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Visualizzazione dei post da maggio, 2026
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  CONSEGNE GRATUITE, RETRIBUZIONI DA FAME: LA MATEMATICA SPORCA DELLE PIATTAFORME C’è qualcosa che non torna. E non è un errore di calcolo dell'algoritmo, ma una precisa scelta di business. Nelle ultime settimane, la Procura di Milano ha acceso i riflettori su Deliveroo , mettendola sotto controllo giudiziario con un'ipotesi di reato pesante come un macigno: caporalato aggravato .Migliaia di rider in Italia sono stati costretti a lavorare in condizioni di totale sfruttamento, con paghe reali che, per la stragrande maggioranza dei lavoratori, si collocano ben al di sotto della soglia di povertà nazionale. Mentre i lavoratori combattono ogni giorno in strada per racimolare pochi euro a consegna, senza tutele, ferie o malattia, i piani alti della società stringono accordi milionari con i giganti del web. Da tempo, infatti, Deliveroo spinge forte sul suo abbonamento Plus , regalandolo di fatto a chiunque sia iscritto ad Amazon Prime e promettendo "consegne gratuite e illimit...

GLOVO Tariffe da fame e fumo negli occhi: la verità sul nuovo "accordo" dei Rider

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  COMUNICAIONE INVIATA DA GLOVO AI LAVORATORI: Con la presente comunicazione, desideriamo informarti di importanti novità riguardanti le modalità di definizione dei compensi applicabili alle proposte di consegna, nell’ambito del tuo rapporto contrattuale. Ti preghiamo di leggere attentamente la presente comunicazione, che ti sarà inviata a mezzo e-mail all’indirizzo collegato al tuo account e che sarà disponibile anche in “Inbox”. La presente comunicazione contiene inoltre informazioni sulle modalità con cui la piattaforma utilizza sistemi automatizzati o algoritmici per il calcolo del compenso minimo orario, per la determinazione di eventuali integrazioni dovute per il raggiungimento del compenso minimo orario e per la registrazione dei dati relativi all’attività svolta tramite la piattaforma. 1. Aumento del compenso minimo per proposta di consegna Il corrispettivo minimo per ogni proposta di consegna accettata ed eseguita è stato portato a un valore minimo di € 3,00 lordi. Questo...

La sicurezza dei rider non è uno spot stagionale

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  La sicurezza dei rider non è uno spot stagionale Sottotitolo: Tra "pensatori col ventaglio" e amnesie collettive, la salute di chi consegna non può dipendere dal calendario. Il caso Torino e le zone grigie che diventano nere. Con l’arrivo dei primi caldi, ecco che tornano a svegliarsi i "pensatori col ventaglio in mano". Intellettuali, tavoli tecnici, commentatori dell'ultima ora che, improvvisamente, scoprono che i rider lavorano sotto il sole cocente e iniziano a porsi qualche domanda sulla sicurezza. Ben venga che si facciano domande, per carità. Ma il problema vero è un altro: la sicurezza dei rider non è uno spot stagionale. Sembra che in questo settore la memoria duri lo spazio di un cambio di stagione. L'amnesia dell'inverno e le tutele "a gettone" Ci siamo già dimenticati del ghiaccio sull'asfalto? Della pioggia battente, del vento che sposta le traiettorie e delle temperature sotto zero? È in quei mesi che abbiamo visto cadere pi...

