Padova emergenza caldo "Se usi lo scooter o l'elettrica il caldo non esiste? Il grande inganno dell'ordinanza rider"
Ci risiamo: rider di Serie A e di Serie B (anche sotto il sole cocente)
Eccoci di nuovo qui. La solita vecchia storiella dei lavoratori di serie A e di serie B. Solo che stavolta il confine della discriminazione non passa soltanto attraverso i nodi di un contratto – subordinato o autonomo che sia – ma si misura persino sul mezzo di trasporto utilizzato. Quel mezzo che, è sempre bene ricordarlo e ribadirlo costantemente, è totalmente e perennemente a carico del rider, per qualsiasi applicazione si lavori.
Il caso Padova: tutele a metà e metriche misteriose
Guardiamo cosa sta succedendo a Padova. In città, i rider subordinati (seppur in modo parziale) hanno giustamente ottenuto il diritto di tutelare la propria salute di fronte a temperature critiche. Fin qui, una vittoria. Ma è guardando i dettagli dell'ordinanza che sorgono i dubbi più profondi, rivelandone tutta la natura discriminatoria.
L’azienda ha concesso la possibilità di non dare la disponibilità e di essere tutelati economicamente solo a chi lavora in bicicletta muscolare.
Ci sorge spontanea qualche domanda:
Quante sono, oggi, le bici muscolari sulla strada? Sicuramente una netta minoranza.
Un rider che lavora su una bici elettrica o su uno scooter è per caso refrigerato? Il caldo torrido dell'asfalto scompare magicamente se c'è un motorino elettrico o termico a spingere il mezzo?
Con quale metrica è stata presa questa decisione? Esiste uno studio tecnico e scientifico che dimostra che chi usa l'elettrico o lo scooter non subisce i danni del calore estremo? Se esiste questa valutazione tecnica – obbligatoria, visto il regime di subordinazione – chiediamo che venga resa pubblica e messa a conoscenza di tutti.
Stessa mansione, stesse strade, destini diversi
La cosa più scellerata, quella che ci scandalizza e che denunciamo da sempre, è l'assoluta disparità a parità di rischio: stessa mansione, stesse strade, stesso identico caldo, ma lavoratori trattati in modo totalmente diverso.
Mentre a una minoranza viene concessa una parziale tutela, i rider di Glovo e Deliveroo – sia che operino in elettrico, in scooter o in muscolare – non riceveranno alcuna protezione. Loro dovranno continuare a girare, a prescindere dai gradi sull'asfalto.
Ah, già... quasi dimenticavamo la solita retorica. Glovo e Deliveroo ribadiranno fino allo sfinimento che i loro rider, in quanto "autonomi", sono liberissimi di scegliere se uscire a lavorare o restare a casa.
La favola dell'autonomia contro la realtà
Peccato che le cronache, le inchieste e la realtà di tutti i giorni smentiscano puntualmente questa favola romantica. La verità è molto più cruda: con una miseria di 3,50 € a consegna, non si riesce né a vivere, né tantomeno a mantenere in piedi una partita IVA regolare.
La "libertà di scegliere" non esiste quando l'alternativa è non mettere il piatto in tavola. La salute non può essere un lusso per pochi o un fattore legato al tipo di mezzo che un lavoratore è costretto a comprarsi e mantenersi da solo.

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