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Torino come un Emmental: Se le buche diventano complici dello sfruttamento

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IN 500 METRI DI TRAGITTO  "L'infortunio di un rider oltre essere NON ETICO e un costo per TUTTI"  Torino come un Emmental: Se le buche diventano complici dello sfruttamento Torino non è più la città dell'auto; oggi è la città dei "buchi". Ma mentre per un automobilista un cratere nell'asfalto significa un braccetto della sospensione rotto, per chi lavora su due ruote — i rider in testa — quella stessa buca può significare la fine della giornata, se non della carriera o della vita. Il D.Lgs 81/08: Una legge fantasma sull'asfalto Parliamoci chiaro: prendersela con le piattaforme di delivery non è solo un esercizio di stile, è un atto dovuto. Il D.Lgs 81/08 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) parla chiaro sulla valutazione dei rischi. Ma quale sicurezza può esserci quando il "luogo di lavoro" è una strada che somiglia a un groviera? Le aziende di delivery continuano a operare in un limbo di responsabilità, ma la loro colpa è dopp...

Fino alla bara tutto si impara "FORSE"

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  Fino alla bara tutto si impara Non è più solo una questione di "algoritmi" o di freddi calcoli matematici. Quello che vediamo oggi nelle piazze, sotto i portici delle nostre città e fuori dai fast-food, è il risultato di un sistema progettato chirurgicamente per dividere. Tra le inchieste della Magistratura che scoperchiano il vaso di Pandora del caporalato digitale e l'Antitrust che osserva il monopolio del profitto costruito sulla pelle dei lavoratori, la realtà emerge in tutta la sua violenza: si muore di consegna. I giornali si limitano spesso alla superficie. Parlano di "liti tra rider" e di "accoltellamenti" come se fossero episodi di cronaca nera isolata, frutti di cattiva educazione o disagio sociale. Noi diciamo la verità: questa è una guerra tra poveri. È una guerra alimentata scientemente da chi non garantisce sicurezza, da chi nega zone di sosta dignitose e da chi si nasconde dietro contratti fumosi per non assumersi responsabilità. IL DO...

Antitrust vs Delivery: le piattaforme che sfruttano i rider finiscono sotto indagine

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Mentre le strade delle nostre città continuano a essere solcate da migliaia di rider, dietro le quinte del potere algoritmico si consuma una farsa che ha dell'incredibile. Da una parte, le autorità di vigilanza e l'Antitrust stringono il cerchio su pratiche commerciali e gestionali sempre più opache; dall'altra, i giganti del delivery — con Deliveroo in prima linea — rispondono con una narrazione che oscilla tra il vittimismo e la condiscendenza. ​La Cooperazione come "Regalo": Un’Offesa allo Stato di Diritto ​Ciò che lascia sbigottiti è il tono utilizzato dai vertici di queste multinazionali. In recenti dichiarazioni e tavoli tecnici, la volontà di "collaborare con la magistratura" viene fatta passare quasi come una concessione benevola, un atto di cortesia istituzionale elargito dall’alto del loro impero digitale. ​La realtà è ben diversa: collaborare con la giustizia non è un regalo, è un obbligo. Presentarsi come partner dialoganti mentre si applican...

NON È UN VIDEOGIOCO, È LA NOSTRA VITA

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  Non e GTA Dietro l'app: il sangue che non vedi mentre ordini Spegnete la console. Dimenticate le missioni di GTA, le corse folli tra i vicoli per guadagnare punti o i "livelli" da superare. Qui non c’è il tasto Restart. Se cadi, resti a terra. Se sbagli, paghi con la pelle. Il mondo del delivery oggi non è un'opportunità di lavoro: è un ring a cielo aperto dove le regole le scrive la strada, e sono tutte contro di noi. 👊 Il paradosso della violenza: botte se hai, botte se non hai Viviamo in un assurdo limbo di pericolo costante: Non hai il resto? Volano insulti, minacce, spintoni. Sei tu il colpevole se il sistema non ti dà gli strumenti. Hai i soldi addosso? Diventi un bersaglio. Per pochi spiccioli di incasso, rischi di trovarti un gruppo di balordi pronti a pestarti a sangue dietro un cassonetto. Siamo bancomat con le ruote, senza nessuna protezione. 🔪 La guerra tra poveri La pressione è tale che la solidarietà sparisce. Il sistema ci mette l'uno contro l...

