LA TRAPPOLA DEL "LAVORETTO": Se la scelta è tra morire di fame, di caldo o di debiti
Correggiamo subito la domanda, perché posta così è solo un ricatto narrativo: Meglio morire di fame o morire di caldo sotto il sole cocente dell'asfalto cittadino? Nessuna delle due. La verità è molto più cruda. Oggi la scelta che viene imposta a migliaia di persone è tra l'indigenza assoluta e il trasformarsi in cartelli pubblicitari viventi al servizio di un'applicazione. Corpi marchiati da un logo, che sfrecciano nelle nostre città senza sosta, svuotati di ogni diritto umano e lavorativo fondamentale. Senza tutele si muore comunque Non c'è dignità nel barattare la propria salute per una manciata di euro a consegna o a prestazione. Lavorare senza tutele, senza ammortizzatori sociali, senza coperture assicurative reali e sotto il ricatto costante di un algoritmo significa una cosa sola: rischiare la vita ogni giorno. Se ti ammali, sei fuori. Se c'è un'ondata di calore a 40 gradi, o scendi in strada o non mangi. Non è flessibilità, è sfruttamento digital...