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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

Decreto Rider: cosa cambia davvero e perché non convince i lavoratori

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  Decreto Rider: Tanto fumo, niente diritti. Un guscio vuoto che beffa i lavoratori Dopo anni di promesse, tavoli tecnici e annunci in pompa magna, la montagna ha partorito il classico topolino. Analizzando il testo definitivo, la conclusione è una sola: il decreto rider si rivela un involucro privo di contenuti, destinato a non produrre alcun effetto concreto. Una vittoria solo sulla carta Dietro i titoli trionfali dei comunicati ministeriali si nasconde una realtà fatta di commi ambigui e scappatoie legali. Quello che doveva essere il "giro di vite" contro lo sfruttamento della Gig Economy si è trasformato in un esercizio di stile legislativo che lascia tutto immutato. Perché questo decreto è un fallimento? L'ambiguità del subordinato: Nonostante le chiacchiere, il confine tra lavoro autonomo e subordinato resta nebbioso. Le piattaforme avranno ancora gioco facile nel mascherare rapporti di dipendenza sotto la maschera della "flessibilità". Algoritmi ancora o...

Lettera aperta a Deliveroo: le critiche dei rider ai manager

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  Lettera aperta: Caro Manager di Deliveroo, la tua arroganza non nasconde la realtà ​ Caro Manager (che ami farti chiamare "Avvocato"), ​Mi spiace notare come, per l'ennesima volta, tu ti sia risentito per le rivendicazioni dei rider. È quasi affascinante osservare la tua abilità nell’arrampicarti sugli specchi per trovare coraggio, per poi trasformarti prontamente in un "cucciolo di barboncino" quando ti metti a disposizione di quella magistratura che ha definito il modello della tua azienda come caporalato . ​Io non mi fregio del titolo di avvocato, ma conosco la realtà della strada. Se affermi che l’azienda rispetta appieno il D.Lgs. 81/08 , mi vedo costretto a portarti nel mondo reale con alcune contestazioni puntuali: ​1. La farsa della Sicurezza e dei DPI ​Dov’è il rispetto della norma quando la consegna dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) , come caschi per bici e moto, è praticamente inesistente? La sicurezza non si fa a parole, si fa fo...

Rider e politica: perché i lavoratori del delivery si sentono ancora soli

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  L’ENNESIMA CAMPAGNA SULLE NOSTRE SPALLE: DA GIGINO A GIORGIA, IL RIDER RESTA SOLO Siamo alle solite. Si avvicina il 1° Maggio , la festa dei lavoratori, e puntuale come una consegna in orario di punta arriva l'annuncio del governo di turno. Questa volta tocca a Giorgia Meloni e al suo pacchetto di misure per il settore delivery. Ma noi che la strada la mangiamo ogni giorno, abbiamo la memoria lunga. La storia si ripete: il fantasma di Gigino Ricordate il "fantastico" Luigi Di Maio ? Sembrava dovesse scatenare la rivoluzione del secolo. Diceva che i rider sarebbero stati il simbolo del cambiamento, che avremmo avuto tutele da dipendenti e dignità garantita. Risultato? Lui ha trovato un "posticino garantito" e noi siamo rimasti esattamente dove eravamo: a pedalare sotto la pioggia per pochi euro, con algoritmi che decidono della nostra vita. Oggi, 10 anni dopo la comparsa del primo zaino termico e a pochi mesi dalle inchieste che hanno smascherato il caporalato...

Aprile morte di un rider a Torino: ricostruzione dei fatti e sicurezza nel delivery

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  Aprile: il mese fatale per il rider deceduto a Torino. ​Le strade di Torino si sono tinte di un silenzio assordante. Mentre le dinamiche esatte dell'incidente restano ancora al vaglio delle autorità, una domanda brucia più delle altre e risuona tra chiunque carichi uno zaino termico sulle spalle: le piattaforme verificano davvero l'idoneità fisica dei propri lavoratori? ​ La falla nel sistema: sicurezza o profitto? ​La realtà che emerge dai contratti di gig economy è agghiacciante. Sia Glovo che Deliveroo prevedono l'obbligo di visite mediche solo dopo il superamento delle 50 giornate lavorative . ​Questo significa che per quasi due mesi un lavoratore può operare nel traffico, sotto lo sforzo fisico costante e in ogni condizione meteo, senza che nessuno ne abbia accertato lo stato di salute. Il vuoto normativo e preventivo non è solo evidente: è pericoloso. ​ Restano i dubbi, manca la responsabilità ​Davanti a una vita spezzata, ci troviamo di fronte a un muro di ...