L'idoneità secondo il capitale :quando la salute del rider e' solo un algoritmo

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  L’Idoneità della Convenienza: Se la Salute del Rider diventa un Algoritmo Per anni abbiamo usato il nostro corpo come unico ammortizzatore sociale. Abbiamo pedalato sotto la pioggia, consegnato con la schiena a pezzi e ignorato i segnali di un burnout sempre più vicino. Oggi, finalmente, dalla Francia arriva uno studio scientifico approfondito che mette nero su bianco quello che noi sappiamo da sempre: fare il rider logora. Non solo i muscoli, ma anche la mente. La scienza conferma, la strada lo sapeva già Lo studio francese analizza i disturbi fisici e psicofisici a cui siamo esposti quotidianamente. Non si parla solo di incidenti stradali, ma di patologie croniche: Problemi posturali e infiammazioni muscolari. Stress da prestazione legato ai tempi di consegna. L'impatto psicofisico dell'incertezza costante. Negli anni, provando sulla nostra pelle ogni singolo infortunio e ogni dolore, abbiamo denunciato queste dinamiche. Abbiamo parlato, gridato e scioperato. Ma le risposte...

SPID e piattaforme:come la lotta al caporalato rischia di diventare un regalo ai caporali

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 SPID e Delivery: La Lotta al Caporalato o il Regalo ai Caporali? L'ultima mossa del Governo per arginare il caporalato digitale nel settore del delivery sembra uscita da un manuale di buone intenzioni scritte male: l'obbligo di accesso alle piattaforme tramite SPID . Sulla carta, l'idea è lineare: identificazione certa, fine degli account ceduti e tracciabilità totale. Ma la realtà del marciapiede racconta una storia opposta. Se non si guarda in faccia la composizione demografica della flotta dei rider, lo SPID rischia di trasformarsi da scudo a manganello contro i più fragili. Il Paradosso Burocratico: L'Esclusione di Serie A Il cuore del problema è un cortocircuito normativo che ignora le tempistiche bibliche della burocrazia italiana. La Flotta: La stragrande maggioranza dei rider è composta da cittadini extracomunitari o richiedenti asilo. Il Documento: Molti di loro operano legittimamente grazie alla ricevuta del permesso di soggiorno . (a volte ...

Delivery e contanti: perché i rider di Deliveroo e Glovo rischiano di più

  L'ALGORITMO DEL SANGUE: IL CONTANTE CHE UCCIDE ​Il velo di modernità delle app è caduto. Sotto la patina di "innovazione" e "libertà", Glovo e Deliveroo nascondono un sistema di sfruttamento neofeudale. Mentre il mondo corre verso la transizione digitale, queste multinazionali impongono il pagamento in contanti , trasformando deliberatamente i rider in bersagli viventi per rapine, pestaggi e aggressioni. ​ L'ACCUSA: IL RIDER COME BANCOMAT DISARMATO ​Non è un caso, è una strategia. Mantenere il flusso di denaro liquido serve a nutrire una fetta di mercato che sfugge ai controlli, ma il costo di questa scelta viene pagato in carne umana dai lavoratori. ​ LA TRAPPOLA DEL CONTANTE: Obbligare un rider a girare con borse cariche di banconote nelle periferie più buie è una condanna. Ogni consegna diventa un terno al lotto con la propria incolumità. ​ L'ABOMINIO DELL'ANTICIPO: Denunciamo con forza la pratica di Deliveroo , che arriva a chiedere a...

Ordini a 10–15 km su Deliveroo: perché il cliente non sa cosa succede davvero

    Ascolta lo stupore del cliente L’ILLUSIONE DEL CLICK E LA REALTÀ DEL SANGUE: IL CASO DEI 14 KM Mentre tu, cliente, scorri pigramente il pollice sulla App di Deliveroo, convinto di acquistare un servizio "smart", la realtà che si muove dietro lo schermo è fatta di asfalto rovente, algoritmi ciechi e un rischio calcolato sulla nostra pelle. Hai appena ordinato un poke da un ristorante a 14 chilometri di distanza. Forse non lo sai, forse l’app "si è dimenticata" di dirtelo chiaramente, ma quel tragitto non è una linea retta su un monitor: è una missione suicida urbana. 📍 IL MITO DI GOOGLE MAPS E L'INGANNO TECNOLOGICO Deliveroo si lava le mani della nostra sicurezza delegando tutto a Google Maps. Ma Maps non sa chi siamo. Per l'algoritmo, siamo punti astratti nello spazio, non lavoratori in carne ed ossa. Nessuna distinzione di cilindrata: Il navigatore non sa se guidi un cinquantino che fatica in salita o una bici che non può accedere a determinate arterie...

