Che confusione! Tra "salti nel vuoto" e zone grigie: la realtà dei rider oggi
Che confusione
"Sarà perché ti amo"? No, nel nostro caso è: sarà perché regna il caos.
Assistiamo sempre più spesso a uno spettacolo deprimente: sedicenti referenti dei rider che saltellano da un’idea all’altra con la stessa velocità con cui cambiano le tariffe delle app. Intendiamoci, cambiare opinione è legittimo, persino saggio, ma a una condizione imprescindibile: che il nuovo pensiero non entri in rotta di collisione con la realtà dei fatti e che non serva esclusivamente a nutrire l'interesse personale di chi "saltella".
Purtroppo, nel settore del delivery, stiamo vedendo il peggio di questo trasformismo. Questo atteggiamento non è solo incoerente, è dannoso perché:
Alimenta la "zona grigia": L’incertezza normativa delle piattaforme viene nutrita da chi, invece di fare chiarezza, crea confusione.
Divide la flotta: Una base frammentata è una base debole. Mentre i REFERENTI NON SI CONOSCE DA CHI SCELTI cambiano bandiera per convenienza, i rider restano soli a lottare contro algoritmi sempre più opachi.
Privilegia l'opportunismo: Se il cambiamento non porta benessere collettivo ma solo vantaggi al singolo, non è politica, è egoismo.
Noi abbiamo le idee chiare: crediamo fermamente nella lotta sindacale, quella vera, fatta di coerenza e obiettivi comuni. Non crediamo, invece, negli acrobati opportunisti che usano la nostra categoria come un trampolino per i propri interessi.
La nostra dignità non è una variabile e non è in vendita. È ora di smetterla di saltellare e iniziare a camminare insieme verso diritti reali.


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