Il paradosso del rider: quando il tuo tempo vale meno di un caffè tra Stato e Deliveroo

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  Tutti guadagnano, tranne chi pedala. È questa l'equazione brutale che sta alla base del food delivery oggi. Una matematica che non torna mai per noi, ma che sembra far quadrare i conti di tutti gli altri attori in gioco. ​I numeri della vergogna ​Parliamo di fatti, non di opinioni. Prendete un turno qualunque: 120 minuti di disponibilità . Due ore della propria vita trascorse in strada, nel traffico, sotto la pioggia o il sole. Il valore di questo tempo per Deliveroo? 4,91 euro. ​Sì, avete letto bene. Poco più di due euro l'ora. Ma la beffa non finisce qui. ​Lo Stato: socio solo negli incassi ​In questo scenario entra in gioco il secondo "socio" silenzioso: lo Stato. ​ Pretende: Su quei miseri 4,91 euro, ne vuole 0,98 (tra tasse e contributi). ​ Offre: Il nulla , gli ammortizzatori sociali per noi sono un miraggio. ​Siamo considerati imprenditori di noi stessi quando c’è da pagare, ma fantasmi quando c'è da ricevere tutele. ​Un modello costruito sulla nostra ...

Il paradosso del “caporalato cool” a Torino: quando l’etica non si pesa a chili

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Torino, città di industria e di lotte, si trova oggi davanti a un bivio paradossale. Da un lato, la cronaca giudiziaria accende i fari sulle grandi aziende indagate per caporalato, svelando un sistema di sfruttamento che pensavamo confinato altrove e che invece pulsa nel cuore produttivo del Nord. Dall’altro, spuntano come funghi i cosiddetti "progetti sociali". Si presentano bene. Usano parole come sostenibilità, inclusione e, soprattutto, si autodefiniscono ETICI. Ma grattando la superficie della narrazione "green", cosa resta? Il peso della realtà (35 kg, per l'esattezza) La domanda che dobbiamo porci è semplice: cosa c'è di etico nel chiedere a un lavoratore di trasportare 35 kg di carico su una bicicletta muscolare? Mentre il marketing ci vende l'immagine romantica del rider che pedala verso un futuro migliore, la realtà muscolare parla di: Sforzo fisico estremo che logora le articolazioni. Sicurezza stradale compromessa da pesi impossibili da gesti...

L'influenza del capitale :se un rider Muore,il Manager ha brividi (di febbre)

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 L'Influenza del Capitale: Se un Rider Muore, il Manager ha i Brividi (di Febbre) C’è un silenzio assordante che arriva dai piani alti di Deliveroo, ed è un silenzio che puzza di tachipirina e cinismo. Mentre le strade si interrogano sulla morte dell'ennesimo rider — un lavoratore "autonomo" di fatto, ma schiavo di un algoritmo nel concreto — la dirigenza ha alzato il muro. Nessun comunicato, nessuna assunzione di responsabilità, nessuna parola di conforto che non sembri uscita da un generatore automatico di scuse corporate. La giustificazione ufficiale? Il manager ha l'influenza. La Gerarchia del Dolore Mettiamo le cose in prospettiva, perché pare che la biologia in questa azienda segua le quotazioni in borsa: Il Rider: Muore sull'asfalto tra la pioggia e i fari delle auto, con uno zaino termico sulle spalle che probabilmente è l’unica cosa rimasta intatta. Per lui non esiste malattia, non esiste mutua, non esiste stop. Se si ferma, l'algoritmo lo punisce...