Proteste dei rider e istituzioni: l’ipocrisia della politica nel settore delivery

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  L’IPOCRISIA DELLE POLTRONE, LA RABBIA DELLE PIAZZE Contro il capitale che mangia la strada: cronaca di un 1° Maggio di lotta Dalle poltrone dei palazzi alle passerelle delle piazze, assistiamo all'ormai stucchevole spettacolo della propaganda politica sul settore del delivery. Intellettuali da salotto e "ascensoristi" sociali tentano di cavalcare le lotte dei rider solo per dare una spinta alle proprie carriere, parlando di un mondo che non conoscono e che non vivono. Ma la realtà non si lascia addomesticare. Ieri, 1° Maggio , Festa dei Lavoratori, chi il delivery lo vive sulla propria pelle ha deciso di rompere il silenzio. Molti compagni e lavoratori ci hanno messo la faccia per denunciare il mondo sommerso delle piattaforme: un sistema basato sullo sfruttamento selvaggio e sul ricatto quotidiano. Non chiediamo elemosina, ma pretendiamo la vittoria: Fine del cottimo e della precarietà strutturale. Riconoscimento immediato di tutele e sicurezza. Dignità e diritti ...

Decreto Rider: cosa cambia davvero e perché non convince i lavoratori

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  Decreto Rider: Tanto fumo, niente diritti. Un guscio vuoto che beffa i lavoratori Dopo anni di promesse, tavoli tecnici e annunci in pompa magna, la montagna ha partorito il classico topolino. Analizzando il testo definitivo, la conclusione è una sola: il decreto rider si rivela un involucro privo di contenuti, destinato a non produrre alcun effetto concreto. Una vittoria solo sulla carta Dietro i titoli trionfali dei comunicati ministeriali si nasconde una realtà fatta di commi ambigui e scappatoie legali. Quello che doveva essere il "giro di vite" contro lo sfruttamento della Gig Economy si è trasformato in un esercizio di stile legislativo che lascia tutto immutato. Perché questo decreto è un fallimento? L'ambiguità del subordinato: Nonostante le chiacchiere, il confine tra lavoro autonomo e subordinato resta nebbioso. Le piattaforme avranno ancora gioco facile nel mascherare rapporti di dipendenza sotto la maschera della "flessibilità". Algoritmi ancora o...

Lettera aperta a Deliveroo: le critiche dei rider ai manager

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  Lettera aperta: Caro Manager di Deliveroo, la tua arroganza non nasconde la realtà ​ Caro Manager (che ami farti chiamare "Avvocato"), ​Mi spiace notare come, per l'ennesima volta, tu ti sia risentito per le rivendicazioni dei rider. È quasi affascinante osservare la tua abilità nell’arrampicarti sugli specchi per trovare coraggio, per poi trasformarti prontamente in un "cucciolo di barboncino" quando ti metti a disposizione di quella magistratura che ha definito il modello della tua azienda come caporalato . ​Io non mi fregio del titolo di avvocato, ma conosco la realtà della strada. Se affermi che l’azienda rispetta appieno il D.Lgs. 81/08 , mi vedo costretto a portarti nel mondo reale con alcune contestazioni puntuali: ​1. La farsa della Sicurezza e dei DPI ​Dov’è il rispetto della norma quando la consegna dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) , come caschi per bici e moto, è praticamente inesistente? La sicurezza non si fa a parole, si fa fo...

Rider e politica: perché i lavoratori del delivery si sentono ancora soli

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  L’ENNESIMA CAMPAGNA SULLE NOSTRE SPALLE: DA GIGINO A GIORGIA, IL RIDER RESTA SOLO Siamo alle solite. Si avvicina il 1° Maggio , la festa dei lavoratori, e puntuale come una consegna in orario di punta arriva l'annuncio del governo di turno. Questa volta tocca a Giorgia Meloni e al suo pacchetto di misure per il settore delivery. Ma noi che la strada la mangiamo ogni giorno, abbiamo la memoria lunga. La storia si ripete: il fantasma di Gigino Ricordate il "fantastico" Luigi Di Maio ? Sembrava dovesse scatenare la rivoluzione del secolo. Diceva che i rider sarebbero stati il simbolo del cambiamento, che avremmo avuto tutele da dipendenti e dignità garantita. Risultato? Lui ha trovato un "posticino garantito" e noi siamo rimasti esattamente dove eravamo: a pedalare sotto la pioggia per pochi euro, con algoritmi che decidono della nostra vita. Oggi, 10 anni dopo la comparsa del primo zaino termico e a pochi mesi dalle inchieste che hanno smascherato il caporalato...

