Caldo estremo a Torino: i rider ancora esposti senza tutele reali

 

Torino scotta già: le multinazionali del delivery risponderanno col solito "fuffa-welfare"?

​Maggio non è ancora finito e a Torino abbiamo già assaggiato i primi veri giorni di caldo torrido. Chi pedala o guida per le strade della nostra città lo sa bene: l'asfalto ribolle, l'aria diventa irrespirabile e lo sforzo fisico sotto il sole si trasforma in un rischio concreto per la salute.

​La domanda che sorge spontanea, guardando avanti, è sempre la stessa: le istituzioni aspetteranno agosto per accorgersi dell'emergenza e intervenire su salute e sicurezza?

​Sappiamo già come funziona. Ogni anno è la stessa storia. La prevenzione non pervenuta, i tavoli tecnici si aprono quando ormai i termometri hanno già fatto i danni, e la risposta delle grandi piattaforme di delivery è un copione talmente visto da risultare quasi offensivo.

​Se guardiamo alle stagioni passate, sappiamo già cosa aspettarci dai giganti delle consegne:

  • Deliveroo e il mistero delle borracce: Probabilmente verso fine luglio – a estate abbondantemente inoltrata – vedremo la solita sbandierata campagna sul "benessere dei rider". La risposta all'emergenza climatica? Le classiche borracce aziendali. Peccato che, per ironia della sorte, molte di queste finiscano spesso perse nelle spedizioni di consegna o non arrivino mai a chi ne ha davvero bisogno nel momento del picco di calore.
  • Glovo e il "kit spiaggia" fuori tempo massimo: Da Glovo, invece, ci aspettiamo la solita bancherella di fine agosto. Quando ormai il peggio è passato, spunteranno creme solari, cremini e cappellini. E, ovviamente, non per tutti: solo in certi territori, con dinamiche di distribuzione che lasciano sempre il tempo che trovano.

​Lavorare con 38 gradi all'ombra non è una questione di "gadget aziendali" distribuiti in ritardo per farsi pubblicità sui social. È una questione di diritti, tutele concrete, pause pagate nei momenti di calore estremo e monitoraggio reale della salute di chi sta in strada.

​Torino si sta già scaldando. Noi non aspettiamo agosto per pretendere dignità e sicurezza. Le istituzioni e i datori di lavoro si sveglino ora, prima che l'estate diventi un bollettino di guerra.


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