Caldo estremo a Torino: i rider ancora esposti senza tutele reali

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  Torino scotta già: le multinazionali del delivery risponderanno col solito "fuffa-welfare"? ​Maggio non è ancora finito e a Torino abbiamo già assaggiato i primi veri giorni di caldo torrido. Chi pedala o guida per le strade della nostra città lo sa bene: l'asfalto ribolle, l'aria diventa irrespirabile e lo sforzo fisico sotto il sole si trasforma in un rischio concreto per la salute. ​La domanda che sorge spontanea, guardando avanti, è sempre la stessa: le istituzioni aspetteranno agosto per accorgersi dell'emergenza e intervenire su salute e sicurezza? ​Sappiamo già come funziona. Ogni anno è la stessa storia. La prevenzione non pervenuta, i tavoli tecnici si aprono quando ormai i termometri hanno già fatto i danni, e la risposta delle grandi piattaforme di delivery è un copione talmente visto da risultare quasi offensivo. ​Se guardiamo alle stagioni passate, sappiamo già cosa aspettarci dai giganti delle consegne: ​ Deliveroo e il mistero delle borracce...

GLOVO L’INGANNO DEI 14 EURO: SE LA STAMPA DIVENTA COMPLICE DELLO SFRUTTAMENTO

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  GLOVO L’INGANNO DEI 14 EURO: SE LA STAMPA DIVENTA COMPLICE DELLO SFRUTTAMENTO Sfruttati dalle applicazioni. Sfruttati dalla politica. E oggi, ancora una volta, sfruttati dai mezzi di stampa per riempire le pagine dei giornali. Siamo di nuovo qui a denunciare. Questa volta, però, sotto accusa ci finiscono gli organi di informazione. Giornalisti che, pur di fare titoli a effetto, continuano a sbandierare slogan come "Giustizia per i rider" o "Glovo aumenta la retribuzione a 14 euro l’ora" . NIENTE DI PIÙ FALSO. E vi spieghiamo esattamente perché questa è pura disinformazione. 1. Non c'è nulla di ufficiale La cifra di 14 euro non è un traguardo raggiunto, né un accordo firmato. È semplicemente la proposta che Glovo ha presentato al magistrato per evitare guai peggiori. Venderla come una realtà già di fatto è un insulto alla verità e alle nostre lotte. 2. L'inganno del "tempo di consegna" I giornali si guardano bene dallo spiegare il trucco. Non s...

UBER SCAPPA DALL'ITALIA E PUNTA A DELIVERY HERO: IL GRANDE BLUFF DEI CONTI IN PERDITA

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 La notizia è rimbalzata tra le cancellerie finanziarie globali con il solito cinismo algoritmico: Uber sta trattando l'acquisizione totale del colosso europeo Delivery Hero con un'offerta miliardaria sul piatto. Una mossa aggressiva per dominare il mercato globale. Peccato che, per chi osserva la realtà dalla strada e non dai grattacieli di San Francisco, questa notizia abbia il sapore amaro della beffa. Stiamo parlando della stessa Uber che, dopo aver promesso per anni flessibilità e guadagni facili, ha smantellato da un giorno all'altro la divisione Uber Eats in Italia, lasciando a piedi migliaia di rider senza ammortizzatori sociali, tutele o preavvisi degni di questo nome. Per fermare quella fuga silenziosa e costringerla a pagare circa 7 milioni di euro di indennizzi agli ex lavoratori, c'è voluto l'intervento del Tribunale di Milano e la mobilitazione sindacale. La scusa ufficiale? Sempre la stessa, ripetuta come un mantra da tutte le piattaforme: “Il mercato...

Sfruttamento, pm Storari: «Tutti vedevano i rider, nessuno agiva»