Aprile morte di un rider a Torino: ricostruzione dei fatti e sicurezza nel delivery

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  Aprile: il mese fatale per il rider deceduto a Torino. ​Le strade di Torino si sono tinte di un silenzio assordante. Mentre le dinamiche esatte dell'incidente restano ancora al vaglio delle autorità, una domanda brucia più delle altre e risuona tra chiunque carichi uno zaino termico sulle spalle: le piattaforme verificano davvero l'idoneità fisica dei propri lavoratori? ​ La falla nel sistema: sicurezza o profitto? ​La realtà che emerge dai contratti di gig economy è agghiacciante. Sia Glovo che Deliveroo prevedono l'obbligo di visite mediche solo dopo il superamento delle 50 giornate lavorative . ​Questo significa che per quasi due mesi un lavoratore può operare nel traffico, sotto lo sforzo fisico costante e in ogni condizione meteo, senza che nessuno ne abbia accertato lo stato di salute. Il vuoto normativo e preventivo non è solo evidente: è pericoloso. ​ Restano i dubbi, manca la responsabilità ​Davanti a una vita spezzata, ci troviamo di fronte a un muro di ...

Il paradosso del rider: quando il tuo tempo vale meno di un caffè tra Stato e Deliveroo

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  Tutti guadagnano, tranne chi pedala. È questa l'equazione brutale che sta alla base del food delivery oggi. Una matematica che non torna mai per noi, ma che sembra far quadrare i conti di tutti gli altri attori in gioco. ​I numeri della vergogna ​Parliamo di fatti, non di opinioni. Prendete un turno qualunque: 120 minuti di disponibilità . Due ore della propria vita trascorse in strada, nel traffico, sotto la pioggia o il sole. Il valore di questo tempo per Deliveroo? 4,91 euro. ​Sì, avete letto bene. Poco più di due euro l'ora. Ma la beffa non finisce qui. ​Lo Stato: socio solo negli incassi ​In questo scenario entra in gioco il secondo "socio" silenzioso: lo Stato. ​ Pretende: Su quei miseri 4,91 euro, ne vuole 0,98 (tra tasse e contributi). ​ Offre: Il nulla , gli ammortizzatori sociali per noi sono un miraggio. ​Siamo considerati imprenditori di noi stessi quando c’è da pagare, ma fantasmi quando c'è da ricevere tutele. ​Un modello costruito sulla nostra ...

Il paradosso del “caporalato cool” a Torino: quando l’etica non si pesa a chili

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Torino, città di industria e di lotte, si trova oggi davanti a un bivio paradossale. Da un lato, la cronaca giudiziaria accende i fari sulle grandi aziende indagate per caporalato, svelando un sistema di sfruttamento che pensavamo confinato altrove e che invece pulsa nel cuore produttivo del Nord. Dall’altro, spuntano come funghi i cosiddetti "progetti sociali". Si presentano bene. Usano parole come sostenibilità, inclusione e, soprattutto, si autodefiniscono ETICI. Ma grattando la superficie della narrazione "green", cosa resta? Il peso della realtà (35 kg, per l'esattezza) La domanda che dobbiamo porci è semplice: cosa c'è di etico nel chiedere a un lavoratore di trasportare 35 kg di carico su una bicicletta muscolare? Mentre il marketing ci vende l'immagine romantica del rider che pedala verso un futuro migliore, la realtà muscolare parla di: Sforzo fisico estremo che logora le articolazioni. Sicurezza stradale compromessa da pesi impossibili da gesti...

L'influenza del capitale :se un rider Muore,il Manager ha brividi (di febbre)

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 L'Influenza del Capitale: Se un Rider Muore, il Manager ha i Brividi (di Febbre) C’è un silenzio assordante che arriva dai piani alti di Deliveroo, ed è un silenzio che puzza di tachipirina e cinismo. Mentre le strade si interrogano sulla morte dell'ennesimo rider — un lavoratore "autonomo" di fatto, ma schiavo di un algoritmo nel concreto — la dirigenza ha alzato il muro. Nessun comunicato, nessuna assunzione di responsabilità, nessuna parola di conforto che non sembri uscita da un generatore automatico di scuse corporate. La giustificazione ufficiale? Il manager ha l'influenza. La Gerarchia del Dolore Mettiamo le cose in prospettiva, perché pare che la biologia in questa azienda segua le quotazioni in borsa: Il Rider: Muore sull'asfalto tra la pioggia e i fari delle auto, con uno zaino termico sulle spalle che probabilmente è l’unica cosa rimasta intatta. Per lui non esiste malattia, non esiste mutua, non esiste stop. Se si ferma, l'algoritmo lo punisce...

