Torino come un Emmental: Se le buche diventano complici dello sfruttamento







IN 500 METRI DI TRAGITTO 







"L'infortunio di un rider oltre essere NON ETICO e un costo per TUTTI"



 Torino come un Emmental: Se le buche diventano complici dello sfruttamento

Torino non è più la città dell'auto; oggi è la città dei "buchi". Ma mentre per un automobilista un cratere nell'asfalto significa un braccetto della sospensione rotto, per chi lavora su due ruote — i rider in testa — quella stessa buca può significare la fine della giornata, se non della carriera o della vita.

Il D.Lgs 81/08: Una legge fantasma sull'asfalto

Parliamoci chiaro: prendersela con le piattaforme di delivery non è solo un esercizio di stile, è un atto dovuto. Il D.Lgs 81/08 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) parla chiaro sulla valutazione dei rischi. Ma quale sicurezza può esserci quando il "luogo di lavoro" è una strada che somiglia a un groviera?

Le aziende di delivery continuano a operare in un limbo di responsabilità, ma la loro colpa è doppia:

Algoritmi spietati: Tempi di consegna strettissimi che costringono a correre, ignorando lo stato reale della viabilità.

Mancata tutela: Se la strada è dissestata, il rischio per il lavoratore aumenta esponenzialmente, eppure la prevenzione resta un concetto astratto, sacrificato sull'altare del profitto rapido.

Il silenzio assordante di Palazzo Civico

In questo scenario, il Comune di Torino dove si nasconde? La manutenzione stradale non è un optional o un "piacere" concesso ai cittadini: è un dovere primario dell'amministrazione.

Il silenzio delle istituzioni è diventato insostenibile. Non si tratta solo di estetica urbana. Ogni toppa mancata, ogni binario del tram sporgente, ogni voragine non segnalata è un atto di negligenza verso la collettività.

La sicurezza stradale è un diritto universale, non un lusso per pochi quartieri bene.

Non è solo un problema dei rider

Se è vero che i rider sono la categoria più esposta — veri e propri "sensori" umani del degrado cittadino — il problema riguarda tutti noi:

Ciclisti urbani che rischiano la vita ogni giorno.

Motociclisti per i quali una macchia d'olio o una buca profonda sono trappole mortali.

Pedoni e anziani che inciampano su marciapiedi distrutti.

Rivendichiamo la città

Torino non può continuare a ignorare il sangue versato sull'asfalto in nome della "convenienza" delle app e dell'inerzia politica. Chiediamo:

Manutenzione immediata e sistematica di tutte le arterie cittadine, periferie incluse.

Responsabilità solidale delle piattaforme di delivery nella protezione dei propri lavoratori, nel rispetto reale del D.Lgs 81/08.

Un tavolo di confronto tra Comune, sindacati e associazioni di categoria per fermare la strage silenziosa delle buche.

La nostra città non deve essere un formaggio svizzero. La nostra vita non è un costo da tagliare.

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