Far West a Sassari: le cinghiate in centro e il silenzio complice delle piattaforme



 

 Una lite furiosa, a colpi di cinghiate, in pieno centro a Sassari. I Carabinieri indagano sui motivi, ma noi – che questo mondo lo monitoriamo e lo denunciamo da anni – non abbiamo bisogno di aspettare la fine delle indagini per immaginare cosa ci sia dietro. Le ipotesi sul tavolo sono sempre le stesse, figlie di un sistema malato che si fa finta di non vedere.

Le nostre ipotesi (che i fatti confermano da anni)

La pista del caporalato: Uno dei rider coinvolti potrebbe essere l'ennesima vittima di caporalato digitale, costretto a colpire o a difendersi per rivendicare il diritto sacrosanto di essere pagato dal caporale di turno che gestisce il suo account.

La guerra tra poveri per gli ordini: La disperazione di chi, bloccato davanti allo schermo senza ricevere consegne, vede altri rider – spesso muniti di profili multipli – viaggiare a pieno ritmo, sottraendogli di fatto il pane dalla tavola.

Il moltiplicatore della disperazione: reclutamento infinito e zero controlli

La realtà inconfutabile è che le applicazioni continuano ad assumere personale a getto continuo. Il loro obiettivo? Avere un riciclo costante di manodopera. Se poi non ci sono ordini sufficienti per garantire a tutti una paga dignitosa, alle multinazionali del delivery cosa importa?

A questo si aggiunge la totale assenza di controlli e, soprattutto, l'inesistenza di un piano concreto per integrare la flotta di lavoratori extracomunitari nel tessuto sociale e lavorativo. Le piattaforme sono abilissime a spiegare gli obblighi e le metriche da rispettare, ma non appena si parla di diritti, si trincerano dietro il dogma del "lavoro autonomo". Per loro l'importante è solo che il rider sia in grado di:

Pedalare veloce.

Leggere il navigatore.

Dire "Buongiorno, Glovo/Deliveroo".

La domanda sorge spontanea... Come già scritto nel blog precedente, chissà cosa ne pensa oggi chi difende a spada tratta questa finta autonomia. Chissà cosa ha da dire chi, fino a ieri, indagava le applicazioni per per dire che l'elemosina concessa solo da una e'"atto collaborativo". La realtà della strada, purtroppo, racconta tutta un'altra storia.  

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