LA TRAPPOLA DEL "LAVORETTO": Se la scelta è tra morire di fame, di caldo o di debiti

 


​Correggiamo subito la domanda, perché posta così è solo un ricatto narrativo: Meglio morire di fame o morire di caldo sotto il sole cocente dell'asfalto cittadino?

​Nessuna delle due. La verità è molto più cruda.

​Oggi la scelta che viene imposta a migliaia di persone è tra l'indigenza assoluta e il trasformarsi in cartelli pubblicitari viventi al servizio di un'applicazione. Corpi marchiati da un logo, che sfrecciano nelle nostre città senza sosta, svuotati di ogni diritto umano e lavorativo fondamentale.

​Senza tutele si muore comunque

​Non c'è dignità nel barattare la propria salute per una manciata di euro a consegna o a prestazione. Lavorare senza tutele, senza ammortizzatori sociali, senza coperture assicurative reali e sotto il ricatto costante di un algoritmo significa una cosa sola: rischiare la vita ogni giorno.

​Se ti ammali, sei fuori. Se c'è un'ondata di calore a 40 gradi, o scendi in strada o non mangi. Non è flessibilità, è sfruttamento digitale. E la cosa peggiore è che accettare queste condizioni non è una soluzione temporanea, ma l'inizio di un'agonia a lungo termine.

​L'esercito dei "segnati a vita"

​Il passaggio di massa al mito del lavoretto (la tanto glorificata gig economy) sta creando una bomba sociale a orologeria. Dietro la retorica del "sei il capo di te stesso" si nasconde una realtà fatta di:

​Precarizzazione totale: Assenza di contributi versati e impossibilità di pianificare il futuro.

​Insolvenza strutturale: Guadagni minimi che non coprono il costo della vita, figuriamoci le tasse o gli imprevisti.

​La piaga dei pignoramenti: Chi entra in questo circolo vizioso spesso finisce per accumulare debiti con il fisco o con i privati, trasformandosi in un esercito di segnati a vita. Persone che non potranno mai più chiedere un mutuo, aprire un conto corrente sereno o possedere qualcosa senza la paura del pignoramento.

​Questa non è evoluzione del mercato del lavoro. Questa è un'agonia sociale programmata che distrugge il presente e cancella il futuro.

​Chiedere sicurezza, contratti veri e tutele non è un lusso: è l'unico modo per non lasciare che i lavoratori diventino ingranaggi usa e getta di un sistema che capitalizza sui profitti e socializza la miseria.

Commenti

Post popolari in questo blog

3,50 € per una consegna 6000 € di multa

GLOVO E IL GIOCO DELLE TRE CARTE: SE IL "RECUPERO INCENTIVI" DIVENTA UN ADDEBITO COATTO

Niente carota solo bastone