Il paradosso del Rider: se il mio tempo vale meno di un caffè per lo Stato e Deliveroo
Tutti guadagnano, tranne chi pedala. È questa l'equazione brutale che sta alla base del food delivery oggi. Una matematica che non torna mai per noi, ma che sembra far quadrare i conti di tutti gli altri attori in gioco.
I numeri della vergogna
Parliamo di fatti, non di opinioni. Prendete un turno qualunque: 120 minuti di disponibilità. Due ore della propria vita trascorse in strada, nel traffico, sotto la pioggia o il sole. Il valore di questo tempo per Deliveroo? 4,91 euro.
Sì, avete letto bene. Poco più di due euro l'ora. Ma la beffa non finisce qui.
Lo Stato: socio solo negli incassi
In questo scenario entra in gioco il secondo "socio" silenzioso: lo Stato.
Pretende: Su quei miseri 4,91 euro, ne vuole 0,98 (tra tasse e contributi).
Offre: Il nulla , gli ammortizzatori sociali per noi sono un miraggio.
Siamo considerati imprenditori di noi stessi quando c’è da pagare, ma fantasmi quando c'è da ricevere tutele.
Un modello costruito sulla nostra perdita
Il dubbio sorge spontaneo, ed è un dubbio amaro: in un'associazione dove le multinazionali fatturano, lo Stato incassa e l'unico a perdere costantemente sono io, chi ha davvero interesse a cambiare le cose?
Finché il rischio d'impresa ricadrà interamente sulle spalle del rider, questo modello non sarà mai "innovazione". Sarà solo una forma moderna di sfruttamento, ben confezionata in un'app colorata.
Il nostro tempo ha un valore. La nostra dignità ancora di più.







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