Smontiamo il teatrino della “sostenibilità” del delivery Partendo dal rider più “privilegiato”: quello motorizzato C’è una narrazione tossica che gira da anni: “Il delivery è sostenibile, i rider guadagnano bene, se lavori tanto porti a casa”. Perfetto.

Allora prendiamo il caso migliore possibile, quello che le piattaforme usano come esempio:

il rider motorizzato che lavora 7 giorni su 7, 12 ore al giorno, 80 km al giorno .Sembra un supereroe?

No.

È semplicemente uno che cerca di sopravvivere.

1️⃣ I numeri nudi e crudi 80 km al giorno giorni 7 su 7 12 ore al giorno 80 € netti al giorno risultato mensile:2.400 km percorsi2.400 € guadagnati sulla carta sembra quasi dignitoso.

Ma è solo sulla carta.

2️⃣ Le tasse: il famoso 5% che non è “solo il 5%”Il rider autonomo paga il 5% di imposta sostitutiva .Su 2.400 €:120 € se ne vanno subito restano: 2.280 €E siamo appena all’inizio.

3️⃣ Carburante: il buco nero quotidiano un motorino 125–150 consuma in media 1 litro ogni 30–35 km. Su 2.400 km:70–80 litri al mese con benzina a 1,90 €/L → 130–150 € al mese restano: circa 2.130 €

4️⃣ Manutenzione: la parte che nessuno vuole vedere un mezzo che fa 2.400 km al mese non è “usato”:

è massacrato. Costi medi mensili reali: Tagliandi e olio → 25–40 €Gomme (durano 4.000–5.000 km) → 20–25 €Freni → 10–15 €Ammortamento mezzo (motorino da 2.000 € che dura 30.000 km) → 60–70 €Imprevisti → 10–20 €Totale realistico: 120–160 € al mese restano: 1.970–2.010 €

5️⃣ Il lordo mascherato da netto perché quei 2.000 € non sono stipendio.

Sono compenso da lavoro autonomo. E il rider :non ha ferie non ha malattia non ha tredicesima non ha TFR non ha rimborsi non ha contributi pagati non può permettersi di fermarsi

6️⃣ Il conto finale: quanto resta davvero? Se togli: tasse benzina manutenzione ammortamento imprevisti costi di vita (affitto, cibo, bollette) Il rider che lavora 84 ore a settimana porta a casa:

👉 tra i 900 e i 1.200 € reali di reddito disponibile

👉 senza tutele

👉 con un mezzo che dopo un anno è da buttare

7️⃣ E a fine anno cosa rimane? Facciamo il conto:28.800 km percorsi28.800 € incassati1.440 € di tasse1.600–1.800 € di benzina1.500–2.000 € di manutenzione mezzo distrutto o da sostituire (altri 2.000 €)Il rider chiude l’anno con:

👉 circa 20.000 € di reddito reale

👉 lavorando più di un chirurgo

👉 senza ferie, senza malattia, senza diritti E questo sarebbe il “modello sostenibile”?

8️⃣ La verità che nessuno vuole dire il business del delivery è sostenibile solo perché scarica tutto sui rider

È un dipendente senza diritti, mascherato da autonomo per convenienza altrui.

9️⃣ La domanda vera chi sta pagando davvero la sostenibilità del delivery? La risposta è semplice:

👉 il rider, con il suo corpo, il suo tempo e il suo mezzo.


Potremo  analizzare bici e auto ma poco cambierebbe su tutti gli esempi manca spese dispositivo connessione telefono e ricariche ne i costi del commercialista 


 Il delivery ignora la cosa più ovvia: il corpo cambia, invecchia, si rompe Nel teatrino della “sostenibilità” del delivery c’è un elemento che non compare mai: il corpo umano non è infinito .Le piattaforme parlano come se il rider fosse una macchina:

sempre giovane, sempre in forma, sempre disponibile, sempre performante .Ma la realtà è un’altra.


1️⃣ Il corpo non resta uguale per sempre il delivery si basa su un presupposto assurdo :che tu possa pedalare o guidare per 7 giorni su 7che tu possa reggere 12 ore al giorno che tu possa fare 80 km al giorno che tu possa essere sempre in forma che tu possa non ammalarti mai è un modello che funziona solo se il rider non invecchia .Ma il corpo cambia :le ginocchia cedono la schiena si infiamma i tendini si consumano la vista calai tempi di recupero si allungano resistenza diminuisce il delivery non prevede tutto questo.

Non lo considera.

Non lo contempla.


2️⃣ Nessun ammortizzatore sociale quando il corpo cede in qualsiasi lavoro subordinato esiste un concetto semplice:👉 quando il corpo non regge più, esistono tutele. Nel delivery no. Non esiste: malattia invalidità disoccupazione ricollocazione formazione Il rider è trattato come un atleta professionista senza contratto da atleta.

E quando il corpo cede, semplicemente sparisce dal sistema.


3️⃣ Nessun futuro: cosa succede quando non puoi più fare il rider? Il delivery non prevede la domanda più importante :Che cosa succede quando non puoi più fare il rider? La risposta è brutale:

👉 non succede niente.

👉 non c’è nessun paracadute.

👉 non c’è nessun cuscino sociale .Il rider non ha accumulato contributi.

Non ha accumulato ferie.

Non ha accumulato diritti.

Non ha accumulato protezioni. Ha accumulato solo chilometri e usura fisica.


4️⃣ E se l’app chiude? Il caso Gorillas, Macai, Uber Le piattaforme si vendono come giganti invincibili.

Ma la storia recente dice il contrario :Gorillas è crollata Macai è evaporata Uber Eats ha lasciato interi paesi altre app hanno ridotto personale, zone, orari quando un’app decide che “non regge più”, succede questo: il rider resta con un cuscino troppo piccolo per sopravvivere .Perché? non ha risparmi sufficienti non ha contributi non ha ammortizzatori non ha tutele non ha alternative immediate non ha un mezzo integro non ha un corpo Integro il rider è stato trattato come un imprenditore,

ma non ha gli strumenti di un imprenditore.


5️⃣ Il punto centrale: il delivery è sostenibile solo finché il rider è giovane il modello del delivery funziona solo se :il rider è giovane il rider è sano il rider è veloce il rider è instancabile il rider non si ferma mai il rider non invecchia il rider non si ammala il rider non ha figli il rider non ha problemi il rider non ha un futuro da Costruire è un modello che non prevede la vita reale.


6️⃣ La domanda che distrugge tutto il castello che cosa succede quando il corpo non è più quello di prima? La risposta è la più semplice e la più crudele: il rider viene espulso dal sistema.

senza tutele, senza soldi, senza futuro. E questo sarebbe un modello “sostenibile”?

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