Shopopop: Il "Cuoricino" della Vergogna e l'Addio con Sfruttamento
L'improvvisa fuga di Shopopop dal mercato italiano ci lascia con l'amaro in bocca, ma senza sorprese. Il gigante delle consegne "collaborative" ci liquida con un laconico messaggio: "GRAZIE ITALIA", rigorosamente accompagnato da un cuoricino.
Sappiamo bene cosa nasconde quel simbolo. Non è affetto, è il ringraziamento di chi ha trovato in Italia terreno fertile per lo sfruttamento legalizzato. Quel cuore batte solo per il profitto estratto dal sudore di chi, in questi anni, ha garantito il servizio sotto la maschera della "cortesia" e del mutuo aiuto.
La nostalgia dei padroni, la fame dei lavoratori
Analizzando la lettera d'addio, passiamo dall'indignazione al riso amaro. L’azienda dichiara che “conserverà un ricordo nostalgico delle peripezie durante le consegne e della volontà dei rider ad aiutare l’applicazione”.
Le "peripezie": Quelle che l'azienda chiama avventure erano, per noi, turni massacranti, assenza di tutele e rischi stradali totalmente a carico del lavoratore.
La "volontà di aiutare": Non era filantropia verso un algoritmo, era necessità di sbarcare il lunario.
Un addio che non paga le bollette
Questo messaggio strappalacrime è un insulto alla dignità di chi oggi resta a piedi. Le belle parole e la retorica della "community" non garantiscono un futuro, non pagano l'affitto e non offrono ammortizzatori sociali.
Shopopop se ne va portandosi via i guadagni, lasciando a noi solo la nostalgia forzata. Come rider, a quel cuoricino non risponderemo con la stessa moneta. La nostra risposta è la consapevolezza di essere stati, ancora una volta, merce usa e getta nelle mani della Gig Economy.
Nessun ringraziamento. Nessun cuore. Solo lotta.



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