La scia di sangue dettata dal click (non troppo) innocente


 


Tre tragedie in pochissime settimane. Un bilancio di guerra sulle strade delle nostre città, consumato nell'indifferenza di chi considera la consegna a domicilio un semplice automatismo.

  • 9 settembre: Un rider finisce incastrato sotto un autobus.

  • 15 settembre: Un rider si schianta contro un pullman.

  • 25 settembre: Un rider perde la vita dopo uno scontro sull'asfalto.

Non si tratta di sfortuna, né di un'incredibile catena di "semplici incidenti". Questi sono infortuni sul lavoro a tutti gli effetti.

Dietro ogni icona che si muove sullo schermo di uno smartphone non c'è un algoritmo magico, ma una persona in carne ed ossa costretta a correre contro il tempo. L'illusione della flessibilità e della libertà si infrange ogni giorno contro la realtà dei ritmi imposti dalle piattaforme: bonus legati alla velocità, ranking reputazionali e penali implicite per chi rifiuta una consegna o rallenta.

Quando un utente ordina un pasto con un tocco sullo schermo, quel gesto scatena un conto alla rovescia spietato. Quel click, apparentemente innocente, alimenta una macchina produttiva che scarica l'intero rischio d'impresa e di vita sulle spalle di chi pedala o guida uno scooter.

Chiediamo chiarezza ai caporali digitali del delivery.

È ora di finire la finzione del "collaboratore autonomo" usata per schivare tutele, previdenza e massimali di sicurezza. Pretendiamo:

  1. Riconoscimento reale della salute e della sicurezza sul lavoro: La strada è il nostro luogo di lavoro e va tutelata come tale, con formazione vera, dispositivi di protezione adeguati e ritmi umani.

  2. Abolizione del cottimo e della tirannia degli algoritmi: Basta con le metriche che spingono a rischiare la vita per risparmiare due minuti sulla consegna.

  3. Trasparenza e responsabilità: Le multinazionali del cibo a domicilio devono rispondere direttamente della sicurezza di chi lavora per loro.

Non siamo pedine sostituibili. Ogni vita spezzata o spezzata a metà sull'asfalto ha un responsabile preciso: un sistema che mette il profitto e la velocità al di sopra della vita umana.

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