L’IPOCRISIA DELLE POLTRONE, LA RABBIA DELLE PIAZZE
L’IPOCRISIA DELLE POLTRONE, LA RABBIA DELLE PIAZZE
Contro il capitale che mangia la strada: cronaca di un 1° Maggio di lotta
Dalle poltrone dei palazzi alle passerelle delle piazze, assistiamo all'ormai stucchevole spettacolo della propaganda politica sul settore del delivery. Intellettuali da salotto e "ascensoristi" sociali tentano di cavalcare le lotte dei rider solo per dare una spinta alle proprie carriere, parlando di un mondo che non conoscono e che non vivono.
Ma la realtà non si lascia addomesticare.
Ieri, 1° Maggio, Festa dei Lavoratori, chi il delivery lo vive sulla propria pelle ha deciso di rompere il silenzio. Molti compagni e lavoratori ci hanno messo la faccia per denunciare il mondo sommerso delle piattaforme: un sistema basato sullo sfruttamento selvaggio e sul ricatto quotidiano.
Non chiediamo elemosina, ma pretendiamo la vittoria:
Fine del cottimo e della precarietà strutturale.
Riconoscimento immediato di tutele e sicurezza.
Dignità e diritti per chi produce ricchezza sotto il controllo degli algoritmi.
LA LOTTA NON SI FERMA. CONTRO LO SFRUTTAMENTO, PER LA DIGNITÀ DI CHI LAVORA.






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