Cavoretto: la morte del rider non è fatalità ma il risultato del cottimo

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  Non è fatalità, è sistema: A Cavoretto l’ennesimo omicidio del cottimo ​L’hanno trovato senza vita a Cavoretto . Un altro rider, un altro lavoratore invisibile rimasto sull'asfalto mentre inseguiva un algoritmo. Non chiamatelo "incidente sul lavoro". Non osate parlare di "fatalità" o di "disattenzione del singolo". ​Quando un uomo è costretto a correre contro il tempo, sfidando il traffico, il buio e la stanchezza per pochi euro a consegna, la parola corretta è una sola: omicidio . ​La trappola dell'algoritmo ​Non importa il nome del "padrone" scritto sull'app, perché la logica è identica per tutti. Un sistema che: ​ Non ha limiti di zona: costringe i rider a spostarsi per chilometri, fuori dai centri sicuri, in strade extraurbane buie e pericolose. ​ Non ha limiti di età: accetta chiunque sia abbastanza disperato da vendere il proprio tempo e la propria sicurezza. ​ Ricatta sulla sopravvivenza: se non accetti l’ordine, s...

26 anni dopo : tutto ciò che denunciavamo sul precariato si è avverato

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  CLICCA QUI Quando era piccolino papà diceva “siamo tutti comunisti”,   sono passati trent’anni e li ritrovo borghesi e conformisti.   Tra i borghesi nasce quella flessibilità che ci divide a metà,   e nella flessibilità nasce il rider, imprenditore senza dignità.   Partita IVA in tasca, ma manco i soldi per una casa,   negli anni ’60 papà gridava “il sistema si abbatte, non si abbraccia”.   Guardiamo l’ultimo trend, la magica globalizzazione,   ci ha resi bestie feroci, in via di estinzione. E ora che lo Stato sociale non c’è più,   il nemico del povero è il povero, e si replica all’infinito.   Il mercato è già pronto, corre più veloce del respiro,   io devo muovermi in fretta, mandare a fanculo il mondo finto.   Radio, tele, computer, telefoni: voci rassicuranti,   ma la mia faccia non è serena, non è compatibile coi loro standard. Ci vogliono sorridenti, allin...

Deliveroo, rischio d'impresa è illegalità :cosa succede davvero ai rider

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  Deliveroo: Il "Rischio d'Impresa" non può essere la Scusa per l'Illegalità ​Esiste un confine sottile, ma invalicabile, tra la libera iniziativa economica e lo sfruttamento. In Italia, quel confine è tracciato dal D.Lgs 81/08 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro). Eppure, per chi pedala o guida sotto la pioggia battente per consegnare un pasto caldo, quel confine sembra dissolversi nel grigio dell’asfalto bagnato. ​Quando cadi perché le condizioni meteo sono proibitive e la pressione della piattaforma ti spinge a correre, non stiamo parlando di "rischio d’impresa". Stiamo parlando di un sistema che scarica l'intero peso della sicurezza sulle spalle (e sulle ossa) del lavoratore. ​Il Paradosso del Rischio: Chi Paga davvero? ​Nel diritto commerciale, il rischio d’impresa spetta all’imprenditore. È lui che investe capitali e accetta la possibilità di perdite in cambio del profitto. Ma nel mondo del food delivery, il rischio è stato capov...

E' CAMBIATO IL LAVORO. È CAMBIATO COME LO ACCETTIAMO.

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La danza AI (CLICCA QUI)  E' CAMBIATO IL LAVORO. È CAMBIATO COME LO ACCETTIAMO. C’era un tempo in cui lo sfruttamento faceva ridere. Era grottesco, esagerato, evidente. Era Fantozzi. Un uomo schiacciato da un sistema assurdo, umiliato, piegato, costretto a dire sempre sì. E noi ridevamo. Perché era una caricatura. Perché sembrava troppo. Oggi non ridiamo più. E non perché le cose siano migliorate. OGGI LO SFRUTTAMENTO È NORMALE Oggi il lavoratore non è più chiuso in un ufficio grigio. È per strada. È sotto la pioggia. È connesso a un’app. Non ha un capo che urla. Ha un algoritmo che decide. Non ha orari fissi. Ha disponibilità totale. Non ha sicurezza. Ha “flessibilità”. IL RIDER NON FA RIDERE Otto ore sotto la pioggia. Freddo, traffico, rischio. E qualcuno pensa davvero che sia una scelta? Che basti “non accettare la consegna”? No. Questa è la nuova forma di subordinazione: invisibile, silenziosa, accettata. LA DIFFERENZA VERA Negli anni ‘70 si rideva di chi subiva. O...

