FOODINHO, GLI SFRUTTATORI DI SEMPRE
Pierre Miquel Oscar, amministratore unico di Foodinho, è indagato per caporalato.
Ma non è una novità. Non è uno scandalo isolato.
È il volto di un sistema strutturato di sfruttamento.
I rider. Giovani. Migranti. Precari.
Pagati fino al 76,95% sotto la soglia di povertà.
Fino all’81,62% sotto i contratti collettivi.
Numeri freddi. Vite calpestate. Fatica non pagata.
A Torino lo diciamo da anni.
Ogni volta Glovo finisce in tribunale.
Ogni volta titoli e scalpore.
Ma chi lavora resta sfruttato.
Chi dovrebbe proteggere resta zitto.
Ogni città sembra avere regole diverse.
Ma la realtà è una sola: Glovo sfrutta. Sempre. Ovunque.
Non incidenti. Non eccezioni. Un modello. Un sistema.
La magistratura italiana? Apparentemente cieca.
I politici? Apparentemente sordi.
E intanto il lavoro diventa fame, fatica, disperazione.
Noi diciamo basta.
Non possiamo accettare che la vita di chi lavora sia merce da spremere.
Non possiamo tollerare l’impunità.
Pierre Miquel Oscar e Foodinho non sono errori.
Sono parte di un meccanismo.
Un meccanismo che uccide la dignità,
che riduce il lavoro a schiavitù,
che specula sul bisogno e sulla paura.
Non staremo in silenzio.
Non dimenticheremo.
Non ci fermeremo.
Glovo sfrutta. Noi denunciamo.
Il sistema è chiaro. La responsabilità è chiara.
Chi lavora merita rispetto, paga giusta, dignità.
E lo grideremo finché sarà necessario.


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