DOMENICA 21 GIUGNO 2026: IL DELIVERY SI DOVEVA FERMARE. ECCO PERCHÉ LE PIATTAFORME HANNO RELEGATO I RIDER AL RISCHIO
DOMENICA 21 GIUGNO 2026: IL DELIVERY SI DOVEVA FERMARE. ECCO PERCHÉ LE PIATTAFORME HANNO RELEGATO I RIDER AL RISCHIO
Facciamo chiarezza una volta per tutte, senza giri di parole. Oggi, domenica 21 giugno 2026, il servizio di food delivery doveva essere sospeso?
La risposta è: SÌ, se la piattaforma Worklimate segnava RISCHIO ALTO nella fascia oraria 12:30–16:00.
La risposta è NO solo se il rischio fosse stato inferiore. Ma oggi non era inferiore.
Nessuna scusa, nessun vuoto normativo. Non dipende dal settore in senso stretto, dipende unicamente dal livello di rischio meteo-climatico. E il delivery, rientrando a pieno titolo nella categoria “logistica”, è assolutamente incluso nella tutela.
Cosa dice l’ordinanza (in modo operativo)
L'ordinanza parla chiaro e non ammette interpretazioni di comodo:
Il blocco: Se Worklimate indica rischio ALTO o MOLTO ALTO, scatta lo stop obbligatorio per i settori edile, agricolo e logistico (rider compresi).
La fascia oraria: Il blocco totale si applica dalle 12:30 alle 16:00.
La responsabilità: Se le aziende non possono garantire acqua, ombra, pause adeguate e una riorganizzazione strutturale dei turni, il lavoro va sospeso in ogni caso.
E oggi a Torino com’era la situazione su Worklimate?
Inutile girarci intorno: oggi, 21 giugno 2026, Torino e l'intera Pianura Padana sono state investite da un'ondata di calore asfissiante, con temperature percepite tra i 37°C e i 40°C.
La mappa ufficiale (CNR–LaMMA) parla da sola: il Piemonte era colorato in zona SÌ (temperature superiori ai 35°C e tassi di umidità da codice rosso).
Quindi sì: oggi c'erano tutte le condizioni legali e climatiche per lo STOP.
Tradotto per i rider: l'ennesimo abuso sulla nostra pelle
Cosa significa tutto questo per chi sta sulla strada? Significa che le piattaforme avrebbero dovuto bloccare le applicazioni e sospendere il servizio nelle ore centrali della giornata.
Non l’hanno fatto. Hanno preferito ignorare i dati e continuare a macinare profitti, calpestando lo spirito (e la lettera) dell’ordinanza. Ancora una volta, hanno scaricato l'intero rischio della salute e della sicurezza su di voi.
Non è "libertà di lavorare", è sfruttamento del bisogno sotto un sole a 40 gradi. Se le istituzioni firmano le ordinanze, poi devono controllarne l'applicazione. La salute non si consegna a domicilio.
#DirittiRider #StopCaldo #SicurezzaSulLavoro #Worklimate

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