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  Caro Magistrato, ben svegliato. Ti spieghiamo noi perché "nessuno faceva niente ​Ci voleva il verdetto di un tribunale, o forse solo il caffè giusto, per far sobbalzare sulla sedia un magistrato che, guardando fuori dalla finestra, ha avuto un'illuminazione tardiva: "Tutti vedevano i rider e nessuno faceva niente" . ​Caro magistrato, benvenuto nel mondo reale. Ma prima di puntare il dito contro una "complicità collettiva", accomodati. Mettiti comodo, togliti la toga per un attimo e ascolta chi quella strada la mastica ogni giorno, mentre tu, probabilmente, aspettavi che il tuo sushi arrivasse ancora caldo. ​Se nessuno ha "fatto niente" nel modo in cui intendi tu, non è per distrazione. È perché la realtà è un labirinto di necessità che le tue leggi, spesso, non riescono nemmeno a mappare. ​Te la spieghiamo noi la situazione, riga per riga. ​1. I migranti e la tregua invisibile ​ Ci sono i rider venuti da terre lontane, donde alzare la voc...
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Deliveroo e il paradosso dei diritti: tra visite mediche tardive, notifiche notturne violando il diritto di disconnessione Caro amico, tu che vesti a piacimento o a convenienza casacche sindacali di diverso colore e che difendi le piattaforme dicendo che "le applicazioni non sono aziende degli anni '70' , sai cosa ti dico? Se tu sei disposto ad accettare tutto questo, io no. Se pretendere che i miei diritti vengano rispettati significa essere "antico", allora rivendico tranquillamente di esserlo. Tu, nel frattempo, continua pure a disegnare schemi o progetti che nessuno ha mai capito. Ma facciamo un piccolo viaggio nel tempo per capire di cosa stiamo parlando. Cronistoria di una gestione paradossale 23 aprile (dopo 60 giorni): Dopo due mesi di consegne, passati a lavorare senza aver mai effettuato alcun controllo sanitario, l'azienda si sveglia e mi chiede di fare la visita medica. Una tutela della salute decisamente tempestiva, non c'è che dire. Sempre ...

200 euro Glovo la mancia per il silenzio

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  Il Bivio del Rider: La Mancia dello Sfruttamento o la Dignità in Tribunale? Immagina la scena. Sei sulla tua bici o sul tuo scooter, la schiena a pezzi dopo ore di consegne, e ti trovi davanti a un bivio. Non è un incrocio qualsiasi di Torino, è il bivio che decide quanto vali. Da una parte c'è Glovo . Ti viene incontro con il sorriso d'ordinanza del marketing corporate, tendendoti una mano. Dentro ci sono 200 euro . Un presunto "bonus", un rimborso dell'ultimo minuto sbucato dal nulla. Ma non è un regalo: è il prezzo del loro silenzio. È la mancia che ti lanciano per pulirsi l'immagine, per farsi belli sui giornali e per lavarsi la coscienza, sperando che tu dimentichi i diritti calpestati, i chilometri non pagati e le tutele inesistenti. Un contentino per lasciarti esattamente dove sei, a continuare la solita routine di sfruttamento. Dall'altra parte del bivio, invece, non c'è un algoritmo. C'è un avvocato . Non ti promette miracoli aziendali, ...

Glovo e la "svolta" sul caporalato: 200 euro di fumo negli occhi e i soliti miraggi

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  La società dei rider Glovo ha comunicato in pompa magna di aver ottenuto il parere positivo della Procura di Milano per il percorso intrapreso contro il caporalato digitale, dopo il commissariamento dello scorso febbraio. Secondo l'azienda, nelle tasche dei lavoratori arriveranno già a giugno 200 euro in più . ​Ma passiamo dalla propaganda alla realtà. Questa cifra viene sbandierata come un grande traguardo, ma nasconde una profonda ingiustizia: l'azienda non fa alcuna valutazione sui mezzi usati . Significa che chi si spacca la schiena in bicicletta riceverà lo stesso identico trattamento di chi usa la macchina e deve sostenere i costi di benzina, assicurazione e manutenzione. Non solo: nessuna distinzione tra Partita IVA e ritenuta d'acconto . Un livellamento verso il basso che ignora totalmente i costi reali sostenuti da chi lavora. ​Controlli severi? Un dovere spacciato per concessione ​«In questi mesi - prosegue il comunicato - Glovo ha collaborato in modo continuati...

