Il campo di pomodori sul pianerottolo di casa tua



 

Il caporalato digitale nel cuore delle nostre città

Abbiamo scritto 170 capitoli di una storia di sfruttamento firmata dalle multinazionali del delivery. Ma oggi dobbiamo scoperchiare il vaso di Pandora di ciò che avviene nell'ombra, dove il predatore non è un codice informatico, ma il vicino di casa.

L'ascesa dei "Capi-Casa" Mentre le app fatturano, nelle piazze virtuali nasce una nuova classe di parassiti: i rider-imprenditori. Sfruttano la disperazione dei propri compagni per diversificare il "business". Non sono colleghi, sono aguzzini che si sono adattati alle briciole del sistema:

  • Affitto degli account: Una percentuale sulla fatica altrui.

  • Usura di strada: Prestiti a strozzo per chi non arriva a fine mese.

  • Il mercato del falso: Documenti e biciclette truccate per correre più forte, verso il baratro.

Il miraggio del posto letto Si spacciano per messia della solidarietà mentre postano annunci per posti letto a 250 euro. Un business dell'accoglienza che include, cinicamente, il "ricovero del mezzo". Il risultato? Case trasformate in dormitori-polveriera. I titoli di giornale sui roghi negli appartamenti non sono incidenti: sono la conseguenza diretta di impianti elettrici fusi sotto il peso di decine di batterie in carica. È la fisica dello sfruttamento che esplode.

Il ghetto è sul pianerottolo Basta guardare altrove. Non servono i campi di pomodori del sud per vedere il caporalato. Il "campo" è il pianerottolo accanto al tuo. È la porta blindata dietro cui si consuma un'economia di sussistenza che divora i corpi e la dignità.

La nostra rabbia non si ferma alle piattaforme. Denunciamo il sistema, ma combattiamo anche chi, tra le nostre fila, ha deciso di farsi padrone sulla pelle del più sfortunato 





 

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