Se le piazze sussurrano, la realtà urla: la parabola del contratto 2020
Se le piazze sussurrano, la realtà urla: la parabola del contratto 2020
Non sappiamo con certezza matematica se tutte le indiscrezioni che circolano in questi giorni siano vere. Non spetta a noi fare i magistrati. Di certo, però, c’è una cosa che nessuno può negare: il vociferare nelle piazze esisteva, ed era forte. Chi vive la strada, chi passa le ore in attesa tra una consegna e l'altra, certe storie le sente nell'aria da un pezzo.
Ma al di là dei sospetti, ci sono i fatti. E i fatti dicono che nel 2020 una specifica sigla sindacale ha deciso di firmare un accordo con le piattaforme di Assodelivery. Un contratto che fin dal primo giorno è stato rigettato, contestato e preso a subissate di fischi dalla stragrande maggioranza dei rider in tutta Italia.
Non era un accordo per tutelarci, ma una firma calata dall'alto che ha legalizzato il cottimo e la precarietà, cristallizzando condizioni di lavoro insostenibili.
Dalle piazze alla cronaca nera
Quel peccato originale del 2020 ha lasciato il segno. Oggi raccogliamo i frutti avvelenati di quella firma. Ed è una transizione dolorosa: siamo passati dalle proteste di piazza alle pagine di cronaca dei giornali.
La nostra categoria è finita sotto i riflettori dei media nazionali, e purtroppo non per l'efficienza del servizio, ma per vicende opache, dinamiche di sfruttamento e vicende giudiziarie tutt'altro che piacevoli. Quando un intero settore viene deregolamentato e lasciato in balia del massimo ribasso, il terreno diventa fertile per zone d'ombra che nulla hanno a che fare con la dignità del lavoro.
La Magistratura ora sta alzando il velo su questo sistema. La speranza è che si vada fino in fondo, senza sconti per nessuno: né per le multinazionali che applicano algoritmi di sfruttamento, né per chi, seduto a un tavolo con la penna in mano, ha finto di rappresentarci e ha firmato la nostra condanna.
Noi restiamo in piazza. A testa alta, a fare le consegne, aspettando che la giustizia faccia il suo corso e che, finalmente, venga restituita dignità a chi sta sulla strada ogni giorno.

Commenti
Posta un commento