In Italia inchieste e indagini che finiscono in tarallucci e vino


 Un altro titolo sui giornali, un’altra roboante inchiesta sul mondo dei giganti del food delivery, e indovinate un po' come va a finire? Sostanzialmente in nulla.

​Mentre nel resto del mondo si prendono decisioni drastiche per fermare il Far West delle piattaforme digitali, in Italia assistiamo all'ennesimo teatrino all'italiana: mesi e mesi di indagini, fiumi di inchiostro, titoloni sui media e poi la classica conclusione a tarallucci e vino.

​Come funziona altrove: regole chiare e pugno duro

​Non serve andare sulla Luna per vedere istituzioni che decidono di fare sul serio per tutelare i lavoratori e la legalità:

​New York: Il sindaco e l'amministrazione cittadina hanno imposto alle app di delivery una paga minima oraria garantita per i rider (portandola a quasi 20 dollari all'ora) e affrontando a viso aperto la lobby delle multinazionali. Chi sgarra paga o finisce fuori dal mercato.

​Londra: La Metropolitan Police e le autorità locali applicano il pugno duro senza mezze misure: controlli a tappeto sui rider informali, rispetto rigoroso del codice della strada, controlli sull'identità degli account per contrastare il caporalato digitale e il lavoro nero.

​L'Italia e la farsa del "collaborativo"

​E in Italia? In Italia la magistratura apre fascicoli, avvia "ispezioni storiche" e poi si accontenta delle buone intenzioni.

​Dopo l'ennesima inchiesta sui contratti e i compensi della gig economy, gli stessi magistrati arrivano alla sconcertante scoperta: Glovo non ha applicato gli aumenti. Quelli stessi aumenti che la magistratura aveva definito "collaborativi", fidandosi delle promesse delle piattaforme invece di imporre sanzioni coercitive immediatissime.

​Invece di bloccare i server, commissariare chi sfrutta o combinare multe milionarie che fanno davvero male ai bilanci delle multinazionali, qui ci si affida alla "buona volontà" delle aziende. Risultato?

​Le piattaforme incassano e continuano il loro business come se niente fosse.

​I rider continuano a pedalare per una manciata di euro a consegna, sottopagati e senza garanzie.

​Lo Stato fa la figura del gigante d'argilla che minaccia tanto ma non punisce mai.

​Finché le sentenze e le inchieste rimarranno semplici consigli "collaborativi" anziché decisioni da far rispettare con la forza della legge, il messaggio inviato a queste multinazionali sarà sempre lo stesso: in Italia potete fare quello che volete. È ora di finirla con le moine e iniziare a fare come New York e Londra.

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