L’IPOCRISIA DELLE CONSEGNE: I manager si ripuliscono la faccia nei comunicati, ma dimenticano di lavarsi le orecchie. I rider di Biella incrociano le braccia!
C’è una strana patologia che colpisce i piani alti delle multinazionali del food delivery: una cecità selettiva abbinata a una sordità totale. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una sfilata di dichiarazioni d'amore aziendali sugli organi di stampa. Grandi manager che si ripuliscono l'immagine pubblica parlando di "sviluppo sostenibile", "piattaforme inclusive" e sbandierando una presunta anima "collaborativa".
Peccato che, mentre si lavano la faccia a favore di telecamera per compiacere i giornalisti, si siano completamente dimenticati di lavarsi le orecchie.
Perché se le avessero pulite, sentirebbero il rumore della realtà. Sentirebbero il grido dei rider di Biella, che oggi hanno detto basta e sono scesi in sciopero.
La realtà dietro l'algoritmo: Tariffe giù, chilometri su
Dietro la narrazione patinata della "collaborazione" c'è un algoritmo spietato che strozza chi lavora in strada ogni giorno, con ogni tipo di meteo. I nodi che hanno portato alla protesta di Biella sono gli stessi che infiammano le piazze di mezza Italia:
Raggi d’azione sempre più lunghi: Le consegne chilometriche sono diventate la norma. Si viene spediti da un capo all'altro del territorio per coprire distanze assurde, trasformando ogni turno in una maratona estenuante.
Paghe sempre più stracciate: A fronte di chilometri che aumentano, le tariffe continuano a scendere. Lavorare di più per guadagnare di meno: questa è la vera equazione matematica delle piattaforme.
Sicurezza zero: Nessuna tutela reale. Chi sta sulle due ruote affronta il traffico, la pioggia, il ghiaccio e la stanchezza accumulata a causa dei ritmi folli. Se ti fai male, per l'algoritmo sei solo un account temporaneamente non disponibile.
Biella non sta a guardare: lo sciopero della dignità
Il tempo delle promesse e dei tavoli di facciata è scaduto. I rider di Biella hanno deciso di incrociare le braccia per rivendicare quello che spetta loro di diritto: rispetto, tariffe dignitose e tutele reali sulla sicurezza.
Non siamo "collaboratori" quando c'è da fare sacrifici e "fantasmi" quando si tratta di diritti. Se le aziende vogliono definirsi davvero collaborative, inizino ad ascoltare chi la ricchezza la produce stando sulla strada, e non sulle poltrone dei loro uffici specchiati.
La solidarietà di tutta la cittadinanza va ai rider in lotta a Biella.
Senza diritti, le vostre app restano vuote. La resistenza viaggia su due ruote!
#RiderInLotta #ScioperoBiella #DirittiDeiLavoratori #FoodDelivery #StopSfruttamento

Commenti
Posta un commento