

  • ti spingono ad accelerare, violando di fatto ogni principio di salute e sicurezza;

  • ti puniscono se rifiuti, attraverso ranking, penalizzazioni e meno lavoro.

Questa non è libertà: è ricatto occupazionale digitalizzato.

L’algoritmo come nuovo caporale

Non serve più il capo reparto o il caporale in carne e ossa.
Oggi comanda un algoritmo.

Un algoritmo che:

  • decide chi lavora e chi no;

  • decide quanto vale il tuo tempo;

  • non risponde a nessuno, non negozia, non si assume responsabilità.

E mentre l’azienda incassa, il lavoratore corre.
Corre sotto la pioggia, nel traffico, di notte.
Corre perché fermarsi significa non mangiare.

Per l’app non c’è problema, perché il problema è il lavoro

Per Deliveroo non esiste il problema, perché nel loro modello:

  • se un rider si stanca, ce n’è un altro;

  • se uno si fa male, non è un costo aziendale;

  • se uno lavora in perdita, è “una scelta individuale”.

Questo è il punto: il sistema funziona proprio perché qualcuno paga il prezzo.
E quel qualcuno è sempre il lavoratore.

Non è flessibilità, è sfruttamento

Chiamarla flessibilità serve solo a renderla digeribile.
Ma quando il rischio è privatizzato e il profitto è collettivizzato verso l’alto, il nome giusto è uno solo: sfruttamento.

Non esiste libertà senza potere contrattuale.
Non esiste autonomia senza tutele.
Non esiste dignità del lavoro quando la salute è una variabile sacrificabile.

Organizzarsi è l’unica risposta

Se l’algoritmo divide, l’organizzazione unisce.
Se la piattaforma isola, il conflitto ricompone.

La risposta non è individuale.
È collettiva, sindacale, politica.

Perché finché “non c’è nessun problema” per il profitto,
il problema continuerà a ricadere su chi lavora.

E questa non è una fatalità tecnologica.
È una scelta di classe.



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