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Ordini a 10–15 km su Deliveroo: perché il cliente non sa cosa succede davvero

    Ascolta lo stupore del cliente L’ILLUSIONE DEL CLICK E LA REALTÀ DEL SANGUE: IL CASO DEI 14 KM Mentre tu, cliente, scorri pigramente il pollice sulla App di Deliveroo, convinto di acquistare un servizio "smart", la realtà che si muove dietro lo schermo è fatta di asfalto rovente, algoritmi ciechi e un rischio calcolato sulla nostra pelle. Hai appena ordinato un poke da un ristorante a 14 chilometri di distanza. Forse non lo sai, forse l’app "si è dimenticata" di dirtelo chiaramente, ma quel tragitto non è una linea retta su un monitor: è una missione suicida urbana. 📍 IL MITO DI GOOGLE MAPS E L'INGANNO TECNOLOGICO Deliveroo si lava le mani della nostra sicurezza delegando tutto a Google Maps. Ma Maps non sa chi siamo. Per l'algoritmo, siamo punti astratti nello spazio, non lavoratori in carne ed ossa. Nessuna distinzione di cilindrata: Il navigatore non sa se guidi un cinquantino che fatica in salita o una bici che non può accedere a determinate arterie...

Proteste dei rider e istituzioni: l’ipocrisia della politica nel settore delivery

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  L’IPOCRISIA DELLE POLTRONE, LA RABBIA DELLE PIAZZE Contro il capitale che mangia la strada: cronaca di un 1° Maggio di lotta Dalle poltrone dei palazzi alle passerelle delle piazze, assistiamo all'ormai stucchevole spettacolo della propaganda politica sul settore del delivery. Intellettuali da salotto e "ascensoristi" sociali tentano di cavalcare le lotte dei rider solo per dare una spinta alle proprie carriere, parlando di un mondo che non conoscono e che non vivono. Ma la realtà non si lascia addomesticare. Ieri, 1° Maggio , Festa dei Lavoratori, chi il delivery lo vive sulla propria pelle ha deciso di rompere il silenzio. Molti compagni e lavoratori ci hanno messo la faccia per denunciare il mondo sommerso delle piattaforme: un sistema basato sullo sfruttamento selvaggio e sul ricatto quotidiano. Non chiediamo elemosina, ma pretendiamo la vittoria: Fine del cottimo e della precarietà strutturale. Riconoscimento immediato di tutele e sicurezza. Dignità e diritti ...

Decreto Rider: cosa cambia davvero e perché non convince i lavoratori

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  Decreto Rider: Tanto fumo, niente diritti. Un guscio vuoto che beffa i lavoratori Dopo anni di promesse, tavoli tecnici e annunci in pompa magna, la montagna ha partorito il classico topolino. Analizzando il testo definitivo, la conclusione è una sola: il decreto rider si rivela un involucro privo di contenuti, destinato a non produrre alcun effetto concreto. Una vittoria solo sulla carta Dietro i titoli trionfali dei comunicati ministeriali si nasconde una realtà fatta di commi ambigui e scappatoie legali. Quello che doveva essere il "giro di vite" contro lo sfruttamento della Gig Economy si è trasformato in un esercizio di stile legislativo che lascia tutto immutato. Perché questo decreto è un fallimento? L'ambiguità del subordinato: Nonostante le chiacchiere, il confine tra lavoro autonomo e subordinato resta nebbioso. Le piattaforme avranno ancora gioco facile nel mascherare rapporti di dipendenza sotto la maschera della "flessibilità". Algoritmi ancora o...

Lettera aperta a Deliveroo: le critiche dei rider ai manager

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  Lettera aperta: Caro Manager di Deliveroo, la tua arroganza non nasconde la realtà ​ Caro Manager (che ami farti chiamare "Avvocato"), ​Mi spiace notare come, per l'ennesima volta, tu ti sia risentito per le rivendicazioni dei rider. È quasi affascinante osservare la tua abilità nell’arrampicarti sugli specchi per trovare coraggio, per poi trasformarti prontamente in un "cucciolo di barboncino" quando ti metti a disposizione di quella magistratura che ha definito il modello della tua azienda come caporalato . ​Io non mi fregio del titolo di avvocato, ma conosco la realtà della strada. Se affermi che l’azienda rispetta appieno il D.Lgs. 81/08 , mi vedo costretto a portarti nel mondo reale con alcune contestazioni puntuali: ​1. La farsa della Sicurezza e dei DPI ​Dov’è il rispetto della norma quando la consegna dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) , come caschi per bici e moto, è praticamente inesistente? La sicurezza non si fa a parole, si fa fo...