IL COLORE DEL TUO COMFORT È IL SANGUE DEL MIO TEMPO

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    IL COLORE DEL TUO COMFORT È IL SANGUE DEL MIO TEMPO Non servono giri di parole. Le mezze frasi le lasciamo a chi deve vendere prodotti o campagne elettorali. Qui si parla di realtà, quella che scivola via tra le dita mentre aspetti un pacco, un pasto o un servizio che "ti spetta". La Tavolozza dello Sfruttamento Hai mai guardato davvero i colori della strada oggi? Il Grigio Asfalto: Quello che assorbe il sudore di chi corre per centesimi. Il Giallo e il Blu dei Loghi: Insegne luminose che brillano mentre i diritti si spengono. Il Rosso: Non quello della passione, ma quello della stanchezza che brucia gli occhi dopo dieci ore di turno. La Tua Indifferenza ha un Prezzo (che paghiamo noi) Dici che è "necessità". Dici che "il mondo gira così". Ma la verità è che la tua indifferenza è il lubrificante che permette a questo ingranaggio di schiacciarci senza fare troppo rumore. Ti nascondi dietro lo schermo, convinto che la tua condizione di "sfruttato so...

Quanto costa il tuo click

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  È facile cliccare, più difficile vedere.   Dietro ogni ordine c’è una storia che non arriva al cliente.   Non ti diciamo di smettere, ti diciamo di scegliere. Quanto costa il tuo click, dimmi quanto pesa,   se vale una vita stanca o una corsa accesa.   Non ti dico di smettere, ma di scegliere bene,   perché un servizio etico salva più di quello che conviene. Non è più un discorso di DPI,   qui la strada è un ring, mica un delivery.   Elmetti e giubbotti, non per fare scena,   ma perché ogni consegna può diventare un problema.   I giornali parlano, ma non vedono il fondo,   raccontano episodi, non il sistema che c’è attorno.   Chi corre troppo, chi inciampa sul marciapiede,   ma è la pressione che spinge, non la cattiveria che si vede.   E allora quanto costa il tuo click davvero,   se a pagarlo è sempre chi sta più indietro.   L’app...

“You delegate and chase after everything.”

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  Quando mi chiedi “come va?”, ti dico “tutto bene”   ma non va un cazzo bene, bro, you don’t know my pain   ho demoni dentro, li tengo a bada a fatica   I fight them every day, questa è la mia vita. Sette anni sulla strada, pioggia, vento, zero gloria,   tu pensi che io sia il tuo scrivano, la tua memoria.   Mi chiami, mi scrivi, mi butti addosso ogni problema,   come se avessi la bacchetta magica per sciogliere ogni tema.   Tu corri, accetti tutto, deleghi pure il respiro,   io fermo a guardare l’app che gira come un tiro.   Un ordine chiuso a quattro e settantacinque lordi,   e mentre tu ti sfoghi, io conto i miei giorni. You think I’m always there, like I’m on your payroll,   but I’m fighting my demons, trying to stay in control.   You drop your world on me, like I’m built to hold it all,   but I’m tired, man, I’m tired of catching every fall. Mi las...

The Heating game

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  Autonomo NISCIUNO Staie sempe ‘ncopp’ ‘o schermo cu ‘o faccione,   parole grosse, ma nisciuno te dà ragione.   Blocche ‘e commenti, frate’, che paura,   ‘a verità te scassa, e tu resti a figura. Te fai ‘e video cu ‘o tono da vuapp’,   ma quanno parl’ ‘e fatti, frate’, sembri ‘nu flop.   Dic’ “autonomo”, ma nun sai manco che vvuo’ dì,   parl’ ‘e libertà, ma nun riesc’ manco a capì. Staje vicino ‘o motorino, zaino ‘ncuollo,   ma ‘a vita vera nun è ‘nu video cu ‘o ritocco.   Scriv’, pubblich’, fai ‘o show pe’ raccattà du’ like,   ma ‘o lavoro vero, frate’, addò staie? Staie sempe ‘ncopp’ ‘o schermo cu ‘o faccione,   parole grosse, ma nisciuno te dà ragione.   Blocche ‘e commenti, frate’, che paura,   ‘a verità te scassa, e tu resti a figura. Mo’ fai ‘o duro, fai ‘o capo, fai ‘o soldato,   ma fino a ieri nisciuno t’aveva manco notato.   Parl’ ‘e ...

