PADOVA, LE PIATTAFORME CONVOCATE DAL SINDACO. MA CHI SI ASSUME DAVVERO LA RESPONSABILITÀ DELLA SICUREZZA DEI RIDER?


 PADOVA, LE PIATTAFORME CONVOCATE DAL SINDACO. MA CHI SI ASSUME DAVVERO LA RESPONSABILITÀ DELLA SICUREZZA DEI RIDER?


**Dalle denunce sulla sicurezza stradale alla convocazione dei responsabili delle applicazioni digitali: tante parole, pochi impegni concreti. Ancora una volta, il conto rischia di essere pagato dalla collettività.**


La decisione del sindaco di Padova di convocare i responsabili delle piattaforme di delivery, dopo le numerose segnalazioni e polemiche legate alla sicurezza stradale e ai comportamenti dei rider, rappresenta un passaggio importante.


Finalmente si prova a chiamare al tavolo anche chi organizza, gestisce e trae profitto da questo sistema di lavoro.


Ma cosa succede quando arriva il momento di assumersi le proprie responsabilità?


Secondo quanto emerso, le piattaforme non avrebbero assunto impegni concreti di intervento, preferendo indirizzare la questione verso iniziative di formazione e corsi di sicurezza stradale gestiti con il coinvolgimento delle forze dell'ordine.


**Sia chiaro: la formazione sulla sicurezza stradale è importante e non siamo contrari ai corsi. Ma non può diventare il paravento dietro il quale le piattaforme nascondono le proprie responsabilità.**


Non basta insegnare a un rider come comportarsi sulla strada se poi si continua a mantenere un modello organizzativo che esercita pressioni attraverso algoritmi, tempi di consegna, disponibilità e sistemi di valutazione.


Non basta convocare le piattaforme per una riunione di facciata se alla fine non vengono richiesti impegni verificabili.


La sicurezza non può essere delegata esclusivamente ai lavoratori, alle forze dell'ordine e alle amministrazioni pubbliche.


**CHI GUADAGNA DAL DELIVERY DEVE ASSUMERSI ANCHE LE RESPONSABILITÀ DEL MODELLO CHE HA COSTRUITO!**


Ci domandiamo:


- Chi verifica che i mezzi utilizzati dai rider siano idonei e sicuri?

- Chi interviene sulle pressioni esercitate dagli algoritmi?

- Chi si assume la responsabilità delle condizioni organizzative che possono favorire comportamenti rischiosi?

- Quali impegni economici e operativi sono disposte ad assumere le piattaforme?

- Perché la collettività dovrebbe farsi carico di compensare ciò che le aziende non intendono affrontare?


Non possiamo continuare ad assistere a un sistema nel quale i profitti restano privati mentre i costi sociali, sanitari e di sicurezza vengono scaricati sulla collettività.


I rider non sono un problema da gestire attraverso qualche corso di educazione stradale. Sono lavoratori che ogni giorno condividono le strade con migliaia di altri utenti e che hanno diritto a condizioni di lavoro sicure.


**NON SERVONO ALTRE CHIACCHIERE. SERVONO RESPONSABILITÀ, CONTROLLI E IMPEGNI CONCRETI.**


Il sindaco di Padova ha fatto bene a convocare le piattaforme. Ma adesso non basta averle sedute attorno a un tavolo: bisogna pretendere risposte, scadenze e risultati.


Perché la sicurezza stradale non può essere soltanto una questione di ordine pubblico. È anche una questione di organizzazione del lavoro, di responsabilità d'impresa e di diritti.


**BASTA SCARICARE SULLA COLLETTIVITÀ I COSTI DI UN MODELLO CHE CONTINUA A GENERARE PROFITTI PER LE PIATTAFORME!**


*La sicurezza dei rider non si risolve con una passerella istituzionale o con qualche corso. Si risolve cambiando ciò che mette a rischio chi lavora.*




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