Rider aggrediti nella notte tra scandolo,ipocrisia,comodità

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  Quando la stanca meccanica fa notizia: la verità sulla pelle dei rider ​Ci risiamo. Un’altra aggressione, un altro incidente, un’altra notte passata in strada a rischiare l’osso del collo. E puntuale come un orologio svizzero, ecco che scatta la macchina del clickbait. Il rider aggredito all'una di notte finisce dritto in prima pagina. ​Ma non prendiamoci in giro. Dietro questa improvvisa "solidarietà" a mezzo stampa si nascondono due problemi fondamentali che noi, che quella strada la mastichiamo ogni giorno, conosciamo fin troppo bene. ​1. Animali da zoo per riempire le pagine ​Il primo problema è che siamo diventati carne da macello mediatica. Veniamo usati come animali da zoo per riempire le pagine dei giornali e catturare l'attenzione del pubblico. Quando si scrive l'articolo sensazionalistico sul rider colpito nella notte, fa subito notizia, soprattutto adesso che il tema è caldo. Ma è una finta empatia. Finché versiamo sangue, attiriamo click; quando chi...

LA BEFFA DELLE APP: Se ti rubano il telefono, Glovo e Deliveroo ti licenziano e ti accusano di caporalato

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  LA BEFFA DELLE APP: Se ti rubano il telefono, Glovo e Deliveroo ti licenziano e ti accusano di caporalato Il cinismo delle piattaforme di delivery ha raggiunto un nuovo livello di assurdità. Non bastavano i pagamenti a cottimo, l'assenza di vere tutele e i rischi del traffico quotidiano: ora i rider devono difendersi anche dai paradossi di un algoritmo che trasforma le vittime in colpevoli. Parliamo dello strumento di lavoro fondamentale: lo smartphone . Glovo, Deliveroo e le altre multinazionali del settore non forniscono i dispositivi per ricevere gli ordini. Tutto il peso economico dell’attrezzatura tecnologica ricade sulle spalle del lavoratore. Ma il peggio avviene quando le cose vanno storte. Oltre al danno, l'infamia della disconnessione In caso di furto dello smartphone durante il turno, o di una banale rottura del display, per il rider inizia l'incubo. Oltre al danno economico di tasca propria per ricomprare il telefono, scatta immediata la beffa delle piattaform...

Rider subordinato e falsa sicurezza

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  L'ILLUSIONE DELL'ORTICELLO E IL COLLASSO DI UN MITO: SE LA RUOTA DELLE APP SI INCEPPA Guardare il proprio orticello mentre tutto intorno brucia. Era questa l’illusione che, fino a ieri, cullava l’anima del rider "modello". Quello sempre disponibile, quello che sotto il diluvio universale correva più forte, che macinava chilometri accumulando 3.000 ticket di assistenza nella speranza di un aumento di ore, di un briciolo di considerazione in più dall'algoritmo. Mentre correva a testa bassa, quel rider non si accorgeva del collega di Glovo (o di qualunque altra sigla) che, pur svolgendo le stesse identiche mansioni, si ritrovava con un giardino ancora più povero, con tariffe più misere, con tutele ridotte all'osso. C'era la convinzione strisciante, quasi fiera, che "a me non succederà", che la propria dedizione fosse uno scudo impenetrabile. Qualcuno era persino arrivato a fantasticare, in un delirio di finta stabilità, di poterci andare in pensio...

Licenziamento collettivo e app di delivery: il paradosso del lavoro digitale in Italia

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  MENTRE STORARI INDAGA PER CAPORALATO, JUST EAT LICENZIA: IL PARADOSSO PERFETTO DELLE CONSEGNE ​Mentre la Procura di Milano – guidata dal PM Paolo Storari – stringe le manette giudiziarie attorno ai colossi del food delivery come Glovo e Deliveroo, commissariandoli per caporalato digitale e sfruttamento dello stato di bisogno, dall'altra parte del "modello virtuoso" si consuma l'ennesimo dramma sociale. ​ Just Eat apre le assemblee per l'attivazione della legge 223/91: licenziamento collettivo. ​C'è un cortocircuito logico e politico in questa giungla dell'asfalto che urla vendetta. O siamo strani noi che continuiamo a pretendere dignità, o in questo sistema qualcosa non torna. ​Il grande inganno del "Modello Virtuoso" ​Ci hanno venduto la favola che il lavoro subordinato sotto Just Eat fosse la terra promessa. Ci hanno detto: "Guardate, loro vi assumono, vi danno la paga oraria, siete tutelati" . Nel frattempo, i concorrenti co...