Rider e politica: perché i lavoratori del delivery si sentono ancora soli

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  L’ENNESIMA CAMPAGNA SULLE NOSTRE SPALLE: DA GIGINO A GIORGIA, IL RIDER RESTA SOLO Siamo alle solite. Si avvicina il 1° Maggio , la festa dei lavoratori, e puntuale come una consegna in orario di punta arriva l'annuncio del governo di turno. Questa volta tocca a Giorgia Meloni e al suo pacchetto di misure per il settore delivery. Ma noi che la strada la mangiamo ogni giorno, abbiamo la memoria lunga. La storia si ripete: il fantasma di Gigino Ricordate il "fantastico" Luigi Di Maio ? Sembrava dovesse scatenare la rivoluzione del secolo. Diceva che i rider sarebbero stati il simbolo del cambiamento, che avremmo avuto tutele da dipendenti e dignità garantita. Risultato? Lui ha trovato un "posticino garantito" e noi siamo rimasti esattamente dove eravamo: a pedalare sotto la pioggia per pochi euro, con algoritmi che decidono della nostra vita. Oggi, 10 anni dopo la comparsa del primo zaino termico e a pochi mesi dalle inchieste che hanno smascherato il caporalato...

Aprile morte di un rider a Torino: ricostruzione dei fatti e sicurezza nel delivery

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  Aprile: il mese fatale per il rider deceduto a Torino. ​Le strade di Torino si sono tinte di un silenzio assordante. Mentre le dinamiche esatte dell'incidente restano ancora al vaglio delle autorità, una domanda brucia più delle altre e risuona tra chiunque carichi uno zaino termico sulle spalle: le piattaforme verificano davvero l'idoneità fisica dei propri lavoratori? ​ La falla nel sistema: sicurezza o profitto? ​La realtà che emerge dai contratti di gig economy è agghiacciante. Sia Glovo che Deliveroo prevedono l'obbligo di visite mediche solo dopo il superamento delle 50 giornate lavorative . ​Questo significa che per quasi due mesi un lavoratore può operare nel traffico, sotto lo sforzo fisico costante e in ogni condizione meteo, senza che nessuno ne abbia accertato lo stato di salute. Il vuoto normativo e preventivo non è solo evidente: è pericoloso. ​ Restano i dubbi, manca la responsabilità ​Davanti a una vita spezzata, ci troviamo di fronte a un muro di ...

Il paradosso del rider: quando il tuo tempo vale meno di un caffè tra Stato e Deliveroo

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  Tutti guadagnano, tranne chi pedala. È questa l'equazione brutale che sta alla base del food delivery oggi. Una matematica che non torna mai per noi, ma che sembra far quadrare i conti di tutti gli altri attori in gioco. ​I numeri della vergogna ​Parliamo di fatti, non di opinioni. Prendete un turno qualunque: 120 minuti di disponibilità . Due ore della propria vita trascorse in strada, nel traffico, sotto la pioggia o il sole. Il valore di questo tempo per Deliveroo? 4,91 euro. ​Sì, avete letto bene. Poco più di due euro l'ora. Ma la beffa non finisce qui. ​Lo Stato: socio solo negli incassi ​In questo scenario entra in gioco il secondo "socio" silenzioso: lo Stato. ​ Pretende: Su quei miseri 4,91 euro, ne vuole 0,98 (tra tasse e contributi). ​ Offre: Il nulla , gli ammortizzatori sociali per noi sono un miraggio. ​Siamo considerati imprenditori di noi stessi quando c’è da pagare, ma fantasmi quando c'è da ricevere tutele. ​Un modello costruito sulla nostra ...