Lettera aperta a chi dice di rappresentarci e di conoscere il mondo rider


 

Lettera aperta a chi dice di rappresentarci

Questa non è una lettera per prendere una posizione politica. Sarebbe troppo facile, quasi comodo. Questa è una lettera che vuole semplicemente buttare in faccia la realtà dei fatti.

Chi scrive è un rider che, essendo iscritto a vari canali e gruppi di categoria, vede costantemente spuntare il tuo volto in una sfilza infinita di selfie: "sono in treno", "sto andando ai tavoli della trattativa", "sto negoziando". Ma se i risultati concreti di tutte queste trattative sono rimasti fermi a quelli del 2020, allora l'invito è uno solo: fermati e vieni a fare il rider per davvero, visto che ti professi tale.

Tra viaggi in treno, tavoli e video continui su internet, la domanda sorge spontanea:

  1. Quando trovi il tempo effettivo di lavorare?

  2. Come fai a mantenere una partita IVA in questo modo?

Non è nostra intenzione farti i conti in tasca. Vogliamo però farti i conti sulle scelte scellerate a cui hai acconsentito con la tua firma dal 2020 a oggi. E che la situazione sia disastrosa lo sai benissimo anche tu, tanto è vero che oggi, nel 2026, continui a ripetere che ci sono un sacco di problemi. Solo che, puntualmente, la colpa viene scaricata sui rider extracomunitari. Una retorica che, onestamente, ha stancato. È facile fare i leoni da tastiera, ma d'altronde sembra proprio essere nell'indole della sigla che rappresenti: parli, prometti, e poi ti giri a sgridare i lavoratori.

Sgridi i rider perché l'azienda perde soldi, li sgridi perché non salgono al piano, li sgridi perché scioperano, lanciando persino velate minacce. Sei rimasto in silenzio per sei anni, scomparendo dai radar, per poi ricomparire magicamente solo quando le aziende – affiancate dagli accordi firmati nel 2020 – sono state accusate di caporalato. Prima di allora, nessun video e nessuna rivendicazione. L'unico momento di notorietà è stato quel servizio sul TG3, dove un rider denunciava di essersi avvicinato alla vostra organizzazione perché gli erano stati promessi favori per bypassare il calendario. Di fronte a questo, nessuna risposta concreta, solo repliche timide.

In questi anni non si è vista nessuna denuncia da parte tua sulle morti dei rider avvenute sulla strada – numeri drammatici che forse non conosci nemmeno. Non parli dei problemi reali: della manutenzione dei mezzi, dei protocolli meteo che non vengono rispettati, dei rischi quotidiani che viviamo sull'asfalto. Parli, invece, dei problemi delle aziende.

Forse, dopotutto, hai sbagliato ruolo. Visto che, per tua stessa ammissione, vai sempre a braccetto con i manager delle applicazioni, perché non lasci a loro il tuo curriculum?

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