L’Economia del "Poi Vediamo": Il Paradosso tra Opinionisti d'Oro e Rider Invisibili
C’è un’ironia amara nel panorama mediatico attuale. Ogni giorno, fiumi di inchiostro e ore di trasmissione vengono dedicati all'analisi del lavoro, dei diritti e della precarietà. Giornalisti, pensatori e opinionisti — professionisti giustamente retribuiti per osservare il mondo — riempiono pagine e talk show discutendo di tariffe basse e crisi economica.
Ma mentre il dibattito intellettuale ferve, fuori dalle redazioni e dai salotti televisivi, si consuma una realtà ben diversa.
Il "Cuginetto" con lo Zainetto Verde
Mentre noi discutiamo, i "cuginetti" con lo zainetto verde sfrecciano nelle nostre città. Li chiamiamo rider, ma la gestione del loro lavoro somiglia sempre meno a un contratto professionale e sempre più a un favore tra amici fatto a senso unico.
La distorsione è totale:
- L'incertezza come norma: Accettano consegne senza sapere nemmeno quale sarà il compenso reale.
- Il rapporto "amichevole" (e tossico): Il sistema è impostato come se fosse un: "Intanto vai, porta il cibo, poi vediamo quanto (e se) verrai pagato".
- L'algoritmo del silenzio: Non c'è una trattativa, non c'è una tariffa chiara esposta prima del sudore. C'è solo una speranza basata su calcoli opachi.
Basta Analisi, Serve Dignità
È paradossale che proprio il lavoro di chi consegna i pasti a chi scrive di diritti sia quello meno tutelato e più simile a un "lavoretto" informale. Non possiamo accettare che la tecnologia, anziché evolvere i diritti, ci riporti a una sorta di cottimo medievale travestito da sharing economy.
Se il lavoro degli intellettuali serve a dare voce a chi non ne ha, allora è tempo di smettere di parlare dei rider e iniziare a pretendere trasparenza per i rider. Non è un rapporto amichevole, è lavoro. E il lavoro si paga con tariffe chiare, certe e dignitose. Prima della consegna, non "dopo vediamo".



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