La torta del delivery

 

L’Arcobaleno del Delivery: Troppi Colori, Poca Sostanza

​C’è un gran fermento nel mondo del delivery, o almeno così sembra a guardare le bacheche social e i comunicati sindacali. È spuntato un arcobaleno di sigle che manco ai tempi d’oro della politica.

​Tutti a parlare di Rider. Rossi, verdi, neri... e persino i blu, riesumati non si sa bene da quale cassetto della storia, pronti a fare un "copia e incolla" tattico di quello che sentono in giro per provare a sembrare "rivendicativi".

​Il Festival del Contraddittorio

​Ognuno sventola la propria bandiera, ognuno giura di avere la ricetta giusta. Ideologie condivisibili? Forse. Sbagliate? Probabile. Ma il premio per il cortocircuito logico va senza dubbio ai Verdi.

​Analizziamo il loro percorso da funamboli:

  • Nel 2021: Sostenevano la subordinazione (il posto fisso, le tutele piene).
  • Oggi, nel 2026: Rinnovano la stessa tiritera della subordinazione.
  • Il paradosso: Contemporaneamente, chiedevano l'autonomia per la stragrande maggioranza dei rider.

​Ma allora, cosa volete? Volete il rider dipendente o volete il rider autonomo? O volete semplicemente stare nel mezzo per non scontentare nessuno, finendo per non tutelare nessuno? Questo giocare su due tavoli non è strategia, è confusione pura a spese di chi sta in strada.

​La Torta è ancora Buona

​Mentre le sigle colorate litigano su definizioni filosofiche e scopiazzano slogan altrui, una cosa resta certa: la torta del delivery è ancora maledettamente buona.

​I volumi girano, i profitti (per le piattaforme) ci sono e la fame dei clienti non cala. Il problema è che, tra una bandiera rossa e una blu, le fette che arrivano a chi pedala si fanno sempre più sottili, mentre i "rappresentanti" sono troppo impegnati a decidere di che colore dipingere il proprio logo per accorgersi che il sistema sta mangiando tutto il dessert.

​"Non ci serve un arcobaleno di chiacchiere. Ci serve coerenza, non ideologie riesumate per l'occasione."


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