L’INVISIBILITÀ DEL SANGUE: Il Delivery della Violenza
Sembra ormai diventata la "nuova normalità": scorrere le notizie e leggere di rider malmenati dai clienti, umiliati o rapinati da baby gang nel silenzio generale. Cronache di una guerra quotidiana combattuta sull'asfalto, che non solleva alcuna polemica mediatica né intervento istituzionale.
L'Ipocrisia del Controllo
Assistiamo a un paradosso grottesco. Abbiamo un Governo estremamente premuroso quando si tratta di "sicurezza" intesa come repressione: pronti a limitare il diritto di sciopero e a criminalizzare ogni forma di protesta civile. Eppure, questo stesso slancio securitario svanisce improvvisamente davanti alla violenza che i lavoratori del delivery subiscono ogni notte nelle strade.
Per lo Stato e per le multinazionali, la nostra incolumità non è un tema di ordine pubblico.
Il Muro di Gomma delle Piattaforme
Le applicazioni non sono da meno. Quando solleviamo la questione sicurezza, riceviamo solo silenzi o risposte preimpostate. Abbiamo chiesto interventi concreti e urgenti:
Black-list delle zone a rischio: Escludere le aree note per episodi di violenza in determinati orari.
Consegna al piano stradale: Evitare che il rider sia costretto a salire ai piani, diventando vulnerabile in androni e pianerottoli isolati, specialmente di notte.
Abolizione del contante: Implementare sistemi di pagamento digitali obbligatori per evitare che il rider giri con denaro in tasca, diventando un bersaglio mobile per le rapine.
Oltre al danno, la beffa: in molti casi, se il rider viene rapinato dell'incasso, le piattaforme pretendono che il denaro venga restituito di tasca propria.
Nessuno vede, tranne noi
Mentre il governo guarda altrove e le aziende contano i profitti, il peso della violenza ricade esclusivamente sulle spalle di chi pedala. Non è più accettabile che la "flessibilità" diventi sinonimo di "sacrificabilità




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