Rider trovato morto a Torino, nuova svolta nelle indagini: perizia sulla bicicletta

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13/05/26 un altro incidente  IL LIVELLO È CRITICO. LA VITA NON È UN VIDEOGIOCO. Mentre le strade di Torino si tingono dei colori del tramonto, la realtà morde più forte di qualsiasi finzione narrativa. La Procura ha acceso i riflettori su un sospetto inquietante: la bicicletta di Adam è stata manomessa? IL FALLIMENTO DELLE "AUTOCERTIFICAZIONI" Per mesi, Deliveroo ha giocato a fare il padrone invisibile. Un’indagine interna? Mai pervenuta. Si sono accontentati di "autocertificazioni", pezzi di carta digitali che pesano meno del fumo. È l'arroganza di una dirigenza che si sente intoccabile, chiusa in uffici climatizzati mentre fuori, sull'asfalto, si consuma il dramma di chi lavora per un algoritmo. NON È UN "GAME OVER" QUALSIASI Nell'estetica dei videogame siamo abituati a ricominciare. Ma qui non c'è un tasto Respawn. La Procura indaga. Deliveroo tace. Noi rivendichiamo. Non permetteremo che questa vicenda venga derubricata a una disputa le...

Rider e' solo un ETICHETTA?

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  SBUFFA PURE. Perché se parliamo di Rider, stiamo parlando di te. "Ancora con questi rider?", "Sempre la stessa storia dei fattorini". Sbuffa pure. Voltati dall'altra parte mentre aspetti il tuo poke a domicilio. Ma sappi che quando parliamo di delivery, non stiamo recensendo un'app o lamentandoci di un ritardo: stiamo guardando dentro lo specchio rotto della nostra società. Il delivery non è un'etichetta. È il sintomo. È il contenitore dove è stato stipato tutto ciò che la politica e l'economia fingono di non vedere. Non è un panino, è Lavoro Povero Se il lavoro smette di essere un diritto e diventa un "lavoretto" a cottimo, abbiamo perso tutti. Il rider è solo l'avanguardia di un mondo dove la stabilità è un lusso e la paga oraria è un miraggio. Se accettiamo che un algoritmo decida quanto vale un'ora della vita di un ragazzo, domani quell'algoritmo busserà alla porta del tuo ufficio. Il confine invisibile: Immigrazione e Int...

Rider e algoritmi: la dignità ridotta a parametro trascurabile

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Adempiamo ai nostri obblighi di legge rispettando i protocolli creati dopo l'inchiesta del 2021 dove abbiamo gia' CONCILIATO LE IRREGOLARITA'   L'Algoritmo della Vergogna: Quando la Dignità Diventa un "Parametro Trascurabile" Ancora una volta, il codice binario dell’algoritmo sbatte in faccia la verità nuda e cruda: per questo sistema, i rider non sono persone, sono numeri. E come tali, anche i loro problemi vengono trattati come semplici errori statistici da arrotondare per difetto. Recentemente, abbiamo assistito all'ennesima prova di distacco dalla realtà. Un alto esponente delle relazioni industriali ha avuto il coraggio di affermare che "solo il 10% dei lavoratori sta male". Oltre alla dubbia veridicità di questa cifra, è l'impostazione logica a essere agghiacciante: quel 10% viene considerato un parametro trascurabile. La selezione della flotta: il silenzio non è assenso Forse chi siede dietro una scrivania non si è accorto — o meglio, ...