Il manager mascherato


 

Eccoci qui, terzo e ultimo appuntamento. Oggi parliamo di diamantini e di cortocircuiti logici. Parliamo di chi si siede ai tavoli, firma i contratti sulla nostra pelle e poi ha pure il coraggio di farci la morale.

Sì, parliamo di quel delegato che ha firmato l’accordo sullo sfruttamento. Negli ultimi giorni lo abbiamo sentito arrampicarsi sugli specchi, dicendo: 'Ma nel testo che ho firmato non c'è mica scritto che c'è l'obbligo di salire ai piani!'.

Caro il nostro delegato, ma chi vuoi prendere in giro? Davvero pensi che siamo nati ieri?"

La memoria corta sul feedback



"Facciamo un piccolo passo indietro, perché qui qualcuno ha la memoria corta.

Ti ricordi quando andavi in giro a dire che avevi lottato duramente per togliere il feedback negativo del cliente se il rider non saliva al piano? Ti vantavi di aver rimosso quel ricatto. E oggi, invece, che cosa ci vieni a dire?

Oggi cambi completamente versione. Oggi vieni a fare la rampa ai rider dicendo che l’azienda sta riscontrando una brutta pubblicità perché non saliamo al piano, e che per colpa nostra la piattaforma perde soldi.

Ma la vedi la contraddizione? Prima ti spacci per quello che ci tutela dal giudizio del cliente, e oggi ti preoccupi dell'immagine pubblica della multinazionale!"

Il trucco dell'algoritmo



"Certo che sulla carta non c'è scritto 'obbligo'. Ma la realtà che viviamo ogni giorno sulla strada è un'altra, e tu la conosci benissimo. Quello che hai accettato e firmato passa sopra le righe del testo: lo impone l'algoritmo.

Se l'algoritmo ci penalizza, ci taglia i turni o ci abbassa il punteggio se non accettiamo i diktat delle consegne al piano, quell'obbligo lo hai firmato eccome. Hai legalizzato un sistema che ci costringe a farlo, senza tutele. E oggi sgridi i rider perché iniziano a rifiutarsi, perché protestano, perché — parole tue — 'stiamo diventando un problema'.

Ma insomma, dobbiamo salire o no? Cosa dice l'azienda?"

La sicurezza in strada non si tocca



"Ma soprattutto, tu, che dovresti stare dalla parte dei lavoratori, che visione hai?

Sai perfettamente cosa significa lasciare il proprio mezzo — spesso costoso, elettrico, comprato con i nostri sacrifici — giù in strada, incustodito. Lo sai che rischia di essere rubato in cinque minuti? Sai quanti colleghi sono stati aggrediti nei portoni o si sono trovati a piedi senza più lo strumento di lavoro?

Eppure la tua preoccupazione qual è? La brutta pubblicità per l'azienda. Il fatto che la piattaforma perdi denaro."

L'invito finale



"Se la tua visione è quella dell'azienda che perde fatturato, se la tua priorità è proteggere i profitti e l'immagine della multinazionale e non la sicurezza di chi sta in strada, allora abbiamo un consiglio fraterno da darti:

Togliti quella pettorina da delegato. Smetti di fingere di difendere i rider. Fai domanda direttamente all'azienda e fatti assumere come manager. Almeno sarai coerente.

Noi continuiamo a difendere la nostra sicurezza, i nostri mezzi e la nostra dignità. La commedia è finita."


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