Genova: mentre la città brucia, Deliveroo gioca con la vita dei rider
Deliveroo consegna pinne e boccaglio
Ci sono momenti in cui la realtà non solo supera la satira, ma le sputa in faccia.
Da una parte c'è il Comune di Genova che emette ordinanze per l'emergenza caldo: limitazioni al lavoro all'aperto nelle ore più roventi, allerta rossa, appelli alla salute pubblica. Dall'altra parte c’è Deliveroo, che di fronte a temperature da collasso e all'asfalto che fonde sotto le ruote, decide che la priorità è lanciare la consegna in spiaggia di pinne, maschere e boccagli. Il tutto impacchettato con una bella grafica in stile Grand Theft Auto.
La trovata di marketing è quasi geniale nella sua perversione: trasformare la vita dei lavoratori della gig economy in un livello di GTA. Un videogioco dove l'asfalto cuoce a 40 gradi, l'umidità ti strozza e tu devi correre tra le auto per portare un boccaglio di plastica a chi si sta godendo il refrigerio del mare.
Peccato che qui non ci siano vite infinite, non ci sia un tasto "Pause" e non si tratti di un pixel su uno schermo. Si tratta di lavoratori in carne e ossa, spesso privi delle tutele più elementari, mandati a pedalare sotto il sole cocente per soddisfare il capriccio estivo del consumatore pigro di turno.
Mentre le istituzioni provano — spesso con colpevole ritardo — a porre dei limiti minimi alla fatica sotto il solleone, la piattaforma rilancia. Non si ferma, non adatta i turni, non garantisce riposi condizionati o stipendi dignitosi indipendentemente dalle consegne effettuate. No: fa lo storytelling dell'estate spensierata.
Guardatela bene quella grafica GTA. È il simbolo perfetto del capitalismo delle piattaforme:
La sofferenza reale trasformata in estetizzazione cool.
Il rischio di colpi di calore ed svenimenti venduto come "servizio innovativo per le tue vacanze".
La salute di chi lavora subordinata all'ennesima trovata di viral marketing.
Non abbiamo bisogno di "eroi della strada" da romanticizzare in chiave videoludica. Non abbiamo bisogno di rider-avatar che sfidano la fisica e il clima per portare una maschera subacquea a riva. Abbiamo bisogno di diritti, tutela della salute, blocco delle consegne nelle ore di caldo estremo e salari veri.
Se il caldo è un'emergenza, il lavoro non può essere un videogioco dove a perdere è sempre chi pedala.

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