Cavoretto: la morte del rider non è fatalità ma il risultato del cottimo

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  Non è fatalità, è sistema: A Cavoretto l’ennesimo omicidio del cottimo ​L’hanno trovato senza vita a Cavoretto . Un altro rider, un altro lavoratore invisibile rimasto sull'asfalto mentre inseguiva un algoritmo. Non chiamatelo "incidente sul lavoro". Non osate parlare di "fatalità" o di "disattenzione del singolo". ​Quando un uomo è costretto a correre contro il tempo, sfidando il traffico, il buio e la stanchezza per pochi euro a consegna, la parola corretta è una sola: omicidio . ​La trappola dell'algoritmo ​Non importa il nome del "padrone" scritto sull'app, perché la logica è identica per tutti. Un sistema che: ​ Non ha limiti di zona: costringe i rider a spostarsi per chilometri, fuori dai centri sicuri, in strade extraurbane buie e pericolose. ​ Non ha limiti di età: accetta chiunque sia abbastanza disperato da vendere il proprio tempo e la propria sicurezza. ​ Ricatta sulla sopravvivenza: se non accetti l’ordine, s...

26 anni dopo : tutto ciò che denunciavamo sul precariato si è avverato

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  CLICCA QUI Quando era piccolino papà diceva “siamo tutti comunisti”,   sono passati trent’anni e li ritrovo borghesi e conformisti.   Tra i borghesi nasce quella flessibilità che ci divide a metà,   e nella flessibilità nasce il rider, imprenditore senza dignità.   Partita IVA in tasca, ma manco i soldi per una casa,   negli anni ’60 papà gridava “il sistema si abbatte, non si abbraccia”.   Guardiamo l’ultimo trend, la magica globalizzazione,   ci ha resi bestie feroci, in via di estinzione. E ora che lo Stato sociale non c’è più,   il nemico del povero è il povero, e si replica all’infinito.   Il mercato è già pronto, corre più veloce del respiro,   io devo muovermi in fretta, mandare a fanculo il mondo finto.   Radio, tele, computer, telefoni: voci rassicuranti,   ma la mia faccia non è serena, non è compatibile coi loro standard. Ci vogliono sorridenti, allin...

Deliveroo, rischio d'impresa è illegalità :cosa succede davvero ai rider

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  Deliveroo: Il "Rischio d'Impresa" non può essere la Scusa per l'Illegalità ​Esiste un confine sottile, ma invalicabile, tra la libera iniziativa economica e lo sfruttamento. In Italia, quel confine è tracciato dal D.Lgs 81/08 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro). Eppure, per chi pedala o guida sotto la pioggia battente per consegnare un pasto caldo, quel confine sembra dissolversi nel grigio dell’asfalto bagnato. ​Quando cadi perché le condizioni meteo sono proibitive e la pressione della piattaforma ti spinge a correre, non stiamo parlando di "rischio d’impresa". Stiamo parlando di un sistema che scarica l'intero peso della sicurezza sulle spalle (e sulle ossa) del lavoratore. ​Il Paradosso del Rischio: Chi Paga davvero? ​Nel diritto commerciale, il rischio d’impresa spetta all’imprenditore. È lui che investe capitali e accetta la possibilità di perdite in cambio del profitto. Ma nel mondo del food delivery, il rischio è stato capov...

E' CAMBIATO IL LAVORO. È CAMBIATO COME LO ACCETTIAMO.

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La danza AI (CLICCA QUI)  E' CAMBIATO IL LAVORO. È CAMBIATO COME LO ACCETTIAMO. C’era un tempo in cui lo sfruttamento faceva ridere. Era grottesco, esagerato, evidente. Era Fantozzi. Un uomo schiacciato da un sistema assurdo, umiliato, piegato, costretto a dire sempre sì. E noi ridevamo. Perché era una caricatura. Perché sembrava troppo. Oggi non ridiamo più. E non perché le cose siano migliorate. OGGI LO SFRUTTAMENTO È NORMALE Oggi il lavoratore non è più chiuso in un ufficio grigio. È per strada. È sotto la pioggia. È connesso a un’app. Non ha un capo che urla. Ha un algoritmo che decide. Non ha orari fissi. Ha disponibilità totale. Non ha sicurezza. Ha “flessibilità”. IL RIDER NON FA RIDERE Otto ore sotto la pioggia. Freddo, traffico, rischio. E qualcuno pensa davvero che sia una scelta? Che basti “non accettare la consegna”? No. Questa è la nuova forma di subordinazione: invisibile, silenziosa, accettata. LA DIFFERENZA VERA Negli anni ‘70 si rideva di chi subiva. O...