GLOVO SFRUTTA I RIDER • TAGLIEGGIA I RISTORATORI



 

 


GLOVO SFRUTTA I RIDER • TAGLIEGGIA I RISTORATORI

​ESEMPIO REALE: RISTORATORE 370 € • GLOVO 83 € • COMMISSIONI 22,4 %

​Dietro l’interfaccia colorata di un’applicazione e la comodità di un pasto consegnato a casa in pochi minuti, si nasconde un meccanismo economico predatorio. Un sistema che si arricchisce sulle spalle di due categorie fondamentali: chi il cibo lo prepara e chi lo consegna.

​Questo blog nasce con un obiettivo chiaro: denunciare, dati alla mano, l’insostenibilità del modello Glovo e delle grandi piattaforme di delivery.

​L'anatomia del guadagno (altrui): un esempio reale

​Per capire come il sistema cannibalizzi il commercio locale, basta guardare i numeri reali di una giornata di lavoro di un ristoratore medio. Non parliamo di ipotesi, ma di cifre concrete estratte dai resoconti finanziari:

  • Totale lordo ordinato dai clienti: 370,00 €
  • Trattenuta commissioni Glovo: 83,00 €
  • Tasso di commissione applicato: 22,4%
  • In tasca al ristoratore: 287,00 €
  • Il paradosso del fatturato: Con i 287 € rimasti, il ristoratore deve pagare le materie prime, l'IVA, gli stipendi del personale di cucina, l'affitto del locale, le utenze e i contenitori per il trasporto. Di fatto, su quell'ordine, Glovo ha ottenuto un guadagno pulito e senza rischi superiore all'utile netto di chi ha cucinato.


    ​La doppia morsa: Due vittime, un solo algoritmo

    ​Il cuore della protesta di questo blog si articola su due fronti strettamente connessi:

    ​1. Ristoratori taglieggiati

    ​Una commissione del 22,4% (che in molti contratti supera persino il 30% se si aggiungono i costi di posizionamento e i servizi extra) è una tassa di fatto insostenibile. I ristoranti si trasformano in cucine terziste che lavorano per mantenere i giganti del tech, azzerando i propri margini e vedendosi costretti, spesso, ad alzare i prezzi a danno del consumatore finale.

    ​2. Rider sfruttati

    ​Se la piattaforma incassa cifre simili da ogni singolo ristorante affiliato, dove finiscono questi soldi? Certamente non nelle tasche di chi pedala. I rider continuano a subire il ricatto del cottimo, pagati pochi euro a consegna, senza tutele reali per malattie, infortuni o ferie, costretti a correre nel traffico e sotto la pioggia per non essere penalizzati dall'algoritmo.

    ​Rompiamo il silenzio

    ​Non si tratta di essere contro la tecnologia, ma contro il parassitismo economico. Questo spazio è una bacheca pubblica per raccogliere resoconti, fatture, storie e testimonianze di chi ha deciso di non piegarsi più a queste condizioni.

    Il cibo ha un valore. Il lavoro ha un valore. L'algoritmo non può valere più di entrambi.

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