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  Quando la prevenzione diventa un attacco politico Le recenti ordinanze sul caldo, adottate in alcune regioni per tutelare i lavoratori che operano all'esterno, rappresentano un passo avanti concreto. Per la prima volta, si è prestata attenzione a una categoria particolarmente vulnerabile: i rider , monitorati in ogni loro movimento dalle app. Questo strumento, che obbliga le aziende a sospendere le consegne durante le ore più calde, è una risposta a un'emergenza che, solo di recente, ha causato tre decessi in Italia di lavoratori. Eppure, questa misura, che avrebbe dovuto essere accolta con favore, ha scatenato un'ondata di polemiche. La discussione, giusta e legittima, sul mancato salario durante le ore di stop si è trasformata in un vero e proprio attacco politico , un pretesto per strumentalizzare un problema serissimo. Ma dove erano queste voci quando un rider a Bologna rischiava la vita viaggiando in una strada diventato un  fiume in piena? In quell'occasione, lo...

Il Caldo (e ' caldo sia per subordinati che autonomi l'indifferenza delle applicazioni del delivery e' uguale)

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  Quando le temperature superano i 30, i 35, persino i 38 gradi, per molti di noi la prima reazione è cercare riparo nell'aria condizionata o all'ombra. Ma c'è una categoria di lavoratori che non può permettersi questo lusso: i rider . Persone che sfrecciano per le nostre città sotto il sole cocente, trasformando la loro bicicletta o il loro scooter in un forno su due ruote, per consegnarci comodamente a casa cibo e beni di consumo. Il caldo non è solo fastidio, è un rischio concreto per la salute . Disidratazione, colpi di calore, svenimenti: questi non sono scenari apocalittici, ma pericoli reali che i rider affrontano ogni giorno d'estate. Eppure, l'indifferenza delle piattaforme di delivery è disarmante. L'Ipocrisia delle Piattaforme: Bonus o Consigli Ridicoli? Le app che inquadrano i rider come autonomi hanno trovato il loro modo per "gestire" la situazione: offrono bonus per incentivare le consegne anche con temperature estreme. In pratica, ti ...

L'Algoritmo Che ci Ruba il Salario: La Dura Realtà dei Rider

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  Siamo stanchi della solita filastrocca. Quella che recita che "l'algoritmo non è programmabile", una serie di codici calati dal cielo da un'entità suprema e intoccabile. Bene, noi a questa storia non ci abbiamo mai creduto. E la nostra esperienza quotidiana, fatta di chilometri macinati e diritti calpestati, ci dà ragione. Siamo rider, lavoratori autonomi,subordinati eppure siamo alla mercé di un sistema che sembra non tenere in alcun conto la nostra realtà. Parliamo delle applicazioni di delivery che, ancora una volta, dimostrano di ignorare completamente l'uso dei mezzi e la compatibilità con le zone di consegna. Mezzi Inadeguati, Zone Inappropriate: Un Paradosso Quotidiano È un'assurdità veder sfrecciare mezzi muscolari o elettrici nelle periferie più estreme delle città, costretti a coprire distanze immense, mentre scooter e auto si muovono agilmente nel centro, spesso violando zone a traffico limitato o addirittura non consentite. Questa disparità ...

Deliveroo: Cambia il Padrone, Restano le Discriminazioni (Ancora una volta)

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  Ancora una volta, siamo qui a denunciare una realtà inaccettabile. Nonostante il cambio di proprietà di Deliveroo, le problematiche fondamentali che affliggono i rider sembrano rimanere invariate. E, tra queste, spicca in modo preoccupante la discriminazione sistemica nei confronti dei rider extracomunitari. Riceviamo continue segnalazioni di difficoltà, quando non veri e propri blocchi, nel processo di caricamento della ricevuta di permesso di soggiorno. Ma il problema non finisce qui. Ancora più grave è la discriminazione che si manifesta una volta che la ricevuta viene caricata. Ci troviamo di fronte a una chiara violazione dell'Articolo 5 del Testo Unico sull'Immigrazione (D.Lgs. 286/98). Questa norma stabilisce che il permesso di soggiorno, inclusa la ricevuta che ne attesta la richiesta o il rinnovo, è un documento valido ai fini della permanenza e del lavoro nel territorio italiano. Eppure, per i nostri colleghi rider, questa validità sembra essere spesso ignorata, p...

La Grande Indifferenza: Quando le Multinazionali ci Spremuno e Noi Stiamo a Guardare

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Quando il doppio squillo al campanello diventa una minaccia: la realtà dietro le consegne a domicilio

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  Le app di delivery hanno rivoluzionato le nostre vite, rendendo tutto più comodo e veloce. Ma dietro questa facciata di efficienza, si nasconde una realtà complessa, fatta di pressioni, stress e, a volte, veri e propri episodi di tensione . L'ultima notizia che circola parla di un rider che avrebbe minacciato un cliente per non essere sceso subito a ritirare l'ordine. Un episodio isolato, forse, ma che solleva il velo su dinamiche preoccupanti. La corsa contro il tempo: il cottimo e le sue conseguenze Come rider, spesso ci troviamo di fronte a situazioni che mettono a dura prova la nostra pazienza. Capita che i clienti non inseriscano il cognome o lascino contatti inesistenti, costringendoci a perdere minuti preziosi per una singola consegna. Minuti che, per un lavoro basato sull'algoritmo e, di fatto, sul cottimo , si traducono in mancati guadagni . Non vogliamo in alcun modo giustificare le minacce o comportamenti violenti. Ma è fondamentale denunciare come il sistema d...

Quando l'infortunio diventa merce di scambio: la lotta dei rider per la dignità

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L'infortunio sul lavoro non dovrebbe mai essere una merce da contrattare, eppure, per i rider, è diventato una triste realtà. Prima del 2020, molti infortuni non venivano nemmeno riconosciuti. Poi abbiamo assistito a un'identificazione parziale del tempo di lavoro, dove solo il periodo di consegna contava, escludendo tutto il resto. E la situazione, purtroppo, non è migliorata. Oggi, l'INAIL può riconoscere l'infortunio, ma ci troviamo di fronte a un'altra piaga: l' omissione contributiva da parte delle aziende, nonostante la denuncia sia stata presentata. Questa è solo una delle tante irregolarità che incontriamo. Visite mediche e ritmi insostenibili: un sistema che non tutela Abbiamo già sollevato il problema delle visite mediche di idoneità al lavoro , spesso effettuate solo dopo 50 giornate lavorative. Questo è inaccettabile. La prevenzione dovrebbe essere al primo posto, non la verifica a posteriori. Ma la radice del problema è più profonda: la maggior par...