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Assodelivery apparecchia il tavolo della precarieta' "La voce di chi pedala, contro lo sfruttamento delle piattaforme".

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  La voce di chi pedala, contro lo sfruttamento delle piattaforme. 🍽️ Il "Menu" di AssoDelivery: Precarietà condita con Sfruttamento Oggi non parliamo di consegne, parliamo di tavole imbandite sulla nostra pelle. Le controparti si siedono a negoziare, ma per noi il menu è sempre lo stesso. "AssoDelivery dichiara di aver apparecchiato la tavola: la portata principale è la precarietà, condita con lo sfruttamento. Non verrà servito il piatto della salute e della sicurezza, visto che i commensali di Glovo e Deliveroo ne sono intolleranti." Dietro gli slogan sul "lavoro flessibile" e l'autonomia di facciata, la realtà che viviamo ogni giorno sulle strade è fatta di algoritmi punitivi, assenza di tutele reali e rischi totalmente a nostro carico. La salute e la sicurezza sul lavoro non sono un'opzione o un'intolleranza alimentare dei colossi del food delivery: sono un diritto costituzionale. La torta ai padroni, le briciole ai "figuranti" I...

NOTIZIA SHOCK APPROVATA DAI GRUPPI WHATSAPP DI TORINO: Sotto il sole di giugno, nasce il "Trump dei rider"

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  NOTIZIA SHOCK APPROVATA DAI GRUPPI WHATSAPP DI TORINO: Sotto il sole di giugno, nasce il "Trump dei rider" Torino, 23 Giugno 2026 – Nelle chat dei rider torinesi non si parla d'altro. Una notizia shock, rimbalzata di gruppo in gruppo e approvata all'unanimità dalla base dei lavoratori su due ruote, sta accendendo gli animi più delle temperature d'asfalto di questi giorni. Il protagonista? Un ex "capitano" della flotta. Uno di quelli che, fino a ieri, incassava 1,50 € in più a consegna rispetto agli altri rider con un compito ben preciso: monitorare, segnalare e far sanzionare chiunque osasse non rispettare la subordinazione aziendale. Un guardiano dell'algoritmo, insomma. Ma qualcosa, improvvisamente, è andato in cortocircuito. L'inversione a U: Dalla subordinazione alla "follia di grandezza" Oggi assistiamo a un miracolo (o a un'insolazione). L'ex capitano, folgorato sulla via del cottimo, ha improvvisamente iniziato a rive...

L'ipocrisia dei controlli: se la matematica degli infortuni non fa più notizia nemmeno per l'INAIL

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  E’compito dell’INAIL valutare i dati e segnalare criticità sistemiche . Ignorare un picco di infortuni significa non adempiere alla funzione di prevenzione prevista dall’art. 9 del D.Lgs. 81/2008   ​La dinamica è sempre la stessa, da prassi. Ti fai male sulla strada mentre stai consegnando, l'azienda fa la sua regolare denuncia (spiegando il fatto "per filo e per segno" dal proprio punto di vista) e, poco dopo, l'INAIL ti manda a casa il classico questionario di riscontro. Sulla carta, sembra un meccanismo perfetto, quasi premuroso: l’istituto vuole verificare che la versione del lavoratore coincida al millimetro con quella dichiarata dall'impresa. Una prassi corretta, si potrebbe pensare. ​Se non fosse che, dietro questa apparente precisione burocratica, si nasconde una cecità sistemica che fa spavento. ​Mentre l'INAIL si preoccupa di incrociare i dettagli del singolo incidente per assicurarsi che ogni casella sia sbarrata al posto giusto, sembra ignorare c...

