L’ENNESIMA CAMPAGNA SULLE NOSTRE SPALLE: DA GIGINO A GIORGIA, IL RIDER RESTA SOLO


 

L’ENNESIMA CAMPAGNA SULLE NOSTRE SPALLE: DA GIGINO A GIORGIA, IL RIDER RESTA SOLO

Siamo alle solite. Si avvicina il 1° Maggio, la festa dei lavoratori, e puntuale come una consegna in orario di punta arriva l'annuncio del governo di turno. Questa volta tocca a Giorgia Meloni e al suo pacchetto di misure per il settore delivery. Ma noi che la strada la mangiamo ogni giorno, abbiamo la memoria lunga.

La storia si ripete: il fantasma di Gigino

Ricordate il "fantastico" Luigi Di Maio? Sembrava dovesse scatenare la rivoluzione del secolo. Diceva che i rider sarebbero stati il simbolo del cambiamento, che avremmo avuto tutele da dipendenti e dignità garantita. Risultato? Lui ha trovato un "posticino garantito" e noi siamo rimasti esattamente dove eravamo: a pedalare sotto la pioggia per pochi euro, con algoritmi che decidono della nostra vita.

Oggi, 10 anni dopo la comparsa del primo zaino termico e a pochi mesi dalle inchieste che hanno smascherato il caporalato digitale dei giganti del delivery, il copione si ripete.

Il "Pacchetto Meloni": Fumo o Arrosto?

Il governo sbandiera misure che, sulla carta, sembrano bellissime:

  • Giro di vite sugli account "fantasma": Solo un account per codice fiscale, accesso con SPID, stop alla cessione delle credenziali.

  • Tracciabilità totale: Dati conservati per 5 anni e consultabili dalle autorità.

  • Sicurezza: Formazione obbligatoria entro 30 giorni.

  • Lotta al lavoro povero: Promesse di aggancio ai contratti collettivi.

Ma qual è la realtà? Colpire gli account venduti o affittati è un atto dovuto, ma non risolve il problema alla radice: perché un lavoratore è spinto a subaffittare un profilo? Perché le piattaforme pagano così poco che per sopravvivere si creano circuiti di sfruttamento parallelo.

Vogliono la "tracciabilità", ma noi vogliamo paga oraria dignitosa, non solo il registro di quanto ci hanno sfruttato negli ultimi cinque anni.

Le bugie hanno le gambe corte (e le nostre sono stanche)

Sorprende che questa "rivoluzione" arrivi proprio ora. È l'ennesima campagna acchiappa-consensi? Dopo le promesse tradite sulle accise della benzina, come possiamo fidarci?

La verità è che la parte più importante del decreto — quella che recepisce la Direttiva UE per considerarci lavoratori dipendenti se la piattaforma ci controlla — resta la più vaga. È tutto un "forse", un "possibile", un "in evoluzione".

La nostra conclusione è chiara: Non vogliamo essere il trofeo da esibire sul palco del 1° Maggio. Non vogliamo essere il contenuto di uno spot elettorale. Siamo stanchi di caricare sulle nostre spalle, insieme allo zaino, anche le bugie dei politici che cambiano nome ma non sostanza.

Volete aiutarci davvero? Smettetela di fare propaganda e dateci diritti certi, stipendi base e tutele reali. Tutto il resto è solo un altro "ordine" che non abbiamo intenzione di consegnare.

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