La retorica della sicurezza e la realtà dei lavoratori



Settembre 2025


Pericolo monopattini, le multe non bastano. Lo Russo: “Insegniamo il Codice della strada a scuola”

La proposta del sindaco di Torino: «Le regole non vengono solo ignorate, spesso non sono neppure conosciute dai più giovani»



"Il vero problema è che da un lato il Codice viene violato, mentre dall’altro non è nemmeno conosciuto, soprattutto da parte dei giovanissimi. La scuola potrebbe educare al Codice della Strada. Non servono solamente le sanzioni, si tratta di un tema che è anche di carattere educativo"


Situazione incontrollabile

In questo modo il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ai microfoni di ToRadio ha commentato la situazione che riguarda il boom di monopattini in città come in tutta la città e la convivenza spesso difficile con i pedoni e il resto del traffico. Un tema che sollevato da alcune domande arrivate da parte dei cittadini



Le violazioni crescono

Un andamento in crescita, anche se paragonato allo scorso anno. In tutto il 2024, le multe ai conducenti di monopattini e biciclette erano state pari a 4097, di cui 2592 per soste irregolari e 1505 per la violazione di norme di comportamento alla guida.




E chi e' costretto da un algoritmo o dalle performance che incidono su salario e condizioni di vita? Aspettano soluzioni





​Ancora una volta, l'approccio dell'Amministrazione comunale di Torino alla sicurezza stradale suscita perplessità. Il sindaco Lorusso, in un recente articolo, ha sostenuto che la repressione, tramite le sanzioni, non sia sufficiente e che la vera soluzione risieda nella formazione scolastica, poiché "i più giovani non conoscono le regole". Questa dichiarazione sembra circoscrivere il problema all'uso dei monopattini da parte degli studenti, ignorando la complessità di una mobilità urbana in rapida evoluzione.


​Eppure, è dal 2019 che, come categoria di lavoratori del delivery, abbiamo segnalato all'Amministrazione comunale le criticità che affrontiamo quotidianamente. 


Solo nel 2025, il Sindaco ha mostrato un'improvvisa e tardiva attenzione verso la figura del rider. In quell'occasione, il primo cittadino ha trovato il tempo per scattare foto, rilasciare interviste e formulare promesse. Tuttavia, la sua concentrazione sulle pubbliche relazioni non gli ha permesso di notare un dettaglio fondamentale: i rider presenti in quell'evento stavano operando con mezzi non omologati. Una situazione che continuiamo a denunciare dal 2019, chiedendo un intervento strutturale e non meramente superficiale.


​La dicotomia tra legislazione e prassi


​La situazione, esacerbata dal modello operativo delle piattaforme digitali, è paradossale. Per rispettare parzialmente il D.Lgs. 81/08, sia le piattaforme che offrono lavoro autonomo, sia quelle che impiegano lavoratori subordinati, impongono ai rider la compilazione di un'autocertificazione dei mezzi. Senza questo adempimento, la disponibilità al turno non viene confermata.


​Il vero problema risiede nella mancanza di controllo: queste autocertificazioni non vengono in alcun modo verificate. Se si volesse cedere al sospetto, si potrebbe ipotizzare che questa negligenza convenga alle piattaforme stesse, che beneficiano di veicoli modificati per viaggiare a velocità elevate e coprire distanze maggiori, massimizzando i profitti a discapito della sicurezza.


​Ciò che risulta incomprensibile è la disparità di trattamento: la presunta "non repressione" delle sanzioni non si applica ai rider. Quando un lavoratore del delivery viene fermato, subisce sanzioni che possono superare i 5000 euro, oltre al sequestro del mezzo.


​Chiediamo quindi al Sindaco una spiegazione per questa politica dei due pesi e due misure. Le promesse fatte a luglio, accompagnate dalle foto di rito, sembrano essere state dimenticate. Con l'arrivo dell'autunno e dell'inverno, viaggiare su mezzi non omologati aumenta in modo esponenziale i rischi, non solo per il lavoratore, ma per l'intera collettività.


​Sindaco, i rider di Torino non chiedono promesse o selfie, ma risposte concrete e un'azione politica coerente. Le aspettiamo dal 2019


Luglio 2025


Il sindaco: «Poche tutele, tanta fatica. Servono risposte concrete per non lasciarli soli»


La disponibilità del sindaco Lorusso

«Per noi, spesso, sono solo una figura che passa veloce», ha scritto Lo Russo. «Ma dietro ci sono vite vere, fatte di fatica, dignità e resistenza silenziosa».



«Ricevo tante lettere ogni settimana, ma mai da loro. Perché sono invisibili, nonostante siano ovunque», ha aggiunto il sindaco, sottolineando come questi lavoratori vivano senza una sede, una busta paga, il diritto alla malattia. «Hanno solo una bici, un telefono e la speranza di arrivare a fine mese»



«Porteremo queste voci in Consiglio Comunale, lavoreremo con l’Assessorato al Lavoro per cercare ogni strumento utile a riconoscere diritti e costruire tutele. Una città giusta prova a non lasciare indietro nessuno».


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