L'algoritmo non può licenziarti? Bene, ma il "biscottino" non basta: vogliamo salute, sicurezza, dignità e salario!


 

L'algoritmo non può licenziarti? Bene, ma il "biscottino" non basta: vogliamo salute, sicurezza, dignità e salario!

​C'è una novità che sta rimbalzando ovunque nelle ultime ore: un nuovo Decreto Legislativo (che recepisce la direttiva UE) stabilisce che le piattaforme digitali non potranno più licenziare un rider o chiudere il suo account usando solo un algoritmo. Se un sistema automatico ti stacca la spina senza che ci sia un controllo umano, quella decisione è nulla. Zero, non vale niente.

​Sulla carta, leggiamo queste tre "nuove regole":

  • Controllo umano obbligatorio: Blocchi, sospensioni o tagli del ranking devono essere rivisti da una persona in carne e ossogno.
  • Nullità automatica: Se fa tutto il computer, il provvedimento contro il lavoratore salta.
  • Controlli più facili: L'Ispettorato del Lavoro potrà verificare la "finta partita IVA" per stanare il lavoro subordinato mascherato.

​Il nostro commento: Non ci basta il contentino

​Diciamocelo chiaramente: questo biscottino non lo vogliamo.

​Certo, togliere il potere di vita o di morte a un software è un passo avanti civile. Sapere che non verrai licenziato da una riga di codice mentre sei in bicicletta sotto la pioggia è il minimo sindacale in una società democratica. Ma non possiamo permettere che questa concessione diventi l'ennesimo fumo negli occhi per non parlare dei veri problemi strutturali che chi pedala affronta ogni singolo giorno.

​Evitare il licenziamento automatico serve a poco se poi le condizioni di partenza restano da sfruttamento. Noi non chiediamo solo di essere "trattati umanamente" quando veniamo cacciati. Noi chiediamo di vivere dignitosamente mentre lavoriamo.

​Le nostre priorità sono e rimangono altre:

  • Salario Garantito: Non si può vivere con l'ansia del cottimo o di tariffe regolate dal meteo e dalla fortuna. Vogliamo una paga oraria dignitosa, fissa e slegata dai capricci della piattaforma.
  • Salute e Sicurezza vere: Chi sta in strada rischia la vita ogni minuto. Vogliamo coperture assicurative integrali, dispositivi di protezione adeguati forniti dalle aziende e il riconoscimento delle malattie professionali.
  • Dignità e Diritti: Ferie pagate, maternità, congedi, contributi previdenziali reali. Essere considerati lavoratori a tutti gli effetti, non "partner" usa e getta a cui fare l'elemosina di un controllo umano prima di essere messi alla porta.

​La lotta continua

​Il recepimento della direttiva UE dimostra solo una cosa: che quando si protesta, le istituzioni sono costrette a muoversi. Ma questa è solo una mezza vittoria burocratica. La vera partita si gioca sui contratti, sulle piazze e sulla sicurezza stradale.

​Niente algoritmi killer? Ottimo. Ora però sediamoci al tavolo e parliamo di soldi, di diritti e di sicurezza. Perché la dignità non si misura in byte.

Salario, Sicurezza, Dignità: ORA.

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