L’ALGORITMO DELLA VIOLENZA: Se il "lavoretto" diventa una bomba sociale

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L’ALGORITMO DELLA VIOLENZA: Se il "lavoretto" diventa una bomba sociale Napoli, Siena, Roma, Torino. La cronaca degli ultimi giorni sembra un bollettino di guerra, una scia di sangue e follia che vede protagonisti i rider delle piattaforme di delivery. Napoli: Un rider ignora l'alt, scappa a un posto di blocco e travolge un pedone. Siena: Una bici elettrica truccata (non omologata) imbocca la contromano e investe due persone. Roma: Una lite tra colleghi degenera in pestaggio perché un ritardo mette a rischio il ranking. Torino: Un’aggressione brutale ai danni di una lavoratrice di un ristorante. Nessuna giustificazione. Nessuno sconto. Chi sbaglia paga, e chi usa violenza o mette a rischio la vita altrui va perseguito con rigore. Ma fermarsi alla condanna del singolo individuo significa chiudere gli occhi davanti a un’evidenza drammatica: siamo di fronte a un allarme sociale innescato da un sistema di sfruttamento legalizzato. Non è follia, è pressione insostenibile ...

L'Arena Invisibile: Se il Delivery Diventa un "Fight Club"

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  ​Mentre la città ordina un poke comodamente dal divano, sotto i portici e davanti alle vetrine dei fast food sta andando in scena uno spettacolo deprimente. Non è un film d'azione, è la realtà quotidiana di chi pedala: il ring del delivery. ​Il problema è esploso, ma sembra che siamo gli unici a vederlo. O forse siamo gli unici a cui non conviene girare la testa dall'altra parte? ​1. Rider contro Rider: La Guerra tra Poveri ​Iniziamo dalla ferita più profonda. Vediamo colleghi che si scontrano per un parcheggio "strategico" o per chi riesce ad accaparrarsi l'ordine migliore. Algoritmi spietati ci mettono l'uno contro l'altro, trasformando la solidarietà in competizione feroce. Quando un rider colpisce un altro rider, non vince nessuno: vince solo il sistema che ci vuole atomizzati e rabbiosi. ​2. Il Muro contro i Ristoratori ​Poi c'è il fronte dei locali. Ristoratori che ci trattano come pacchi ingombranti, facendoci aspettare al gelo "perché i ...

Chi arma la mano del caporale?

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  Immaginate la scena: fuori piove, o forse c’è quel caldo torrido che incolla l’asfalto alle ruote della bici. Vi arriva una notifica. Un ordine da consegnare. Ma c’è un "piccolo" dettaglio nel regolamento di alcune piattaforme o nelle pretese assurde di certi clienti: il rider deve anticipare i soldi. Oggi parliamo di un caso limite che descrive perfettamente il corto circuito del delivery moderno. Un cliente ordina cena per 44 euro. Il rider, che per quella consegna percepirà la bellezza di 6 euro lordi (che, tolte le tasse, diventano 4,80 euro netti), deve tirare fuori i contanti di tasca propria, sperando che all'arrivo il cliente sia onesto e non trovi scuse. I numeri della follia Facciamo due conti veloci, perché la matematica non è un'opinione, ma qui sembra un insulto: | Anticipo richiesto al rider | € 44,00 | | Compenso Lordo | € 6,00 | | Compenso Netto (Ritenuta d'acconto) | € 4,80 | | Costi mezzo (Benzina, usura, assicurazione) | - € ??? | | Rischio d...

Da 100 passi a 100 falcate

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 Da cento passi a cento falcate,   cambia il mondo ma le montagne restano identiche, spalate.   I cento passi denunciavano la merda della mafia,   un sistema d’ombra, violento, che ti spegneva la rabbia.   Le cento falcate denunciano un’altra montagna,   quella delle app del delivery, lucida e patinata,   inquadrate come caporali col sorriso in sovrimpressione,   che ti sfruttano col click e ti chiamano “collaborazione”.   Due sistemi diversi, ma lo stesso odore,   uno ti spezzava le ossa, l’altro ti compra il sudore.   Il primo col silenzio, con gli occhi bassi,   il secondo sotto i riflettori, spot colorati e contratti falsi.   La mafia ti minacciava dietro un portone,   le app ti spremono in diretta, in HD, in ogni stagione.   Vendita di dati, strozzinaggio ai ristoratori,   sfruttamento dei rider, algoritmi predatori.   ...