DOMENICA 21 GIUGNO 2026: IL DELIVERY SI DOVEVA FERMARE. ECCO PERCHÉ LE PIATTAFORME HANNO RELEGATO I RIDER AL RISCHIO

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 DOMENICA 21 GIUGNO 2026: IL DELIVERY SI DOVEVA FERMARE. ECCO PERCHÉ LE PIATTAFORME HANNO RELEGATO I RIDER AL RISCHIO ​Facciamo chiarezza una volta per tutte, senza giri di parole. Oggi, domenica 21 giugno 2026, il servizio di food delivery doveva essere sospeso? ​La risposta è: SÌ, se la piattaforma Worklimate segnava RISCHIO ALTO nella fascia oraria 12:30–16:00. La risposta è NO solo se il rischio fosse stato inferiore. Ma oggi non era inferiore. ​Nessuna scusa, nessun vuoto normativo. Non dipende dal settore in senso stretto, dipende unicamente dal livello di rischio meteo-climatico. E il delivery, rientrando a pieno titolo nella categoria “logistica”, è assolutamente incluso nella tutela. ​ Cosa dice l’ordinanza (in modo operativo) ​L'ordinanza parla chiaro e non ammette interpretazioni di comodo: ​Il blocco: Se Worklimate indica rischio ALTO o MOLTO ALTO, scatta lo stop obbligatorio per i settori edile, agricolo e logistico (rider compresi). ​La fascia oraria: Il blocco totale...

Piangono di avere un business in perdita ma i soldi li trovano quando serve

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  IL GRANDE BLUFF DEL DELIVERY Autonomi a parole, schiavi dell’algoritmo. Ma i soldi per i tribunali ci sono sempre. ! Guardateli nei loro comunicati stampa patinati: parlano di "flessibilità", di "imprenditorialità di se stessi", di un futuro smart in cui ognuno è capo di se stesso. La verità è un'altra ed è sotto gli occhi di tutti. Il modello del delivery basato sul lavoro autonomo è il più grande bluff del millennio. Ci dicono che inquadrare i rider come lavoratori subordinati è impossibile. “Non staremo in piedi” , piangono i manager delle multinazionali, “la sostenibilità economica del business crollerebbe e saremmo costretti a chiudere” . Ma è davvero così? O ci stanno raccontando una gigantesca menzogna? Il paradosso delle tasche piene (ma solo in tribunale) La narrazione ufficiale vuole che queste piattaforme viaggino costantemente in perdita, sul filo del rasoio del fallimento. Poi, però, basta guardare cosa succede quando si accendono le luci dei tri...

Non chiedono diritti ma ridimensionamento della flotta un disegno ambiguo con rider autonomi con diritti ma non troppi

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  116 ore di lavoro. 757 km percorsi. 249 euro guadagnati. Mentre lo sfruttamento ti sbatte in faccia la cruda realtà della strada, c’è chi, ancora oggi, sogna di scrivere un Contratto Collettivo Nazionale per i rider che definire "fumoso" è un eufemismo. Ci troviamo di fronte a un progetto contrattuale che si muove su un paradosso grottesco, un disegno ambiguo il cui unico risultato reale è la precarizzazione permanente . Il paradosso del "lavoratore ibrido" L'idea di fondo è quella di creare una figura speculativa che serve solo a fare gli interessi delle piattaforme: Autonomi, ma non troppo: lavoratori a cui si vogliono concedere diritti col contagocce, negando le vere tutele del lavoro subordinato. Subordinati, ma non troppo: costretti a restare legati a doppio filo alle esigenze e ai ritmi aziendali, quel tanto che basta per garantire alle multinazionali una flessibilità ancora maggiore e, soprattutto, a costo zero. In questo clima di i...

Se le piazze sussurrano, la realtà urla: la parabola del contratto 2020

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GUARDA IL VIDEO DENUNCIA Se le piazze sussurrano, la realtà urla: la parabola del contratto 2020 Non sappiamo con certezza matematica se tutte le indiscrezioni che circolano in questi giorni siano vere. Non spetta a noi fare i magistrati. Di certo, però, c’è una cosa che nessuno può negare: il vociferare nelle piazze esisteva, ed era forte. Chi vive la strada, chi passa le ore in attesa tra una consegna e l'altra, certe storie le sente nell'aria da un pezzo. Ma al di là dei sospetti, ci sono i fatti. E i fatti dicono che nel 2020 una specifica sigla sindacale ha deciso di firmare un accordo con le piattaforme di Assodelivery. Un contratto che fin dal primo giorno è stato rigettato, contestato e preso a subissate di fischi dalla stragrande maggioranza dei rider in tutta Italia. Non era un accordo per tutelarci, ma una firma calata dall'alto che ha legalizzato il cottimo e la precarietà, cristallizzando condizioni di lavoro insostenibili. Dalle piazze alla cronaca nera Quel p...