Sui diritti dei rider è tornato il silenzio, ma nulla è cambiato



I media ci hanno ampiamente informato sulle condizioni dei rider, spiegandole sia ai consumatori, spingendoli verso un delivery etico, sia alla politica, sollecitandone l'intervento con dati preoccupanti.

​Tra il 2021 e il 2023 si sono registrati 1.325 infortuni e 7 decessi. Nel 2024, sebbene i dati sugli infortuni non siano ancora aggiornati, non possiamo dimenticare i 4 decessi. Nel 2025, i dati non sono ancora disponibili, ma non possiamo ignorare l'ultimo decesso avvenuto il 20 settembre ad Andria.

​Tanti infortuni quanti articoli e promesse, ma anche tanti silenzi da parte delle piattaforme di delivery. Silenzi che Glovo, dopo sei anni, sta finalmente cercando di affrontare. Fino a oggi, infatti, non era in grado di verificare se i propri collaboratori motorizzati avessero le capacità necessarie o se i documenti presentati fossero validi o contraffatti.

​Tutte le applicazioni, nonostante le ripetute segnalazioni, sembrano non voler vedere:

  • ​Le biciclette modificate che corrono sempre più veloci e coprono distanze maggiori, alimentando i loro profitti.
  • ​I cambiamenti climatici che costringono i collaboratori ad affrontare situazioni pericolose.
NON VOGLIONO VEDERE POLITICI CHE SI SIEDONO AL BANCHETTO DELLA TRAGEDIA O DELLO SCANDOLO

LE APPLICAZIONI CONTINUANO A VEDERE SOLO I LORO INTROITI E NON COME ARRIVANO




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